Dalle gru ai transpallet, le attrezzature di sollevamento sono protagoniste di ogni cantiere. Ecco cosa devono sapere i professionisti tra obblighi normativi, controlli periodici e basi tecniche
Perché il sollevamento carichi è un tema centrale
Nei cantieri edili, le operazioni di sollevamento e movimentazione dei materiali rappresentano una delle attività più delicate sotto il profilo della sicurezza. Gru a torre, argani, carrelli elevatori e piattaforme aeree sono strumenti indispensabili per la produttività, ma richiedono attenzione costante da parte di progettisti, direttori lavori e coordinatori per la sicurezza. I numeri confermano la rilevanza del tema: nel 2023 il settore delle costruzioni ha registrato 43.480 infortuni denunciati e 202 casi mortali, posizionandosi tra i comparti a più alto rischio in Italia. Nonostante la diminuzione rispetto all’anno precedente, il settore mantiene il primato negativo per numero di decessi sul lavoro. Il quadro normativo, con il D.Lgs. 81/2008 come riferimento principale, impone obblighi precisi in termini di verifiche, manutenzione e formazione degli operatori.
Le attrezzature più utilizzate e i rischi connessi
Le attrezzature di sollevamento impiegate nei cantieri si distinguono per tipologia e ambito di utilizzo. Ognuna presenta caratteristiche specifiche e richiede competenze dedicate:
- Gru a torre e autogru: utilizzate per la movimentazione di carichi pesanti in cantieri di medie e grandi dimensioni. Richiedono fondazioni adeguate e personale abilitato.
- Argani e paranchi: impiegati per il sollevamento verticale di materiali. Spesso sottovalutati, sono tra le attrezzature che richiedono maggiore attenzione nelle verifiche periodiche.
- Carrelli elevatori e transpallet: fondamentali per la logistica di cantiere e lo stoccaggio. Gli operatori devono essere in possesso di specifica abilitazione.
- Piattaforme di lavoro elevabili (PLE): sempre più diffuse per i lavori in quota, richiedono formazione specifica e verifiche annuali.
Il principio fisico alla base del sollevamento
Prima ancora degli aspetti normativi, è utile ricordare che molte attrezzature di sollevamento si basano su principi meccanici fondamentali, tra cui quello della leva fisica. Comprendere come funziona il braccio di leva consente ai professionisti di valutare meglio le capacità di carico delle macchine, individuare i rischi legati a configurazioni errate e dialogare con maggiore competenza con i fornitori di attrezzature. Il concetto è semplice: applicando una forza a una certa distanza dal fulcro, è possibile sollevare carichi molto superiori allo sforzo impiegato. Questo principio trova applicazione pratica nelle gru a torre, nei transpallet manuali, negli argani e in molti altri strumenti meccanici di uso quotidiano in cantiere.
Obblighi normativi e verifiche periodiche
Il D.Lgs. 81/2008, agli articoli 71 e 73, stabilisce i requisiti essenziali per l’utilizzo delle attrezzature di lavoro. A rafforzare il quadro normativo, dal 1° ottobre 2024 è entrata in vigore la patente a crediti nei cantieri edili, un sistema di qualificazione obbligatorio per imprese e lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili. Per quanto riguarda gli apparecchi di sollevamento, la normativa prevede:
- Verifiche periodiche obbligatorie (Allegato VII): gru, argani e apparecchi di sollevamento devono essere sottoposti a controlli con cadenza annuale o biennale a seconda della tipologia.
- Registro di controllo: ogni attrezzatura deve essere accompagnata da documentazione che attesti le verifiche effettuate, le manutenzioni e gli eventuali interventi di riparazione.
- Formazione e abilitazione degli operatori: l’Accordo Stato-Regioni del 2012 definisce i percorsi formativi obbligatori per l’utilizzo di carrelli elevatori, PLE, gru e altre attrezzature.
- Valutazione dei rischi: il datore di lavoro deve includere nel DVR le specifiche attività di sollevamento, individuando le misure di prevenzione e protezione.
Il ruolo del Coordinatore per la Sicurezza
Nei cantieri soggetti al Titolo IV del Testo Unico, il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione (CSP) e in fase di Esecuzione (CSE) ha un ruolo chiave nella gestione delle attrezzature di sollevamento. È suo compito verificare che il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) contenga indicazioni precise sulle modalità di utilizzo delle gru, sulle interferenze tra più attrezzature operanti contemporaneamente e sulle procedure di emergenza. Il CSE, inoltre, deve accertarsi che le imprese esecutrici rispettino quanto previsto e che gli operatori siano effettivamente abilitati.
Conclusioni operative
Le attrezzature di sollevamento continueranno a rappresentare un elemento centrale dell’attività edilizia. Per i professionisti, la sfida è duplice: da un lato, garantire la piena conformità normativa attraverso verifiche, documentazione e formazione; dall’altro, acquisire una conoscenza tecnica di base che consenta di comprendere il funzionamento delle macchine e di valutarne l’idoneità rispetto alle specifiche esigenze del cantiere. Un approccio consapevole alla sicurezza parte sempre dalla comprensione dei principi che governano gli strumenti che utilizziamo ogni giorno.
FONTI “LavoriPubblici.it”
