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Sottosoglia, procedere con gara autorizza tempi di aggiudicazione più lunghi

Il chiarimento in un parere del Mit: ma la scelta della «procedura aggravata» deve essere motivata

 

La scelta motivata di utilizzare una procedura aggravata (procedura aperta in luogo della prevista procedura negoziata ordinaria) rispetto alla procedura prevista dal legislatore nell’allegato I.3, consente di beneficiare dei termini più ampi collegati al sistema di affidamento concretamente scelto dal Rup. È questa la sintesi del riscontro fornito dal servizio di supporto del Mit con il parere n. 3437/2025.

 

Il quesito
Con il quesito la stazione appaltante espone la problematica chiedendo chiarimenti sulle conseguenze dell’aggravamento della procedura di acquisizione pur non in presenza di interesse transfrontaliero. L’articolo 48 del codice, infatti, chiarisce che seppur nel sottosoglia i procedimenti e le procedure previste dall’articolo 50, in presenza di interesse transfrontaliero certo, non possono essere applicate e il Rup deve utilizzare comunque le procedure aperte ordinariamente previste per il sopra soglia comunitario.

In particolare, l’istante chiede se «qualora la Stazione Appaltante decida, pur non in presenza di un interesse transfrontaliero certo, d’aggravare una procedura negoziata rientrante nella fascia di cui all’art. 50, comma 1, lettera d) utilizzando una procedura aperta, quali sono i termini delle procedure d’appalto? Quelli della procedura negoziata indicati dall’allegato I.3, art. 1, lett. d) ed art. 2 lett. d)? Oppure quelli della procedura aperta indicati dall’allegato I.3, art. 1, lett. a) ed art. 2 lett. a)?».

Il riscontro
Nel parere si evidenzia che ogni decisione del Rup è condizionata dal principio del risultato disciplinato con l’articolo 1 del codice. Disposizione capitale che guida le attività del responsabile unico del progetto. In questo senso nella relazione che accompagna il codice dei contratti si spiega che «il principio del risultato (..) enuncia quindi l’interesse pubblico primario del codice, come finalità principale che stazioni appaltanti ed enti concedenti devono sempre assumere nell’esercizio delle loro attività: l’affidamento del contratto e la sua esecuzione con la massima tempestività e il miglior rapporto possibile tra qualità e prezzo, sempre nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza, che vengono espressamente richiamati».

L’ufficio di supporto ricorda, quindi, che il principio di risultato impone alle stazioni appaltanti/enti concedenti «di perseguire il risultato dell’affidamento del contratto con la massima tempestività».

Il riferimento alla circostanza del miglior rapporto tra qualità e prezzo induce a ritenere – e nel parere lo si ribadisce -, che il Rup può effettuare valutazioni che giustifichino l’utilizzo di un sistema di affidamento diverso da quello disciplinato dal legislatore (ad esempio in luogo della procedura negoziata ordinaria utilizzare la procedura aperta). Questa scelta però deve essere il frutto di adeguata istruttoria e di «opportune valutazioni in relazione alle caratteristiche del mercato di riferimento, alle peculiarità dell’affidamento e agli interessi pubblici ad esso sottesi per procedere ad aggravare l’appalto». Si tratta, pertanto, di un “percorso” istruttorio che può indurre a scelte differenti ma che nella decisione a contrarre – in modo sintetico ma concreto -, andranno esplicitate con una motivazione a rilevanza interna (per prevenire anche potenziali responsabilità da ritardo nell’aggiudicazione).

Secondo il Mit, la scelta motivata per cui è opportuno/necessario, sempre nell’interesse della stazione appaltante/ente concedente, aggravare la procedura di acquisizione consentirebbe di beneficiare dei termini più ampi previsti per la procedura concretamente decisa. L’epilogo, infatti, del parere è che «nel caso di ricorso ad una procedura aperta, i termini di conclusione sono quelli indicati dall’allegato I.3, comma 1, lett. a) ed comma 2, lett. a)». Si deve ritenere che questa prerogativa – di beneficiare di termini più ampi -, possa ritenersi ammissibile solo ed esclusivamente in presenza di una sintetica ma seria motivazione che giustifichi l’aggravamento della procedura.

 

 

 

FONTI      Stefano Usai         “Enti locali & Edilizia”

Categorized: News