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Tav Torino-Lione, via alle compensazioni per i Comuni dei lavori

Siglata ieri l’intesa per l’ultima tranche di fondi pari a 50,1 milioni

 

A suggellare l’impegno del Governo italiani con i Comuni interessati dai lavori per il tunnel di base della Torino-Lione c’è a Torino il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini, che firma il Protocollo di intesa con Regione Piemonte, Osservatorio Torino-Lione e Mit per le opere di accompagnamento alla nuova linea ferroviaria tra Italia e Francia. Sul piatto in totale ci sono 50 milioni, la seconda tranche di fondi che porta il totale di risorse a quota 96,6 milioni di euro. Sedici i comuni coinvolti anche se soltanto in 11 hanno fatto richiesta e presentato progetti – 32 in totale quelli che saranno finanziati – segno che c’è ancora in Valsusa una contrarietà all’opera da parte di alcune amministrazioni locali. «Stiamo procedendo con passo spedito – dice il ministro dei Trasporti Matteo Salvini – e questo passaggio importante sulle opere compensative qualche anno fa sarebbe stato impensabile. Puntare sul ferro significa dare un contributo importante alla decarbonizzazione». Il 2032, ribadisce Salvini, sarà l’anno del primo treno sulla tratta Torino-Lione. Dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio arriva un ringraziamento ai sindaci per aver partecipato in maniera attiva mentre il primo cittadino di Torino, Stefano Lorusso sottolinea come l’Osservatorio sulla Torino Lione coordinato da Calogero Maugeri stia contribuendo a realizzare un’opera in modalità partecipativa.

 

Il cantiere e la tratta italiana

Sul fronte di scavo sono cinque le frese consegnate che saranno impiegate negli scavi, 3 miliardi di lavori in corso, 36 chilometri di gallerie scavate sugli oltre 160 totali e dieci cantieri attivi nei due Paesi. A fare il punto è stato, la settimana scorsa, Maurizio Bufalini, direttore generale di Telt durante la consegna della quinta delle sette frese per lo scavo del tunnel di base tra Italia e Francia. Con lo sblocco da parte dei francesi del dossier relativo alla realizzazione delle linee di accesso Oltralpe, si guarda poi con maggiore concretezza anche al futuro dell’intero tracciato che conta, oltre alla tratta internazionale in fase di realizzazione, le due tratte di accesso, in Francia (valore stimato tra i 7 e gli 8 miliardi) e in Italia (opere per 1,7 miliardi). Quest’ultima va dal nodo ferroviario di Torino a Bussoleno, in Val di Susa, e si estende su 50 chilometri di lunghezza, di competenza di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi). Su territorio francese invece, da Saint-Jean-de-Maurienne a Lione, i chilometri sono 160, di competenza delle ferrovie francesi (SNCF Réseau). I lavori per realizzare il tunnel di base e le due stazioni internazionali, dunque, procedono dunque in parallelo rispetto alla progettazione delle tratte di accesso nazionali. L’Italia è più avanti della Francia. «Abbiamo ricevuto un finanziamento da 12 milioni dall’Unione europea per la progettazione e 50 milioni di cofinanziamento per l’adeguamento della tratta ferroviaria nazionale» spiega Paolo Foietta presidente della Delegazione italiana della Cig, la Commissione intergovernativa Italia-Francia per la Torino-Lione. L’obiettivo entro l’estate è presentare i progetti di fattibilità per entrambe le direttrici nazionali.

 

 

FONTI   Filomena Greco      “Enti Locali & Edilizia”

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