Approvate le linee guida per la gestione dei canali interni. Aggiornate anche le regole sulle segnalazioni esterne per superare le criticità applicative del d.lgs. n. 24/2023
Con due delibere approvate il 26 novembre 2025, l’Autorità Nazionale Anticorruzione è intervenuta in modo organico sulla disciplina del whistleblowing, aggiornando sia le Linee Guida sui canali interni di segnalazione sia quelle relative alla presentazione e gestione delle segnalazioni esterne.
L’intervento nasce dall’esigenza di rendere più omogenea l’applicazione del d.lgs. n. 24/2023, alla luce delle difficoltà emerse nella prima fase di attuazione e delle osservazioni pervenute nel corso della consultazione pubblica.
Le nuove indicazioni mirano a rafforzare l’effettività degli strumenti di tutela del segnalante, chiarendo ruoli, responsabilità e modalità operative per i soggetti tenuti ad applicare la normativa.
Un aggiornamento che assume particolare rilievo per le amministrazioni pubbliche, chiamate non solo ad assicurare la conformità formale dei canali di segnalazione, ma a inserirli in modo coerente all’interno dei propri assetti organizzativi e dei sistemi di prevenzione della corruzione.
Cos’è il whistleblowing e perché è centrale per le amministrazioni pubbliche
Il whistleblowing è lo strumento attraverso il quale dipendenti, collaboratori e soggetti che operano in un contesto lavorativo pubblico o privato possono segnalare, in modo protetto, violazioni di norme nazionali o dell’Unione europea di cui siano venuti a conoscenza nello svolgimento delle proprie attività.
Si tratta di uno degli assi portanti dei sistemi di prevenzione della corruzione e di promozione della trasparenza, integrandosi con i Piani anticorruzione e con le responsabilità organizzative dei vertici amministrativi.
La disciplina attuale è contenuta nel d.lgs. n. 24/2023, “Attuazione della direttiva (UE) 2019/1937 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2019, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione e recante disposizioni riguardanti la protezione delle persone che segnalano violazioni delle disposizioni normative nazionali” che ha recepito la direttiva (UE) 2019/1937, ridefinendo in modo organico soggetti tutelati, canali di segnalazione, garanzie di riservatezza e sistema sanzionatorio.
Le Linee Guida ANAC chiariscono proprio come applicare correttamente la normativa.
Secondo quanto previsto dal d.Lgs. n. 24/2023, le amministrazioni pubbliche e numerosi soggetti del settore privato sono tenuti ad attivare canali di segnalazione interni, sicuri e riservati.
Accanto alla norma primaria, assumono rilievo:
- le competenze attribuite ad ANAC in materia di vigilanza, supporto applicativo e irrogazione delle sanzioni;
- la normativa in materia di protezione dei dati personali, che incide in modo diretto sulle modalità di gestione delle segnalazioni;
- i Piani di prevenzione della corruzione e della trasparenza, all’interno dei quali il whistleblowing deve essere coerentemente integrato.
Le Linee Guida sui canali interni: contenuti e chiarimenti operativi
Le nuove Linee Guida, adottate con delibera del 26 novembre 2025, n. 478, forniscono indicazioni puntuali su come devono essere strutturati e gestiti i canali interni di segnalazione.
ANAC chiarisce, innanzitutto, i parametri a cui il canale interno deve attenersi:
- riservatezza dell’identità del segnalante;
- sicurezza delle informazioni;
- tracciabilità delle attività svolte;
- autonomia rispetto alle strutture potenzialmente coinvolte nelle segnalazioni.
Viene poi approfondito il tema del gestore del canale, figura centrale del sistema, chiamata a operare con competenza, indipendenza e continuità, nel rispetto di tempi e modalità procedimentali ben definite.
Un passaggio rilevante riguarda i doveri di comportamento del personale, sia nel settore pubblico sia in quello privato. Nel documento si insiste sul fatto che il whistleblowing non rappresenta uno strumento “difensivo”, ma una componente ordinaria dell’organizzazione, che richiede consapevolezza, correttezza e responsabilità diffusa.
Non meno importante è il tema della formazione. L’Autorità richiama espressamente l’obbligo di accompagnare l’attivazione dei canali con adeguati percorsi formativi, evitando che il sistema resti solo formalmente conforme alla legge.
Infine, viene valorizzato il ruolo degli Enti del Terzo Settore, chiamati a svolgere una funzione di supporto e orientamento nei confronti dei segnalanti, soprattutto nei casi più complessi.
Le modifiche alle Linee Guida sulle segnalazioni esterne
Con la delibera del 26 novembre 2025, n. 479, ANAC è intervenuta invece sulle Linee Guida relative alle segnalazioni esterne, cioè quelle presentate direttamente all’Autorità.
L’intervento nasce dall’esigenza di assicurare coerenza tra i diversi livelli del sistema e di superare alcune criticità applicative segnalate dai soggetti obbligati.
In particolare, con le modifiche si specificano:
- i presupposti di legittimità per il ricorso al canale esterno;
- quali informazioni debbano essere fornite;
- quali siano le responsabilità connesse alla gestione delle segnalazioni.
Anche in questo caso, il filo conduttore è la certezza delle regole e la tutela effettiva del segnalante.
Conclusioni
Dopo una prima fase di applicazione del d.lgs. n. 24/2023, caratterizzata da letture non sempre uniformi e da difficoltà operative diffuse, l’intervento dell’Autorità restituisce un quadro più ordinato e coerente sul whistleblowing, che aiuta le amministrazioni a orientarsi tra obblighi formali e scelte organizzative concrete.
Molto più che un semplice canale informatico da attivare per adempiere alla legge, l’istituto rappresenta uno strumento di tutela da inserire in modo coerente nell’organizzazione, nei processi interni e nella cultura amministrativa.
Le indicazioni di ANAC vanno proprio in questa direzione, chiamando le amministrazioni a:
- verificare la conformità dei canali interni alle indicazioni ANAC;
- chiarire ruoli e responsabilità del gestore delle segnalazioni;
- rafforzare la formazione del personale;
- coordinare in modo efficace canali interni ed esterni.
FONTI “LavoriPubblici.it”
