Nel governo si riapre la tensione sulle regole per affidare gli appalti pubblici. In vista di una garanzia sui tempi di realizzazione delle opere, imposta dalla possibilità di utilizzare i fondi del Recovery Plan, torna come un riflesso condizionato lo slogan della cancellazione/moratoria/deroga del codice appalti per lasciare il posto al cosiddetto “modello Genova” o all’applicazione diretta delle direttive Ue.
Progetto Tav: riunione tra il gruppo di maggioranza e lo staff tecnico di Rfi
E’ stata l’occasione per fare il punto della situazione per quanto riguarda i tre lotti funzionali che interessano il vicentino e Vicenza del progetto Tav, il treno ad alta velocità, che rappresenta una rete ferroviaria sovra-nazionale (corridoio europeo) e raggiunge i 77 km complessivi per un costo di 4,64 miliardi di euro.
Infrastrutture migliori e più condivise se gestiamo i conflitti
A Genova, istituzioni e imprese hanno avuto con il primo caso di dibattito pubblico una interessante dimostrazione di come si può arrivare a progetti migliori e pertanto più condivisi, facendo parlare tutti ma evitando polarizzazioni controproducenti.
Corsa delle città per metrò e tram: a Giovannini opere per 11 miliardi
È una corsa senza precedenti quella delle città italiane ai finanziamenti per metropolitane e tranvie: sono stati presentati, alla scadenza del bando del ministero delle Infrastrutture fissata al 15 gennaio scorso, progetti per un valore di 11 miliardi. A fronte di questo fiume di progetti c’è per il momento una disponibilità finanziaria di 3 miliardi circa (1 da fondi nazionali, poco meno di 2 dal Recovery Plan).
Giovannini cambia nome al ministero: Infrastrutture e mobilità sostenibili
Enrico Giovannini ha deciso di cambiare nome al dicastero di Porta Pia per mandare un segno netto di discontinuità anche sulle politiche che intende mettere in atto e ha proposto di inserire la norma all’interno del decreto legge spacchettamento approvato ieri dal Consiglio dei ministri.
Esclusione automatica «emergenziale», obbligatoria anche se non è prevista nella legge di gara
Secondo il giudice, in sostanza, la norma emergenziale deve essere applicata a prescindere da ogni richiamo esplicito nella legge di gara vista la stretta correlazione con gli obiettivi della legge 120/2020, ovvero consentire l’avvio e l’incentivazione degli investimenti e la ripresa economica del Paese nel post Covid-19.






