Per le Soa la vera riforma del codice sarà legata anche al nuovo regolamento che dovrà prevedere l’attualizzazione della verifica dei requisiti speciali
«Migliorare significa cambiare, essere perfetti significa cambiare spesso». Il suggerimento viene da Sir Winston Churchill: una figura che col suo spirito innovatore ha letteralmente cambiato le sorti del mondo occidentale. A un anno dall’introduzione del Nuovo Codice dei Contratti (D.lgs. 36/2023) il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha fatto suo il consiglio di Churchill, aprendo un tavolo tecnico con il chiaro obiettivo di integrare il testo normativo con alcuni correttivi. Un’apertura, quella di Salvini, che è apparsa sia una dimostrazione di giusta sensibilità verso le istanze delle imprese, che troppo spesso navigano a vista in un contesto di mercato sempre più sfidante, sia e soprattutto un atto concreto di volontà di perfezionare provvedimenti già approvati, nell’ottica di agevolare costantemente il rapporto tra pubblico e privati.
E tra i secondi soggetti, nel campo dell’edilizia, vi rientrano anche le Soa (società organismo di attestazione), preposte al rilascio della qualificazione necessaria per poter partecipare a gare d’appalto di lavori con importo a base d’asta superiore a 150mila euro. Secondo queste realtà, presenti al primo incontro tenutosi il primo luglio presso il Dicastero, il correttivo al Codice non potrà che essere focalizzato sul miglioramento del contesto normativo che incide sul comparto dei contratti pubblici di “lavori, servizi e forniture”. Per sburocratizzare occorrerà, poi, puntare sulla digitalizzazione di molte delle procedure che caratterizzano le gare pubblico-private.
Parliamo di un passo fondamentale per aumentare la trasparenza e l’affidabilità nell’assegnazione e gestione degli appalti, arrivando così a omogeneizzare tutto il comparto dei contratti pubblici. Quello che ci si aspetta è di fatto la riscrittura del regolamento attuativo al codice in sostituzione dell’allegato (il II.12) che riguarda più direttamente le Soa e che –al momento – ricalca il contenuto del precedente regolamento ormai ultra decennale senza variazioni sul tema. Ma non ci sono solo note di demerito in questo cambiamento. Vi sono anche effetti positivi e virtuosi come quelli che sta generando il Pnrr per le Soa. Infatti, molti operatori economici, tradizionalmente orientati a operare esclusivamente nel settore privato, grazie alle grandi opportunità offerte dal programma di gestione dei fondi di Next Generation EU, si sono affacciati al comparto dei lavori pubblici, con l’immediata necessità di essere attestati da questi organismi privati. Il 2023 ha fatto registrare in questo senso un volume d’affari significativo.
Le aziende che si sono attestate sono cresciute di oltre il 10%, superando quota 30mila imprese in possesso di attestazione Soa valida. Lo stesso trend sta continuando anche quest’anno, con un aumento di operatori economici affermati tra le piccole e medie imprese, che rappresentano la stragrande maggioranza delle aziende in Italia. Inoltre, nell’ultimo anno, alle Soa è stato ulteriormente riconosciuto il ruolo di regolatori del sistema di qualificazione: oltre all’obbligo di possedere l’attestazione Soa per le imprese esecutrici dei lavori legati ai “bonus” fiscali, dal prossimo primo ottobre 2024, le imprese attestate – a partire dalla III classifica – non dovranno dimostrare di possedere la “patente a crediti”, in quanto la qualificazione sarà esimente.
Ricapitolando, per le Soa la vera riforma del Codice sarà legata alla digitalizzazione, ancora assente, del comparto dei lavori pubblici nonché al nuovo regolamento che dovrà prevedere l’attualizzazione della verifica dei requisiti speciali, adattandoli a un mondo che solamente nell’ultimo anno ha iniziato un processo di vera e propria trasformazione. Sarà quindi necessario uniformare il sistema di qualificazione dei “lavori, servizi e forniture” e mettere a terra una reale digitalizzazione che consenta a tutti gli attori della filiera di poter accedere alle informazioni che – in attinenza con i ruoli e le responsabilità di ciascun player – dovranno essere immesse nell’ormai famoso fascicolo virtuale dell’operatore economico (Fvoe). Fascicolo che purtroppo, ancora oggi, non risulta accessibile.
Solo in questo modo si potrà parlare di raggiungimento degli obiettivi di miglioramento. Come Soa siamo pronte da tempo a entrare nel mondo dell’innovazione tecnologica, avendo portato avanti investimenti importanti a riguardo e sperimentato con successo anche l’utilizzo della blockchain. Se per essere perfetti bisogna cambiare spesso, insieme possiamo cambiare qui e ora. Magari una volta per tutte.
FONTI Tiziana Carpinello (*) “Enti Locali & Edilizia”
(*) Presidente di Bentley Soa
