Il bilancio dell’Anac aggiornato al 30 giugno scorso: «su e-procurement e digitalizzazione appalti si sta procedendo a pieno regime»
A un anno esatto dall’entrata in vigore del sistema di qualificazione previsto dal nuovo codice appalti, le amministrazioni pubbliche qualificate ai fini degli appalti sono 4.541 unità, «con una variazione percentuale rispetto al trimestre precedente pari a +6,0%». Si legge nel rapporto pubblicato dall’Anac il 6 agosto con i dati aggiornati al 30 giugno 2024. Più esattamente, sono 4.337 le amministrazioni qualificate per via ordinaria e 227 quelle qualificate con riserva. Dal totale di 4.564 amministrazioni vanno però sottratte «23 unità corrispondenti ad amministrazioni qualificate per via “ordinaria” in un settore e con “riserva” nell’altro (codici fiscali duplicati)». Al netto di queste duplicazioni, il dato reale è appunto quello di 4.541 amministrazioni. L’Anac informa inoltre che tra le amministrazioni che hanno fatto domanda figurano 731 pa «non qualificate (né in “lavori” né in “servizi e forniture”)» e 606 Pa «non soggetta a qualificazione».
A un primo livello di approfondimento emerge che «oltre il 60% delle amministrazioni sono qualificate per entrambi i settori», cioè lavori e servizi/forniture. Più in dettaglio, le amministrazioni qualificate per il settore lavori sono 3.258 unità (di cui 425 solo per lavori e 2.833 anche per servizi e forniture) mentre il totale delle amministrazioni qualificate per il settore servizi e forniture è di 4.116 unità (di cui 1.283 solo per servizi e forniture e 2.833 per entrambi i settori).
Andando più in profondità si scopre che nel settore lavori, sono 1.228 le Pa qualificate per il Ppp, avendo dichiarato di poter «garantire la presenza di almeno un soggetto con esperienza nella gestione di piani economici e finanziari e dei rischi di almeno tre anni» (ex art. 3, comma 5 del codice). Di queste, 990 hanno una qualifica L1 e 238 L2. Analogamente, nel settore servizi e forniture, le Pa qualificate per il Ppp sono 1.463, di cui 266 con qualifica L1 e 1.197 con qualifica L2. Complessivamente, «il numero dei soggetti abilitati per i contratti di partenariato sono pari al 38% del totale nel caso dei “lavori” e al 36% nel caso dei “servizi e forniture”», sintetizza l’Anac, osservando che «non si rilevano sostanziali differenze tra i due settori».
Limitando l’osservazione alle sole centrali di committenza, il report evidenzia che sono 494 quelle qualificate per i lavori e 490 quelle qualificate per i servizi e forniture, con 433 che operano per entrambi i settori. A queste centrali di committenza risultano convenzionate 8.063 amministrazioni. Il report segnala che «circa il 30% delle Centrali di committenza hanno al massimo tre amministrazioni convenzionate mentre il restante 70% ne ha più di tre». Se si guarda al solo settore lavori, si scopre che il 72,4% delle amministrazioni convenzionate (pari a 5.152 unità) è legata al 22% delle centrali di committenza (108 unità).
Un altro criterio di leggere i dati è quello geografico: delle 3.258 stazioni appaltanti qualificate nei lavori, 395 hanno sede in Lombardia, 345 in Campania, 237 nel Lazio, 223 in Veneto, 200 in Sicilia, 199 in Piemonte, 197 in Trentino Alto Adige, 190 in Puglia, 182 in Sardegna, 176 in Toscana, 166 in Abruzzo, 153 in Emilia Romagna, 141 in Calabria e 115 in Friuli Venezia Giulia. Tutte le altre Regioni sono sotto le 100 unità.
Dai numeri e dalle analisi qualitative effettuate (anche relativamente alle competenze presenti nelle organizzazioni censite) l’Anac afferma che «procede la qualificazione delle stazioni appaltanti», concludendo come «l’e-procurement, la digitalizzazione degli appalti, stia procedendo a pieno regime».
FONTI M.Fr. “Enti Locali & Edilizia”
