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Piattaforme elevatrici, troppi infortuni: il ministero del Lavoro accende un faro e allerta Inail e Ispettorato

Molti incidenti su macchine recenti sono legati a «cedimenti strutturali riconducibili a fenomeni di fatica, imbozzamento e non corretta esecuzione delle saldature»

 

«Recenti e frequenti eventi infortunistici occorsi nell’utilizzo delle piattaforme di lavoro elevabili (Ple), in molti casi determinati da cedimenti strutturali, hanno indotto questo Ministero a farsi promotore di un’iniziativa volta ad acquisire informazioni circa gli elementi che potrebbero aver concorso al verificarsi degli eventi in questione, per fornire indicazioni di carattere generale afferenti agli aspetti connessi alla progettazione, alla costruzione, alla verifica e all’utilizzo in sicurezza di questa tipologia di macchine». Comincia così la circolare che il ministero del Lavoro ha inviato a diversi destinatari a vario titolo competenti sul tema – dal ministero del Made in Italy all’Ispettorato del Lavoro, dalle associazioni datoriali all’Inail, dai produttori ai sindacati – prendendo atto di una frequenza di infortuni, evidentemente anomala e preoccupante, legati a questa diffusissima attrezzatura da cantiere. Infortuni che si sono registrati nell’arco degli ultimi dieci anni.

La circolare n.7/2024 sulle “Problematiche di sicurezza legate all’uso delle piattaforme di lavoro elevabili” firmata il 12 settembre sembra anche indicare una precisa “pista” di indagine: «L’analisi dei dati – si legge infatti – ha evidenziato che, in molti casi, gli eventi infortunistici sono riferibili a cedimenti strutturali che si sono presentati su macchine installate su veicolo con meno di 10 anni di vita ovvero con meno di 10 anni di vita dalla loro prima messa in servizio, per cui gli aspetti connessi alla progettazione e fabbricazione sembrano risultare rilevanti nella determinazione dell’evento incidentale». In altre parole, il ministero afferma che gli infortuni sono per la maggior parte imputabili non tanto alla modalità di utilizzo di questa attrezzatura, quanto alla scarsa qualità dell’attrezzatura stessa. Di più: «un primo esame dei dati raccolti oggetto di attività di vigilanza del mercato a seguito di infortunio, ha evidenziato che i cedimenti strutturali delle piattaforme medesime sono riconducibili a fenomeni di fatica, imbozzamento e non corretta esecuzione delle saldature».

Da qui il richiamo a «mantenere costantemente sotto osservazione e documentare l’effettivo stato di conservazione della macchina mediante le attività, sia ordinarie che straordinarie, di controllo e manutenzione, effettuate da personale delle ditte utilizzatrici e di verifica periodica di tali attrezzature, effettuate sia da Soggetti Pubblici (ASL/ARPA, INAIL) sia da Soggetti pubblici e privati abilitati». Seguono consigli e indicazioni ai datori di lavoro/utilizzatori (ai sensi del Testo unico sulla sicurezza) su come eseguire una prima verifica sulle proprie macchine.

Il ministero annuncia inoltre la pubblicazione di «un documento tecnico di indirizzo, concernente informazioni e indicazioni operative per prevenire e contrastare incidenti e infortuni connessi al cedimento strutturale e/o all’uso scorretto di tali attrezzature». Nel frattempo «raccomanda a tutti coloro i quali operano a vario titolo con le Ple di prestare particolare attenzione ai rischi specifici connessi all’utilizzo delle medesime, facendosi promotori di campagne di sensibilizzazione, informazione, formazione e assistenza a beneficio dei soggetti più esposti».

Nel maggio scorso, anche l’Inail si era occupato delle piattaforme di lavoro elevabili, dedicando un suo documento tecnico al confronto tra le vecchie norme tecniche che decadranno a febbraio prossimo (EN 280:2013) con le nuove che le sostituiranno (EN 280-1:2022).

 

 

FONTI    M.Fr.    “Enti Locali & Edilizia”

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