Dopo il Durc si sblocca un altro importante tassello per concentrare in un luogo digitale unico i documenti necessari alla verifica dei requisiti di partecipazione alle procedure. Busia: obiettivo è permettere di concentrarsi sulle strategie di acquisto invece che sugli adempimenti formali
Anche i carichi fiscali delle imprese diventano verificabili on line tramite il fascicolo virtuale degli operatori economici (Fvoe 2.0) gestito dall’Anticorruzione. Dopo aver sbloccato solo qualche settimana fa la possibilità di verificare la regolarità contributiva delle imprese (tramite il Durc), ora l’Anac aggiunge un altro importante tassello alla piattaforma implementata a inizio anno, sotto la spinta degli obblighi di digitalizzazione, per facilitare la gestione delle gare a stazioni appaltanti e imprese. «Dopo un anno di stretta collaborazione tecnico-amministrativa con l’Agenzia delle Entrate, il fascicolo virtuale 2.0 è stato arricchito della documentazione relativa ai debiti fiscali non definitivamente accertati (cd carichi fiscali pendenti) valida ai fini appalti», annunciano dall’Autorità.
La nuova documentazione va ad affiancarsi all’esito di regolarità fiscale per i gravi debiti fiscali definitivamente accertati (già oggetto di decennale collaborazione tra i due enti). I tempi di rilascio della documentazione richiesta tramite fascicolo virtuale, dunque senza più dover interrogare a parte l’Agenzia delle Entrate, oscilleranno «da un minimo di due a un massimo di dieci giorni lavorativi in relazione alla complessità della posizione dell’impresa». Con questa implementazione, le stazioni appaltanti hanno a disposizione direttamente all’interno del Fascicolo 2.0 gli strumenti necessari all’acquisizione dei documenti a comprova del possesso dei requisiti per l’affidamento dei contratti pubblici verificabili con l’Agenzia delle Entrate. «Il servizio fascicolo – spiegano dall’Autorità – è fruibile, oltre che dal portale Anac, anche attraverso i servizi di interoperabilità erogati da Anac alle piattaforme digitali di approvvigionamento certificate».
L’Autorità ricorda a tutte le stazioni appaltanti «che la verifica della regolarità fiscale per le violazioni non definitivamente accertate è prevista esclusivamente in assenza di gravi irregolarità fiscali definitivamente accertate». La sottolineatura serve a invitare le amministrazioni a evitare «traffico di interoperabilità inutile a discapito di tutti gli utenti del fascicolo». Con l’ulteriore indicazione dei tempi massimi in cui sarà rilasciata la risposta ,che sarà messa «a disposizione entro il termine di trenta giorni dalla richiesta»
«L’eliminazione di adempimenti formali a carico di stazioni appaltanti e operatori economici è determinante per ridurre tempi e costi e imprimere una accelerazione alle procedure di gara – commenta il presidente di Anac Giuseppe Busia – Il Fascicolo digitale che ha realizzato l’Autorità consente di mettere in comunicazione tutte le varie banche dati che detengono le certificazioni necessarie per le gare d’appalto. Permette, poi, alle stazioni appaltanti di utilizzare gli accertamenti già effettuati da un’altra stazione appaltante per ammettere l’operatore economico alla gara, velocizzando l’attività di verifica dei requisiti generali. Gli operatori economici vedono così ridotti notevolmente gli oneri di riprodurre per ogni procedura di gara le certificazioni a comprova dei requisiti posseduti. Agli operatori economici non viene più imposto l’onere di produrre per ogni gara cui intendono partecipare la medesima documentazione, peraltro già nella disponibilità dell’amministrazione». Per raggiungere il traguardo, segnalano sempre dall’ Anac, è stato «fondamentale il contributo del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio e della Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd) grazie alla quale sono praticamente eliminate le burocrazie legate alla collaborazione interistituzionale».
«L’obiettivo – aggiunge Busia – è quello di rendere quasi automatizzata la verifica dei requisiti, permettendo alle stazioni appaltanti e alle imprese di concentrarsi sulla strategia di acquisto invece che sulle procedure e sugli aspetti formali».
Una ulteriore implementazione del Fascicolo riguarda i servizi per la verifica dell’esistenza del prospetto informativo disabili e del rapporto sulla parità di genere. «In collaborazione con il Ministero del Lavoro, sono stati messi in linea i servizi che nei prossimi mesi saranno ulteriormente evoluti per accedere a tutta la documentazione», annuncia l’Anac.
FONTI Mauro Salerno “Enti Locali & Edilizia”
