I Responsabili di progetto colti in fallo avranno una settimana per correre ai ripari o spiegare le ragioni oggettive dei ritardi. Poi scatteranno le sanzioni
È scattata ieri la maxi-operazione di richiamo ai Rup che hanno sforato i tempi massimi di aggiudicazione delle gare stabiliti dal codice appalti. L’iniziativa, annunciata dal comunicato del presidente dell’Autorità Anticorruzione Giuseppe Busìa di cui abbiamo dato notizia con un articolo pubblicato il 18 marzo, è stata avviata con l’invio della prima delle tre tranche di avvisi che raggiungeranno gli indirizzi di posta elettronica di migliaia di Responsabili del progetto in tutta Italia. Secondo i calcoli sono circa 7mila i Rup finiti nel mirino dell’Anac.
Al cuore della questione c’è il rischio di sforare uno dei traguardi («milestone») di maggior impatto strategico del Pnrr: la riduzione dei tempi di aggiudicazione delle gare d’appalto. Un obiettivo sempre inseguito invano nel susseguirsi di riforme e correttivi delle norme sugli appalti da almeno 30 anni a questa parte.
Come si sa, tutto ruota intorno alla milestone M1C1-96 del piano europeo che impone di ridurre a 115 giorni (meno di quattro mesi) il tempo medio tra la pubblicazione del bando e l’aggiudicazione dell’appalto per i contratti superiori alle soglie Ue (5,538 milioni per i lavori, 221mila euro per servizi e forniture). Un traguardo che va raggiunto entro il 31 dicembre di quest’anno e che rischia di essere pesantemente messo in forse dalle criticità emerse da un monitoraggio condotto dall’Autorità che ha individuato migliaia di procedure a rischio di sforamento dei tempi, che ora il codice individua in una forbice compresa tra tre e nove mesi a seconda della complessità della procedura.
Si tratta di «termini massimi», ricorda l’Autorità, comunque molto più elastici da quelli medi che il Pnrr impone di rispettare già da quest’anno. Da qui la scelta di procedere con una massiccia operazione di alert. «Dall’attività di vigilanza dell’Autorità – scrive l’Anac nella nota inviata ieri ai Rup -, con particolare riferimento alle procedure sopra soglia comunitaria avviate nel 2024 sotto la Sua responsabilità, è emerso almeno un caso di potenziale superamento dei termini massimi previsti dal Codice per la stipulazione del contratto».
Non basterà rispondere che tutto si è svolto nei tempi dovuti e che l’allarme è scattato soltanto perché la stazione appaltante si è “dimenticata” di assolvere all’obbligo di pubblicare gli avvisi di aggiudicazione. Per l’Anac, infatti, «anche qualora i termini fossero stati formalmente rispettati, la mancata pubblicazione dell’avviso di aggiudicazione impedisce la verifica dei presupposti normativi, determinando in ogni caso una violazione degli obblighi di pubblicità e trasparenza previsti dal D.Lgs. 36/2023». Dunque si sarebbe comunque in fallo.
Per evitare di incorrere in sanzioni resta solo la strada di correre ai ripari pubblicando «tempestivamente» gli avvisi di aggiudicazione «per tutti gli affidamenti conclusi, a partire da quelli sopra soglia comunitaria, e comunque per tutti i contratti già stipulati». Il tono della missiva fa presagire che non verranno fatti sconti. Ai Rup che dovessero invocare «oggettive difficoltà» ad allinearsi alle indicazioni dell’Autorità viene concessa una settimana di tempo per spiegare i motivi compilando un apposito modulo in formato elettronico.
Scaduto l’ultimatum scatteranno le sanzioni. L’Autorità lo ricorda segnalando che «il protrarsi dell’inadempimento comporterà l’attivazione da parte dell’Autorità dei conseguenti procedimenti istruttori e l’adozione di eventuali provvedimenti sanzionatori, ai sensi dell’art. 222, commi 9 e 13, del vigente Codice dei contratti pubblici». Si tratta di “multe” di importo compreso tra 500 e diecimila euro irrogabili ai soggetti che «rifiutano od omettono, senza giustificato motivo, di fornire le informazioni o di esibire i documenti richiesti» dall’ Anac o «che, a fronte della richiesta di informazioni o di esibizione di documenti da parte dell’ Anac, forniscono informazioni o esibiscono documenti non veritieri».
FONTI Mauro Salerno “Enti Locali & Edilizia”
