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Manutenzione strade, via i tagli ma tempi di spesa certi

Ok al ritorno dei 350 milioni per le manutenzioni, termini rigidi su impegni e pagamenti

 

L’azzeramento dei tagli del Milleproroghe ai fondi per le manutenzioni stradali di Province e Città metropolitane; lo scambio con un programma scandito da scadenze rigide su impegni di spesa e rendicontazioni, pena la restituzione dei soldi; e un’altra battaglia sui numeri. Sono stati questi i contenuti del vertice che ieri ha riunito al ministero delle Infrastrutture il vicepremier Matteo Salvini e gli amministratori locali sul dossier dei tagli alle strade, tornato a scaldarsi dopo le polemiche invernali con la diffusione delle cifre cancellate ente per ente . Al centro del contendere, la sforbiciata da 350 milioni portata dal Milleproroghe (articolo 7, comma 4-novies del Dl 202/2024) sulle assegnazioni di quest’anno e del prossimo, tolte a Città e Province e girate a copertura degli extracosti generati dagli investimenti ferroviari del Pnrr. Nel tritacarne politico era finito poi il Ponte sullo Stretto, oggetto però di un altro intervento, in legge di bilancio, che in una più ampia rimodulazione di fondi legata anche ad altre opere aveva cominciato a muovere il coltello sulle strade locali cancellando 35 milioni per il 2025-26 e azzerando la dote sul 2029.

Questa mossa, che aveva aperto il braccio di ferro, resta ora fuori discussione. Ma sul colpo più duro, quello sferrato dal Milleproroghe che ha agitato anche gli amministratori di centrodestra a partire dal Nord dove non mancano i territori a guida leghista, la questione si è fatta troppo scottante per rimanere fermi. Il recupero arriverà con la conversione del decreto legge sulle Infrastrutture, che sta avviando ora il cammino alla Camera. I tecnici sono al lavoro per definire le nuove regole. Ma la sostanza è che «ristoreremo i fondi 2025 e 2026», come riassume il ministro delle Infrastrutture Salvini, in cambio di «una presa di responsabilità» chiesta a tutte le amministrazioni per «spenderli, e spenderli sulle strade».

«Dal 2018 al 2024 le Province hanno impegnato il 93% delle risorse assegnate e ne hanno speso l’84%», sostiene il presidente dell’Unione delle Province Pasquale Gandolfi (Pd, presidente di Bergamo) tornando a respingere le accuse ministeriali di lentezza che avevano prima motivato la tagliola e ora vincoleranno il recupero (Sole 24 Ore del 31 maggio). Sulla stessa linea le Città metropolitane: «Siamo disponibili a una soluzione che garantisca le risorse – sottolinea il coordinatore Anci per le Città Matteo Lepore (sindaco Pd di Bologna) -, agli enti che rispettino una tempistica certa della spesa». Toccherà alla nuova norma blindare il meccanismo: indicando direttamente nella legge l’assegnazione delle quote e i termini per certificare l’impegno e poi la spesa, senza passare dalla tappa intermedia del decreto ministeriale di programmazione.

 

 

FONTI         Gianni Trovati      “Enti Locali & Edilizia”

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