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Qualificazione stazioni appaltanti: ANAC fa il punto

Tutti i numeri del nuovo report trimestrale: sistema in consolidamento, con percentuali elevate di livelli massimi. Similitudini tra lavori e servizi, ma le centrali di committenza restano una minoranza

 

Si consolida il quadro relativo alla qualificazione delle stazioni appaltanti (SA) e delle centrali di committenza (CUC), istituita in attuazione degli articoli 62 e 63 del d.lgs. n. 36/2023. La conferma arriva con il nuovo report trimestrale di ANAC, aggiornato al 31 marzo 2025.

 

Qualificazione SA: il nuovo report trimestrale ANAC
Il documento offre una fotografia aggiornata delle domande pervenute ed esaminate secondo i criteri previgenti rispetto al correttivo introdotto dal d.lgs. n. 209/2024, ancora non applicato al periodo oggetto dell’analisi.

I risultati confermano una progressiva stabilizzazione del modello, con un numero crescente di amministrazioni abilitate a operare in autonomia, una struttura del sistema sostanzialmente omogenea tra lavori e servizi, e una presenza ancora limitata – sebbene qualificata – delle centrali di committenza.

Cos’è la qualificazione delle Stazioni Appaltanti?
Ricordiamo che la qualificazione delle Stazioni Appaltanti (SA) è il sistema introdotto dal nuovo Codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 36/2023) per assicurare che solo le amministrazioni dotate di adeguate competenze organizzative, tecniche e digitali possano svolgere autonomamente le attività di progettazione, affidamento ed esecuzione dei contratti pubblici. L’obiettivo è innalzare il livello qualitativo del procurement pubblico, riducendo il rischio di contenziosi e migliorando l’efficienza delle procedure.

La disciplina è contenuta:

  • negli articoli 62 e 63 del d.lgs. n. 36/2023, che regolano rispettivamente la qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza (art. 62) e l’elenco e i criteri di qualificazione (art. 63);
  • nell’Allegato II.4 al Codice, che definisce i criteri tecnici per l’attribuzione dei punteggi e i livelli di qualificazione;
  • nel decreto correttivo (d.lgs. n. 209/2024), che ha aggiornato – a partire dal 1° luglio 2024 – i criteri di attribuzione dei punteggi per entrambe le fasi: progettazione/affidamento ed esecuzione dei contratti. Le SA devono dimostrare adeguata capacità anche nella gestione dei contratti già aggiudicati, in coerenza con quanto previsto all’art. 8, comma 1 del Codice come modificato.

La qualificazione avviene su richiesta dell’amministrazione interessata, tramite istanza all’ANAC, e comporta l’assegnazione di un livello (massimo, intermedio o minimo) per ciascun settore (lavori, servizi e forniture). A ciascun livello corrisponde una soglia di punteggio e una differente capacità operativa, in termini di importo e complessità delle procedure gestibili in autonomia.

Alcune amministrazioni centrali e soggetti aggregatori sono iscritti di diritto nell’elenco ANAC, senza necessità di presentare istanza (es. MIT, Agenzia del Demanio, Consip, Invitalia, Sport e Salute S.p.A.).

Un sistema in consolidamento: i numeri della qualificazione
Al primo trimestre del 2025, risultano 4.839 amministrazioni qualificate, così suddivise:

  • 545 (11,3%) solo per Lavori;
  • 1.412 (29,2%) solo per Servizi e forniture;
  • 2.882 (59,5%) per entrambi i settori.

Nel dettaglio, le amministrazioni qualificate per Lavori sono 3.427, mentre quelle per Servizi e forniture sono 4.294.

Le istanze totali pervenute sono state 5.616 per i lavori e 6.191 per servizi e forniture, segnalando un maggiore dinamismo nel secondo settore. Da queste, sono emerse 54 istanze con qualifica “con riserva”, che riguardano 41 amministrazioni e hanno tutte scadenza nel corso del 2025, in linea con la progressiva transizione al regime ordinario prevista dal Codice.

I livelli di qualificazione: prevale il livello massimo
Il 59,5% delle amministrazioni è qualificato per entrambi i settori, a conferma di una strategia integrata nel procurement. Non solo: la quota di amministrazioni qualificate al livello massimo (L1/SF1) supera il 55% in entrambi i settori, confermando l’efficacia dei meccanismi premiali.

Il sistema prevede tre livelli:

  • L1/SF1 (massimo): oltre 50 punti;
  • L2/SF2 (intermedio): tra 40 e 49 punti;
  • L3/SF3 (minimo): tra 30 e 39 punti.

L’analisi per livello mostra un’evidente tendenza verso le fasce più alte:

  • Lavori:
    – L1: 55,2% (1.891 amministrazioni);
    – L2: 20,2%;
    – L3: 24,6%.
  • Servizi e forniture:
    – SF1: 58,2% (2.501 amministrazioni);
    – SF2: 19,2%;
    – SF3: 22,6%.

Tra le centrali di committenza, il 76,4% è qualificato al livello massimo in entrambi i settori. Le CUC costituiscono comunque solo il 14% delle amministrazioni qualificate per i lavori e l’11% per servizi e forniture, confermando una limitata diffusione della funzione di committenza aggregata.

Il sistema è ancora in evoluzione, e subirà un nuovo assestamento con l’adozione dei criteri previsti dal correttivo (D.Lgs. 209/2024), in vigore per le domande presentate dopo il 1° luglio 2024.

 

Focus su PPP e centrali di committenza convenzionate
Per quanto riguarda i contratti di partenariato pubblico-privato (PPP), si evidenzia che sono abilitati il 38% degli enti qualificati per lavori e il 36% di quelli per servizi e forniture.

Per essere abilitati al PPP, è richiesto almeno il livello 2 e la presenza di personale con esperienza nella gestione di PEF e analisi dei rischi.

Sul versante delle convenzioni attive, si segnalano 7.229 amministrazioni convenzionate per lavori e 7.829 per servizi e forniture, concentrate in prevalenza tra le CC che hanno più di 12 amministrazioni convenzionate, indice di un’effettiva capacità aggregativa maturata nel tempo.

 

Distribuzione territoriale
I dati mostrano una buona copertura nazionale, con Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Campania tra le regioni con il maggior numero di centrali di committenza. In termini di incidenza sul totale degli enti qualificati:

  • la Basilicata e l’Emilia-Romagna si distinguono per l’alta incidenza percentuale di CUC rispetto alle SA;
  • in Sicilia, si contano 216 amministrazioni qualificate per lavori e 218 per servizi, ma solo 16 e 19 CC rispettivamente, con una prevalenza netta delle SA.

 

 

 

FONTI      “LavoriPubblici.it”

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