Dati precompilati, modello 730. Da inizio anno sono salite a 40 le interdittive adottate
Iscrizione modello 730, all’insegna di digitalizzazione e precompilazione. Diventa più semplice la strada per le imprese che vogliono essere inserite nelle white list delle prefetture e nell’Anagrafe degli esecutori istituita presso la Struttura per la prevenzione antimafia del Viminale per poter partecipare ai lavori relativi alla ricostruzione post-sisma 2016 nel Centro Italia, alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e all’edilizia sanitaria in Calabria. La novità, fortemente voluta dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi assieme al potenziamento della stessa Struttura antimafia guidata dal prefetto Paolo Canaparo, è stata resa possibile grazie alla realizzazione di una rete di interscambio informativo con le banche dati delle Camere di commercio e dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente. Un intreccio virtuoso, grazie al quale gli operatori economici sono adesso chiamati a fornire soltanto poche informazioni al momento dell’accesso alle piattaforme. La maggior parte dei dati sarà invece inserita automaticamente (e già verificata), garantendo alle imprese procedure più snelle ed efficienti, riducendo al minimo il margine di errore e accelerando la conclusione dell’iter.
Le white list e l’Anagrafe degli esecutori sono pensate come strumenti fondamentali per prevenire e contrastare i tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore delle opere pubbliche, identificando preventivamente le imprese “sospette” ed escludendole da qualsiasi affidamento. Le prime contengono gli operatori che possono svolgere attività “sensibili” in quanto esposte a rischi elevati di ingerenza illecita, come l’attività di estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti o i servizi ambientali e di gestione dei rifiuti. L’Anagrafe contiene invece le imprese che possono essere affidatarie e sub-affidatarie a qualsiasi titolo per le prestazioni relative o comunque connesse alla realizzazione di interventi di importanza strategica. Oggi conta 20.482 iscritti, con 14.609 richieste arrivate soltanto da gennaio.
Un numero in crescita, così come in aumento risultano le interdittive emesse: 40 in tutto nei primi dieci mesi del 2025, a fronte delle 26 del 2024 e delle 19 del 2023. Merito anche dell’ultima maxi-operazione comunicata venerdì scorso dal Viminale: 16 interdittive e due provvedimenti di prevenzione collaborativa adottati nei confronti di imprese edili interessate ai lavori post sisma Centro Italia e, in piccola parte, Milano-Cortina.
Sette hanno sede legale nella provincia di Foggia, due nella provincia di Catania, altrettante nel casertano e una ciascuna nelle province di Torino, Teramo, Modena, Lecco e Ancona. Per tutte sono risultati conclamati i collegamenti con esponenti della criminalità organizzata: in nove casi si tratta di diverse consorterie attive in Puglia, in due di associazioni di stampo mafioso, in tre della camorra e in quattro della ’ndrangheta. Diffuso il ricorso a intimidazioni ed estorsioni. L’obiettivo dei provvedimenti è chiaro: evitare che le imprese infiltrate possano essere usate dalla criminalità per espandersi. inserirsi in lavori pubblici che godono di ingenti finanziamenti e riciclare i proventi illeciti. Sotto la lente della Struttura, ora, anche gli interventi di edilizia sanitaria in Calabria. Allenamenti in vista della sfida più complessa: il Ponte sullo Stretto.
FONTI Manuela Perrone “Enti Locali & Edilizia”
