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Ponte Stretto, la Corte dei Conti nega visto di legittimità. Salvini: grave danno al Paese

Motivazioni entro 30 giorni. Meloni: ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del Governo e del Parlamento. Bonelli: Salvini si dimetta

 

La Corte dei Conti ha negato il visto di legittimità alla delibera Cipess sul Ponte sullo Stretto di Messina. Si legge in una nota diffusa nella serata del 29 ottobre. In particolare, la sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato della Corte dei Conti all’esito della Camera di consiglio seguita all’adunanza di oggi, non ha ammesso al visto e alla conseguente registrazione la delibera Cipess numero 41 del 2025 sul Collegamento Stabile tra la Sicilia e la Calabria. Le motivazioni, in corso di stesura, saranno rese note con apposita deliberazione entro 30 giorni. Dura la reazione del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che ha promosso il progetto e difeso la decisione di confermare l’affidamento al Consorzio Eurolink, guidato da Webuild, che aveva vinto la gara nel 2005 con un’offerta di poco inferiore a 4 miliardi di euro. «La decisione della Corte dei Conti – afferma Salvini in una nota – è un grave danno per il Paese e appare una scelta politica più che un sereno giudizio tecnico. In attesa delle motivazioni, chiarisco subito che non mi sono fermato quando dovevo difendere i confini e non mi fermerò ora, visto che parliamo di un progetto auspicato perfino dall’Europa che regalerà sviluppo e migliaia di posti di lavoro da sud a nord. Siamo determinati a percorrere tutte le strade possibili per far partire i lavori. Andiamo avanti».

Ancora più dura la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «La mancata registrazione da parte della Corte dei conti della delibera Cipess riguardante il Ponte sullo Stretto – afferma Meloni in una nota – è l’ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del Governo e del Parlamento. Sul piano tecnico, i ministeri interessati e la Presidenza del Consiglio hanno fornito puntuale risposta a tutti i rilievi formulati per l’adunanza di oggi; per avere un’idea della capziosità, una delle censure ha riguardato l’avvenuta trasmissione di atti voluminosi con link, come se i giudici contabili ignorassero l’esistenza dei computer».

Poche ore prima che la Corte comunicasse la decisione, il ministro Salvini – rispondendo nel question time alla Camera ad alcune domande di deputati dell’opposizione – aveva confermato la volontà di andare avanti con il progetto. «Nessuna violazione, nessun ritiro della delibera Cipess. Con l’Europa ci confrontiamo da mesi, con aggiornamenti puntuali e trasparenti. Il mio impegno sul Ponte è di farlo, dopo 160 anni di tentativi e di progetti, e di farlo bene». Così ha replicato alla Camera, alla domanda del deputato Angelo Bonelli (Alleanza Verdi Sinistra) in relazione alla volontà di proseguire l’iter dopo i rilievi della Corte Conti sulla delibera Cipess di agosto. Quanto alla questione posta da Bonelli relativa alla presunta violazione delle direttive Ue per non aver effettuato una nuova gara dopo che il costo si è incrementato di oltre il 50% rispetto a quello iniziale indicato nel bando di gara, il ministro ha ribadito che l’incremento non è legato a un cambio dell’oggetto dell’appalto ma al costo dei materiali: «abbiamo dimostrato – ha detto – che l’aumento del corrispettivo è dovuto in larga percentuale all’esigenza di garantire un aggiornamento del costo dei materiali rispetto a 20 anni fa». Rispondendo a un’altra domanda sullo stesso tema del deputato Morassut (Pd) Salvini ha assicurato che «nessuna opera sarà definanziata per pagare il Ponte, da Bolzano a Palermo». Lo stesso deputato Bonelli, dopo la notizia dello stop all’opera, ha parlato di «vittoria della giustizia e dello Stato di diritto» e ha chiesto le dimissioni di Salvini.

 

 

 

FONTI      M.Fr.      “Enti Locali & Edilizia”

Categorized: News