Le prime segnalazioni delle imprese indicano aumenti fino al 20% per ferro, conglomerati bituminosi e membrane. CNA Costruzioni: necessario monitorare la filiera e attivare le clausole di revisione dei prezzi per evitare nuovi squilibri
Dopo le dinamiche già registrate nel mercato dei carburanti, le tensioni internazionali stanno iniziando a produrre effetti concreti anche lungo la filiera delle costruzioni.
A lanciare l’allarme è CNA Costruzioni, che nelle ultime ore ha raccolto numerose segnalazioni da parte delle imprese associate relative a improvvisi aumenti dei prezzi registrati negli ultimi giorni, in coincidenza con l’inasprimento della crisi legata al conflitto in Iran e alle tensioni nel Golfo.
Materiali da costruzione: l’allarme di CNA sull’aumento dei prezzi
Secondo le informazioni raccolte dall’associazione, alcuni materiali stanno già registrando incrementi significativi. In particolare, per il ferro si segnalano aumenti che in alcuni casi arrivano fino al +20%, mentre per il conglomerato bituminoso e le membrane gli incrementi si collocano tra il +18% e il +20%. Per acciaio, tubazioni e raccordi in PVC diversi fornitori stanno invece accettando ordini con riserva di aggiornamento dei prezzi.
Accanto agli aumenti immediati si stanno diffondendo anche pratiche commerciali che evidenziano il clima di incertezza che si sta creando nel mercato. Alcuni fornitori stanno infatti chiedendo alle imprese di confermare i preventivi entro 24 ore, avvertendo che, in caso contrario, le condizioni economiche potrebbero essere riviste.
Si tratta di dinamiche che si inseriscono in un quadro già complesso per il settore delle costruzioni. All’inizio dell’anno si erano infatti già registrati aumenti del calcestruzzo nell’ordine del 10%, mentre il recente rialzo dei costi dei carburanti sta incidendo direttamente sui costi di trasporto, sull’utilizzo dei mezzi di cantiere e, più in generale, sull’operatività quotidiana delle imprese.
Il rischio è quello di assistere a una nuova fase di instabilità dei prezzi dei materiali, con effetti che potrebbero ripercuotersi sia sui lavori pubblici sia sugli interventi privati. L’esperienza maturata negli ultimi anni, durante la crisi delle materie prime seguita alla pandemia e al conflitto in Ucraina, ha già mostrato quanto rapidamente questi fenomeni possano amplificarsi lungo l’intera filiera delle costruzioni.
Le soluzioni: monitoraggio e clausole di revisione prezzi
Per queste ragioni CNA Costruzioni chiede l’attivazione urgente di tavoli di monitoraggio dedicati all’andamento dei prezzi dei materiali da costruzione, con l’obiettivo di verificare l’evoluzione del mercato e prevenire possibili distorsioni.
Parallelamente l’associazione sollecita l’utilizzo di tutti gli strumenti normativi disponibili per consentire l’attivazione delle clausole di revisione dei prezzi, così da garantire un equilibrio economico nei contratti e tutelare le imprese impegnate nell’esecuzione dei lavori.
Il tema riguarda in modo diretto anche il settore degli appalti pubblici, dove variazioni improvvise dei costi dei materiali possono incidere sulla sostenibilità economica delle commesse. In assenza di meccanismi di adeguamento efficaci, il rischio è quello di compromettere l’equilibrio dei contratti e rallentare l’esecuzione degli interventi.
Un motivo in più per attivare rapidamente strumenti di monitoraggio e di adeguamento dei prezzi, con l’obiettivo di evitare che nuove tensioni sui mercati delle materie prime si traducano in ulteriori criticità operative per le imprese del settore.
FONTI “LavoriPubblici.it”
