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Sistemi di ritenuta in acciaio per il contenimento delle terre: pubblicate le Linee guida del CSLP per il rilascio del CVT

Dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici le nuove regole per il Certificato di Valutazione Tecnica dei sistemi di ritenuta in acciaio. Definite procedure di qualificazione, prove in vera grandezza, requisiti di durabilità e nuovi adempimenti per direttori dei lavori, imprese e fabbricanti

 

 

Con il decreto del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici del 28 maggio 2026, n. 147, è stato approvato il testo delle nuove   Linee guida recanti la procedura per il rilascio, da parte del Servizio Tecnico Centrale, del Certificato di Valutazione Tecnica (CVT) relativo ai sistemi di ritenuta in acciaio per interventi di contenimento delle terre.

Il provvedimento interviene nell’ambito del punto 11.1, lettera C), delle Norme Tecniche per le Costruzioni approvate con D.M. 17 gennaio 2018 e definisce il percorso di qualificazione tecnica applicabile a questa specifica categoria di prodotti strutturali, disciplinando la procedura per il rilascio del Certificato di Valutazione Tecnica da parte del Servizio Tecnico Centrale.

Tra le novità di maggiore interesse operativo figurano anche gli adempimenti previsti per il direttore dei lavori nella fase di accettazione in cantiere. Le Linee guida richiedono infatti la verifica della validità del CVT, l’acquisizione della documentazione tecnica relativa ai lotti forniti e, ove necessario, specifiche attività di tracciabilità dei sistemi installati all’interno dell’opera.

Il documento disciplina inoltre la documentazione necessaria per ottenere la certificazione, le prove in vera grandezza richieste ai fini della qualificazione, le verifiche sulla durabilità dei sistemi e le procedure per il mantenimento e il rinnovo del certificato.

 

Linee guida CVT per i sistemi di ritenuta in acciaio: ambito di applicazione e novità
Le Linee guida disciplinano la procedura attraverso la quale il Servizio Tecnico Centrale rilascia il Certificato di Valutazione Tecnica ai sistemi di ritenuta in acciaio destinati agli interventi di contenimento delle terre, consentendone l’impiego nell’ambito delle previsioni del punto 11.1, lettera C), delle NTC 2018, che disciplina i materiali e i prodotti per uso strutturale per i quali il Servizio Tecnico Centrale può rilasciare un Certificato di Valutazione Tecnica.

Il documento riguarda esclusivamente i sistemi di ritenuta in acciaio impiegati per il contenimento delle terre, escludendo gli utilizzi nei quali tali sistemi sono soggetti ad azioni dinamiche di impatto. Il nuovo procedimento non si applica quindi, ad esempio, ai sistemi destinati alla protezione da caduta massi, colate detritiche o fenomeni analoghi.

Il campo di applicazione risulta quindi circoscritto alle opere di sostegno e consolidamento dei terreni.

 

CVT e responsabilità professionali: cosa certifica il prodotto e cosa resta al progettista
Le Linee guida specificano che il CVT è riferito esclusivamente alle prestazioni del sistema e dei suoi componenti per l’impiego previsto.

La certificazione non costituisce in alcun modo una validazione progettuale dell’opera e non incide sulle responsabilità professionali connesse alla progettazione, alla direzione dei lavori, all’esecuzione o al collaudo.

Restano pertanto in capo ai soggetti coinvolti tutte le valutazioni riguardanti il modello di calcolo, la configurazione geometrica dell’intervento e la corretta realizzazione dell’opera secondo le prescrizioni delle NTC 2018.

 

Come ottenere il CVT: documentazione e requisiti richiesti dal Servizio Tecnico Centrale
La procedura di qualificazione prevede la presentazione al Servizio Tecnico Centrale di un articolato fascicolo tecnico.

Tra i principali documenti richiesti figurano:

  • la relazione descrittiva del sistema;
  • le schede tecniche dei materiali e dei componenti;
  • gli elaborati esecutivi;
  • le certificazioni del sistema qualità;
  • il manuale di installazione e manutenzione;
  • la documentazione relativa al controllo di produzione in fabbrica;
  • le relazioni sulla durabilità e sulla protezione dalla corrosione;
  • i rapporti delle prove iniziali di tipo (ITT).

Particolare attenzione è inoltre dedicata alla rintracciabilità dei componenti e alla gestione dei controlli interni di produzione.

 

Durabilità dei sistemi di ritenuta in acciaio: corrosione, vita utile e requisiti di qualificazione
Una parte significativa delle nuove Linee guida è dedicata alla valutazione della durabilità.

Il fabbricante deve documentare la vita di servizio prevista del sistema in relazione alle condizioni ambientali e alle misure di protezione adottate contro la corrosione. La documentazione deve descrivere le caratteristiche meccaniche dei materiali impiegati, i sistemi di protezione adottati e le condizioni ambientali per le quali il prodotto può essere utilizzato.

Nel documento si distingue inoltre tra acciai a bassa resistenza e acciai ad elevata resistenza, evidenziando per questi ultimi la maggiore sensibilità ai fenomeni di corrosione localizzata e pitting, che richiedono specifiche misure di protezione o valutazioni approfondite dell’aggressività delle terre.

 

CVT e prove in vera grandezza: come vengono validate le prestazioni del sistema
Il rilascio del CVT è subordinato anche all’esecuzione di prove iniziali di tipo (ITT). Particolarmente rilevanti sono le prove in vera grandezza che devono essere svolte presso laboratori ufficiali o autorizzati ai sensi dell’art. 59 del d.P.R. n. 380/2001.

Le prove hanno la finalità di determinare la resistenza ultima del sistema, monitorarne il comportamento deformativo, verificare le modalità di collasso e validare gli eventuali modelli numerici utilizzati dal fabbricante.

Le Linee guida definiscono in dettaglio sia il setup sperimentale sia le modalità di applicazione dei carichi e di acquisizione dei dati.

 

Durata del CVT, mantenimento e rinnovo della certificazione
Il Certificato di Valutazione Tecnica ha una validità di cinque anni dalla data di rilascio.

Durante tale periodo il fabbricante è tenuto a trasmettere annualmente al Servizio Tecnico Centrale una serie di documenti finalizzati a dimostrare il mantenimento delle condizioni che hanno consentito il rilascio della certificazione.

Tra questi figurano la dichiarazione di permanenza delle condizioni produttive, la documentazione relativa ai controlli interni, le certificazioni di qualità aggiornate e una relazione sulle applicazioni realizzate.

Il rinnovo del CVT deve essere richiesto almeno sei mesi prima della scadenza.

 

Accettazione in cantiere: nuovi obblighi per direttori dei lavori, imprese e fabbricanti
Uno specifico capitolo delle Linee guida è dedicato alla fase di accettazione in cantiere.

Il direttore dei lavori deve verificare che i sistemi installati siano coperti da un Certificato di Valutazione Tecnica in corso di validità, del quale una copia integrale deve accompagnare i documenti di trasporto, e acquisire la documentazione relativa alle prove e ai controlli effettuati sui diversi lotti di produzione.

Particolare importanza assume il tema della rintracciabilità, che deve consentire di ricondurre ogni componente al relativo stabilimento produttivo e al lotto di origine attraverso le marchiature depositate presso il Servizio Tecnico Centrale.

L’appaltatore deve inoltre conservare la documentazione di accompagnamento dei prodotti, le marchiature o etichette identificative e le eventuali annotazioni del direttore dei lavori fino al completamento delle operazioni di collaudo statico.

Infine, ove necessario, il direttore dei lavori deve annotare l’ubicazione dei sistemi corrispondenti ai diversi lotti di fornitura all’interno dell’opera, così da garantire la completa tracciabilità degli elementi installati.

 

 

 

FONTI        “LavoriPubblici.it”

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