Dal summit internazionale in Turchia il viceministro indica le priorità su scali, infrastrutture, rapporti con Ankara, riforma portuale, Tunnel di Tenda e autostrade liguri.
L’Italia deve rafforzare il proprio ruolo strategico nel Mediterraneo attraverso infrastrutture moderne, porti più competitivi, un aeroporto di Genova rilanciato da un partner industriale e una politica capace di consolidare i rapporti con i Paesi chiave dell’area. È questo il messaggio lanciato dal viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi, intervenuto da Istanbul durante la missione istituzionale in Turchia nel programma “Genova chiama Roma” di Primocanale. Dalla cooperazione con Ankara alle prospettive dello scalo Cristoforo Colombo, fino alla riforma dei porti e alle opere infrastrutturali, Rixi ha delineato le principali sfide che attendono il sistema logistico italiano.
Missione in Turchia
Il viceministro ha spiegato che la missione è dedicata a un summit internazionale sul trasporto marittimo e sull’interconnettività in una fase geopolitica particolarmente delicata. “L’Italia deve contribuire a stabilizzare i rapporti nel Mediterraneo per creare una zona di libero scambio e prosperità, aumentando gli scambi commerciali e condividendo obiettivi di sviluppo di medio e lungo periodo”, ha affermato. Rixi ha ricordato le numerose collaborazioni già esistenti tra Italia e Turchia, citando anche gli investimenti turchi nello stabilimento Piaggio di Albenga e le nuove linee commerciali con Trieste. Nel corso della missione sono stati affrontati sia il tema dell’aviazione, con possibili incrementi dei collegamenti aerei, sia quello dei traffici commerciali. “È fondamentale mantenere aperti i contatti perché l’Italia è una base logistica centrale nel Mediterraneo e deve svolgere un ruolo di cerniera con tutti questi Paesi per evitare nuovi conflitti e favorire la prosperità delle future generazioni.”
Grandi opere
Durante la visita la delegazione italiana ha anche osservato alcune importanti infrastrutture turche, tra cui il tunnel eurasiatico che collega Europa e Asia attraversando il Bosforo. Secondo Rixi, esempi di questo tipo dimostrano come le grandi opere possano trasformare lo sviluppo di un territorio. “Fa sorridere che nel nostro Paese ci sia ancora chi teme che opere come il tunnel subportuale di Genova o il Ponte sullo Stretto possano essere realizzate. Nel mondo si costruiscono infrastrutture enormi che stanno rilanciando molti Paesi. L’Italia possiede capacità tecnologiche e ingegneristiche straordinarie e deve tornare a completare le grandi opere che cambieranno la vita delle future generazioni.”
Rapporti con Ankara
Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo geopolitico della Turchia. Rixi ha osservato che Ankara rappresenta contemporaneamente un partner strategico e un importante concorrente economico. “Non credo che la Turchia voglia più entrare nell’Unione Europea. Oggi ritiene più conveniente mantenere la propria posizione esterna perché non è soggetta ai vincoli europei, dall’ETS agli aiuti di Stato. Per noi è un partner importante ma anche un grande competitor e dobbiamo fare in modo che questa competizione non diventi un problema per la nostra industria e la cantieristica, favorendo invece forme di collaborazione.” Il viceministro ha inoltre sottolineato la necessità di aggiornare l’unione doganale tra Unione Europea e Turchia, ormai risalente al 1998, evidenziando anche il ruolo strategico di Ankara nello scenario del Medio Oriente e del Mediterraneo.
Aeroporto di Genova
Uno dei passaggi più netti dell’intervista riguarda il futuro dell’aeroporto Cristoforo Colombo. “Il nostro aeroporto ha bisogno di profondi investimenti, di un rilancio e soprattutto di un partner industriale. È un tema di cui parlo da almeno tre anni con la proprietà. Serve un piano ventennale: un aeroporto non può vivere alla giornata.” Rixi ha ricordato che il completamento del Terzo Valico e dell’alta velocità renderà Milano ancora più facilmente raggiungibile, aumentando la concorrenza degli aeroporti lombardi. “Se non rilanceremo strutturalmente l’aeroporto di Genova rischiamo di perdere competitività. I voli possono aumentare, ma senza una proprietà capace di programmare investimenti di medio e lungo periodo diventa difficile costruire una prospettiva di crescita.” Secondo il viceministro, lo scalo genovese continua a soffrire per la mancanza di investimenti strutturali. “A parte la nuova ala finanziata con il Decreto Genova e dalla Regione Liguria, negli ultimi trent’anni non ci sono stati interventi significativi. Il mio obiettivo resta quello di trovare un socio industriale forte che possa rilanciare definitivamente l’aeroporto.”
Riforma dei porti
Rixi ha respinto con decisione le critiche del Partito Democratico sulla riforma del sistema portuale e sulla futura società “Porti d’Italia”. “È assolutamente falso che si voglia centralizzare il sistema. Oggi il problema è che ai porti italiani manca una programmazione pluriennale degli investimenti e le buone pratiche dei singoli scali non vengono condivise.”
Il viceministro ha evidenziato anche un eccesso di burocrazia che rallenta la realizzazione delle opere strategiche. “Abbiamo verificato, dalla diga di Genova alla Piattaforma Europa fino al ribaltamento di Fincantieri, che le Autorità portuali fanno fatica quando devono andare oltre la gestione ordinaria. Il Paese non può permetterselo perché i cambiamenti tecnologici impongono un profondo rinnovamento dei nostri scali.”
Fondi e investimenti
Secondo Rixi, il nuovo modello consentirà una gestione più efficiente delle risorse. “L’idea è fare con questa società ciò che oggi le Autorità portuali non riescono a fare. Abbiamo bisogno di maggiore fluidità nell’assegnazione dei fondi: quando un’opera è in ritardo le risorse devono poter essere trasferite ad altri interventi senza andare perse.” Il viceministro ha citato come esempio il deposito di GNL di Vado, dove il ritardo della procedura di Valutazione di impatto ambientale ha impedito l’utilizzo dei fondi originariamente stanziati. Ha inoltre sottolineato che lo Stato dovrà dotarsi di strumenti capaci di operare anche all’estero per tutelare l’autonomia strategica della logistica italiana. “Dobbiamo evitare che i nostri porti diventino terreno di conquista di interessi non nazionali, non europei e, talvolta, neppure occidentali.”
Tunnel di Tenda
Sul collegamento con la Francia, Rixi ha espresso soddisfazione per l’evoluzione dei rapporti bilaterali. “Con la Francia nell’ultimo anno e mezzo il rapporto è migliorato moltissimo. Sul Tunnel di Tenda oggi si procede molto più rapidamente rispetto al passato. So che ci sono molte critiche, ma da quando ho seguito direttamente il dossier i lavori sono stati accelerati il più possibile e il Governo sta rispettando tutti gli impegni assunti.” L’obiettivo, ha aggiunto, è rafforzare anche il corridoio ferroviario Genova-Marsiglia, il raddoppio del Monte Bianco e le autostrade del mare, così da alleggerire il traffico pesante sulle autostrade liguri.
Autostrade liguri
In chiusura il viceministro ha fatto il punto sui cantieri della rete autostradale. “Sulla A26 tutti i cantieri verranno rimossi fino a settembre. In autunno proseguiranno alcuni interventi ma dalla primavera del 2027 dovremmo ritrovare l’autostrada con tre corsie per senso di marcia, come prima del 2018.” Rixi ha però precisato che i disagi non sono ancora finiti. “Sulla A7 e sulla A10 continueranno gli interventi di manutenzione. Non possiamo dire che l’epoca dei cantieri sia conclusa perché trent’anni di manutenzioni discontinue impongono ancora lavori indispensabili per garantire la sicurezza. Sulla A26, però, siamo ormai vicini alla conclusione della fase più impattante.”
FONTI Matteo Cantile “Primocanale.it”
IMMAGINE “Primocanale.it”
