Nel webinar dell’Oice sul bando-tipo 2 i rappresentanti dell’Autorità hanno fornito alcune indicazioni operative sullo schema pubblicato nel maggio scorso. Lupoi: soddisfatti del lavoro fatto insieme ma servano aggiustamenti
Come l’operatore economico, anche la stazione appaltante dovrebbe indicare quali compiti vengono fatti svolgere dall’intelligenza artificiale. Inoltre, esattamente come per l’operatore economico, anche per la stazione appaltante la responsabilità non è attribuibile a un algoritmo ma è del Rup. «Sappiamo benissimo che quello che abbiamo dato è una prima indicazione e non risolve tutti i problemi legati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle gare, però era importante avviare un percorso in una fase in cui la normativa non è completa e sul tema ci sono altri soggetti competenti. Riteniamo opportuno sviluppare questa materia perché sarà sempre più presente». Come è noto, l’intelligenza artificiale fa solo capolino nel bando-tipo 2 pubblicato a maggio ma sembra scontato che nella prossima edizione dello schema l’IA sarà molto più presente. Lo hanno detto il rappresentante dell’Anac, Alberto Cucchiarelli, intervenendo, insieme alla collega Arianna Scacchi, al webinar dell’Oice del 9 luglio scorso per illustrare i contenuti dello schema, frutto di un lavoro di quasi due anni cui la stessa Oice ha partecipato intensamente, e di cui il presidente Giorgio Lupoi, insieme al vicepresidente Enrico Beomonte, ha riconosciuto validità e positività nel metodo di lavoro, senza tuttavia nascondere che il testo non soddisfa ancora pienamente le società di progettazione, e che il lavoro normativo resta in progress. Tra le questioni aperte l’Oice insiste per esempio sull’anticipazione del progettista, che resta a discrezione della stazione appaltante ed è comunque inferiore alla quota prevista per le imprese di costruzione. Ma una delle frontiere della futura regolamentazione è appunto quella dell’intelligenza artificiale, ormai pervasiva – e spesso in modo occulto – in ogni attività intellettuale.
«Come previsto dalla legge 132/2025 – ha ricordato Cucchiarelli – il professionista tecnico che utilizza l’intelligenza artificiale nella fase della predisposizione dell’offerta o nella fase di progettazione deve dichiarare di averla utilizzata e la stazione appaltante deve saperlo». Il dirigente dell’Anac ha ribadito che l’IA viene considerata un supporto all’attività, cioè qualcosa che può migliorare l’offerta e la prestazione ma che non la sostituisce, né può manlevare da responsabilità. «Per questo – ha ricordato il dirigente dell’Anac – in sede di stesura del bando-tipo si è deciso di non prevedere un punteggio premiale per l’operatore economico che la utilizza». Una quota rilevante di responsabilità spetta alla stazione appaltante. «L’intelligenza artificiale è un bellissimo strumento ma ci dà cose che non funzionano. La stazione appaltante deve vigilare», osserva Cucchiarelli, che cita un caso concreto: «se la stazione appaltante utilizza l’intelligenza artificiale per assegnare i punteggi, il Rup non sa in che modo lo ha fatto e deve quindi essere in grado di ripetere a sua volta lo stesso iter logico che ha seguito l’intelligenza artificiale».
Tra i vari aspetti operativi, il webinar ha consentito di spiegare la possibilità, in caso di malfunzionamento della piattaforma digitale della stazione appaltante, di prorogare o riaprire il termine di scadenza delle offerte fino a un massimo di 48 ore, senza essere costretta a ripubblicare o a rettificare il bando. Una opportunità che, ha spiegato Arianna Scacchi, rappresenta una proroga esclusivamente tecnica: «l’invito è di fissare termini congrui per la gara, di fissare la scadenza a un venerdì e di procurarsi la documentazione che motiva adeguatamente il malfunzionamento». Ovviamente, hanno chiarito i tecnici dell’Anac, tutti i documenti dell’offerta devono avere una data che rispetta il termine originario della scadenza e non quello della proroga tecnica.
FONTI Massimo Frontera “Edilizia & Territorio”
