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Algoritmi, digital twin e droni: la mappa delle nuove professioni tecnologiche per i cantieri

Dall’esperto di intelligenza artificiale al geometra laureato con abilitazione diretta fino ai manager della sostenibilità urbana: l’offerta formativa in partenza nei principali atenei e accademie per rispondere alle nuove richieste del mercato

 

La filiera delle costruzioni sta vivendo una metamorfosi profonda che sta riscrivendo l’identità delle professioni tecniche. Il cantiere tradizionale cede il passo a modelli predittivi, sensoristica IoT e algoritmi capaci di ottimizzare risorse e processi. Oggi il settore non cerca più semplici esecutori ma figure ibride capaci di far dialogare l’ingegneria civile con la data science e la geomatica. Per formare i nuovi profili l’offerta universitaria e specialistica italiana si sta riorganizzando su tre direttrici: l’intelligenza artificiale applicata, i nuovi percorsi abilitanti per geometri e i master di alta specializzazione urbana.

 

LA MAPPA DEI CORSI IN PARTENZA

 

I nuovi specialisti dell’IA
L’ingresso pervasivo dell’intelligenza artificiale nei processi di progettazione, esecuzione e manutenzione delle opere sta dando vita a ruoli professionali finora inesistenti, destinati a operare ben oltre i confini del Bim tradizionale. Tra le figure più cercate spicca lo specialista dei Digital Twin, ossia colui che progetta e gestisce i “gemelli digitali” delle infrastrutture civili per monitorarne lo stato di salute dinamico nel tempo.

Presso la Franchetti Academy, in stretta collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, il Master in Bim, Digital Twin e AI nasce proprio per formare questi tecnici ad alta specializzazione. I diplomati imparano a sviluppare modelli digitali capaci di elaborare dati provenienti da sensori IoT e prevedere il degrado strutturale di ponti, gallerie ed edifici prima ancora che si verifichino guasti reali.

Sul fronte della gestione operativa di cantiere e della sicurezza sul lavoro l’Accademia Tecnologica Edilizia propone nelle sue sedi di Lucca e Siena il percorso per Bim & AI Site Specialist. Si tratta di un profilo professionale altamente innovativo formato nell’utilizzo di algoritmi di computer vision applicati alle telecamere di cantiere per rilevare in tempo reale il corretto uso dei dispositivi di protezione individuale e prevenire infortuni.

In parallelo, la formazione continua destinata ai professionisti già affermati vede scendere in campo istituzioni come la piattaforma Geoweb e gli Ordini territoriali degli Architetti e degli Ingegneri. I loro percorsi formativi integrano i crediti professionali con lezioni sull’uso dell’AI generativa: competenze indispensabili per automatizzare la stesura dei computi metrici stimati, velocizzare l’estrazione dati dai capitolati d’appalto e simulare rapidamente diversi scenari di layout progettuale.

 

Il Geometra laureato: la svolta delle lauree abilitanti L-P01
Per rispondere alla cronica carenza di tecnici intermedi altamente qualificati e accelerare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, il sistema universitario ha introdotto la nuova figura del Geometra laureato attraverso le lauree professionalizzanti appartenenti alla classe L-P01 (“Professioni Tecniche per l’Edilizia e il Territorio”).

Tra le novità più rilevanti a livello territoriale si inserisce il recente avvio del corso accademico a Casale Monferrato, nato grazie alla sinergia tra le fondazioni locali e l’Università degli Studi di Genova. Format del tutto analoghi, pensati per formare professionisti esperti in estimo immobiliare, topografia digitale, rilievi droni e gestione dei cantieri, sono ormai pienamente operativi in diversi atenei del Paese, come l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, l’Università di Perugia e l’Università di Padova.

Nel Nord Italia, l’Università degli Studi dell’Insubria a Varese propone il corso TeDac (Tecniche Digitali per l’Ambiente e le Costruzioni), focalizzato sull’uso dei sistemi Gis e sul monitoraggio del dissesto idrogeologico, mentre al Sud la Federico II di Napoli offre il percorso in Tecnologie Digitali per le Costruzioni, orientato a formare i tecnici per la transizione ecologica ed energetica dell’involucro edilizio.

 

I manager della transizione green e della rigenerazione urbana
A livello post-laurea e specialistico la domanda del mercato si concentra su manager capaci di governare la complessità della sostenibilità ambientale e dei vincoli normativi sia alla scala del singolo manufatto sia a quella del quartiere. Per rispondere a queste esigenze, l’offerta didattica dei principali politecnici e atenei italiani propone master orientati alle nuove strategie green.

Il Politecnico di Milano, attraverso la Scuola Fratelli Pesenti, eroga il master di secondo livello in Edifici e Infrastrutture Sostenibili (fruibile anche in modalità e-learning). Questo percorso formativo prepara auditor energetici, consulenti per la diagnostica civile e specialisti nei principali protocolli di certificazione ambientali e di sostenibilità internazionale.

All’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, il master in Sustainable and Integrated Mobility in Urban Regions forma invece i pianificatori della mobilità intelligente e delle infrastrutture di trasporto ecocompatibili, insegnando a gestire ed elaborare i dati territoriali per lo sviluppo delle smart cities.

Nella capitale l’Università degli Studi Roma Tre propone il Master in Restauro Architettonico e Culture del Patrimonio, integrando le competenze storiche con le tecnologie diagnostiche non invasive necessarie per tutelare e rifunzionalizzare il patrimonio edilizio esistente. A Napoli la collaborazione strutturata tra l’Associazione Costruttori Edili (Aem) e l’Ateneo Federico II si traduce in un master mirato a formare i manager della rigenerazione urbana sostenibile, figure esperte nella pianificazione e nell’ingegnerizzazione degli interventi di recupero su vasta scala.

 

 

 

FONTI             Mila Fiordalisi        “Edilizia & Territorio”

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