Procedure defatiganti, deserte o non concluse ad anni dal bando per la formula scelta da governo e Ue per Pf e appalti del futuro. Da settembre 2023 censite anche 14 procedure per forniture e 15 per servizi
Sei procedure per lavori in poco più di tre anni, con due sole gare aggiudicata nel perimetro degli appalti di costruzione. È il bilancio del dialogo competitivo nel mercato italiano delle opere pubbliche, sulla base della ricognizione delle gare pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale europea dal 1° settembre 2023. Un numero esiguo, soprattutto se confrontato con il rilievo che questa modalità di affidamento si prepara ad assumere nel ridisegno delle regole sui contratti pubblici.
Il quadro si allarga considerando anche forniture e servizi: nell’arco temporale esaminato la consultazione della Gazzetta restituisce altre 14 procedure per forniture e 15 per servizi. Un campione complessivo di 35 gare, molto eterogenee per oggetto e valore, nel quale compaiono progetti tecnologici sperimentali, servizi assicurativi e gestionali, interventi energetici e opere di particolare complessità. Ma accanto alle aggiudicazioni emergono anche procedure senza offerte, gare non concluse e percorsi che si protraggono a lungo senza esiti concreti. La ricognizione non consente di attribuire automaticamente al dialogo competitivo le cause dei ritardi o degli esiti negativi. Permette però di mettere a fuoco una questione operativa: una procedura concepita per individuare soluzioni attraverso il confronto con il mercato rischia di perdere parte della propria utilità se il percorso di selezione si rivela troppo lungo o non riesce a tradursi in un affidamento.
Il tema è destinato a pesare nel dibattito sulle nuove regole europee e sulla riscrittura dell’articolo 193 del Codice dei contratti pubblici. Dopo la sentenza della Corte di giustizia Ue che ha censurato il diritto di prelazione del promotore nella finanza di progetto, il Governo punta a rafforzare il ricorso a strumenti competitivi basati anche sulla negoziazione e sul dialogo. La proposta di nuovo regolamento europeo sugli appalti, a sua volta, attribuisce maggiore spazio alle consultazioni di mercato e all’interazione con gli operatori prima della presentazione delle offerte, proprio come accade con il dialogo competitivo.
Lavori, lo stadio Padovani è l’unica aggiudicazione
Nel perimetro degli appalti di lavori banditi da settembre 2023, solo due affidamenti sono arrivati finora al traguardo dell’aggiudicazione. Si tratta del bando del Comune di Firenze per la riqualificazione e l’ampliamento dello stadio Padovani e della procedura promossa dalla Spa che gestisce gli impianti sciistici del Monterosa. per la progettazione e la realizzazione di tre funivie, affidata nel luglio 2026 a un raggruppamento guidato da Leitner, con Ivies Costruzioni Stradali Bgv e Aimar Impianti. Il contratto, del valore di circa 34,3 milioni di euro, è formalmente aggiudicato, ma riguarda un intervento prevalentemente impiantistico, con lavorazioni edili marginali.
A voler stare nel solco degli appalti di costruzione nel senso stretto resta allora soltanto la procedura, pubblicata nel novembre 2023, per lo stadio Padovani con un valore iniziale di 10 milioni di euro, aumentato successivamente di 421mila euro. L’affidamento è andato all’impresa Nigro il 26 febbraio 2025, sulla base della proposta progettuale dello studio Archea di Marco Casamonti. La scelta del dialogo competitivo era legata alla complessità logistica e temporale dell’intervento e alla necessità di individuare una soluzione modulare, capace di rispondere a esigenze diverse: rugby, calcio, studi televisivi e skybox. È un esempio di utilizzo dello strumento per definire una risposta progettuale a esigenze articolate.
La classificazione degli appalti in Gazzetta inserisce tra i «lavori» anche l’appalto promosso da Stara Glass, nell’ambito del progetto europeo Life Sugar. L’affidamento, del valore di circa 200mila euro, riguarda però la fornitura, la costruzione e l’installazione di un modulo di forno industriale. La documentazione disponibile descrive l’intervento come in corso di realizzazione, senza fornire gli stessi elementi di dettaglio sull’iter e sull’aggiudicazione presenti per altre procedure.
Diverso il percorso della gara gestita dal ministero delle Infrastrutture attraverso la Ferrovia Circumetnea. Pubblicata il 24 ottobre 2023, riguarda la progettazione esecutiva, la direzione lavori e la realizzazione di un impianto per lo stoccaggio e la distribuzione di idrogeno verde destinato al trasporto su ferro e su gomma, per un valore di 14,4 milioni di euro. A quasi tre anni dal bando, la procedura non risulta conclusa. Così come a due anni dal bando non risulta concluso neppure il dialogo competitivo scelto per la realizzazione e la gestione operativa di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili a servizio della costituenda Comunità energetica rinnovabile del Consorzio Brescia Mercati. La gara, pubblicata il 26 novembre 2024 da Brescia Infrastrutture, ha un valore di 10 milioni di euro. Anche questi ultimi due casi sono classificati tra gli appalti di «lavori», anche se a valutare l’oggetto dei bandi non si fa fatica a capire che di tutto si tratta tranne che di edilizia in senso stretto.
Il caso più impegnativo per valore e complessità tecnica è però quello di Sogin per il completamento del complesso Cemex, nell’area Eurex di Saluggia, in provincia di Vercelli. La procedura, pubblicata il 9 dicembre 2024 per un importo di 172,5 milioni di euro, comprende lavori, forniture e servizi necessari a completare l’impianto di cementazione delle soluzioni liquide radioattive. L’intervento si inserisce in una vicenda lunga e travagliata, avviata nel 2013 e segnata da ripetuti problemi: il termine originario dei lavori era fissato al 2017, mentre due precedenti contratti erano stati risolti per inadempimento e una gara del 2023 era stata revocata in autotutela. Nonostante il tempo trascorso, anche la nuova procedura non è ancora arrivata all’aggiudicazione. Nel 2026 ha raggiunto la terza fase, quella di presentazione e valutazione delle offerte tecnico-economiche e di assegnazione del contratto. La durata stimata è di 3.079 giorni, circa otto anni e mezzo, comprendendo il condizionamento dei rifiuti liquidi radioattivi e le autorizzazioni necessarie.
Forniture, dalla sperimentazione tecnologica alle gare senza vincitore
Le 14 procedure per forniture mostrano un impiego del dialogo competitivo concentrato anche su acquisti super-tecnologici e iper-specialistici. Con davvero poco o niente a che fare con le costruzioni. Tra gli oggetti delle gare figurano magneti superconduttori, apparecchiature per fasci di radiazione, impianti per la produzione di idrogeno verde, un impianto di gassificazione a letto fluido circolante, sistemi per l’automazione delle biblioteche e simulatori per la difesa.
Tra le procedure arrivate all’aggiudicazione, diverse hanno finito per premiare imprese straniere. Quella dell’Istituto nazionale di fisica nucleare per un sistema magnetico superconduttore destinato al confinamento del plasma, del valore di 1,2 milioni di euro, è stata assegnata alla società cinese Xi’an Superconducting Magnet Technology. Un altro affidamento riguarda la Regione Sardegna e la realizzazione di un impianto per la produzione di idrogeno verde alimentato da fotovoltaico, finanziata dal Pnrr. Il contratto è stato aggiudicato per 4,8 milioni di euro alla spagnola H2B2 Electrolysis Technologies. Anche Elettra-Sincrotrone Trieste ha concluso una procedura, con un’aggiudicazione da 11,49 milioni di euro alla tedesca Axilon.
Non tutte le gare, tuttavia, hanno trovato un esito. In almeno una delle procedure censite per le forniture non è stato selezionato alcun vincitore e la gara si è chiusa senza aggiudicazione. Un risultato che, pur in assenza di elementi sufficienti per individuare le cause, richiama il rischio di investire tempo e risorse in un percorso articolato senza arrivare alla selezione di un contraente.
Servizi, il caso da 30 milioni finito deserto
Il capitolo dei servizi restituisce altri esempi di procedure complesse, con oggetti che spaziano dalle coperture assicurative All Risk alla gestione di bar e ristorazione in grandi strutture, dalle piattaforme per la pianificazione dei turni ai sistemi integrati per la rilevazione delle presenze e il controllo degli accessi. Tra le 15 gare censite compare anche l’affidamento per la progettazione di fattibilità tecnico-economica del nuovo ospedale Palermo Nord – Polo oncologico, pubblicato lo scorso giugno quindi solo da pochi mesi, da Invitalia come centrale di committenza per l’Azienda ospedaliera Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello.
Il caso più netto di mancato esito è quello del Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud, già Agenzia per la coesione territoriale. La procedura, bandita a ottobre 2024 con un valore di 30 milioni di euro, mirava a individuare un soggetto qualificato cui affidare la realizzazione di un programma di interventi destinati ai territori del Mezzogiorno. La gara è andata deserta: non sono state presentate offerte. Un’altra procedura non risulta conclusa nel caso della Provincia di Pisa, che ha messo a gara la concessione per nove anni, fino al 31 ottobre 2032, delle linee di trasporto pubblico locale su gomma a integrazione del lotto unico regionale.
Risultati che evidenziano come l’esperienza maturata finora con il dialogo competitivo sia per un verso in gran parte esterna al perimetro degli investimenti in edilizia e infrastrutture e per un altro comunque tutt’altro che brillante. Il punto è che la maggiore flessibilità nella definizione delle soluzioni si accompagna a un processo impegnativo, che deve essere sostenuto da una progettazione adeguata della gara e da una capacità amministrativa coerente con la complessità dell’affidamento. Tra bandi ancora aperti, procedure senza offerte e gare che non individuano un vincitore, la sfida non è soltanto aumentare il ricorso al confronto con il mercato: è fare in modo che la negoziazione produca un risultato concreto, guardando al l’esigenza di trasformare i programmi prima in investimenti, poi in spesa e infine realizzazioni utili ai cittadini. Insomma di passare dalla carta i cantieri in tempi compatibili con le esigenze di modernizzazione del Paese, senza perdersi nei meandri della negoziazione.
FONTI Mauro Salerno “Edilizia & Territorio”
