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Caro-materiali, Salvini: «Fondi in Manovra». Il Mit sposterà risorse sui cantieri aperti

Il ministro conferma la copertura nella legge di Bilancio per compensare gli extracosti, ricorrendo anche a rimodulazione di fondi. Sul Terzo Valico: «Siamo al 97,6%, l’obiettivo è finirlo». Gronda di Genova, confronto con i territori sulle ipotesi progettuali

 

Le risorse per fronteggiare il caro-materiali entreranno nella Manovra. La conferma arriva dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, a margine degli Stati generali della logistica del Nord Ovest, oggi a Genova. Rispondendo alle domande dei giornalisti sulla crisi dei cantieri del Terzo Valico, il ministro ha assicurato che la legge di Bilancio conterrà fondi per far fronte all’impennata dei costi delle opere pubbliche, senza però indicare l’entità dello stanziamento inserita nel disegno di legge di Bilancio approvato ieri dal governo.

«All’interno della Manovra delle risorse per il caro-materiali ci sono», ha detto Salvini, allargando il problema oltre le grandi infrastrutture liguri. «Il problema è in tutte le opere pubbliche in tutta Italia, anche per i Comuni di mille abitanti, perché queste maledette guerre stanno portando a un aumento del costo delle materie prime, non solo energia e carburante, ma bitume, plastica, acciaio, cemento, che sta facendo aumentare tutti i costi».

Accanto alle risorse inserite nella legge di Bilancio, il Mit punta anche a una rimodulazione dei finanziamenti già disponibili. «Come ministero faremo anche delle rimodulazioni, spostando sui cantieri già aperti alcune risorse di cantieri che apriranno nei prossimi anni», ha spiegato il ministro. Una seconda leva, dunque, per sostenere gli interventi in corso, mentre resta da chiarire quante risorse saranno effettivamente destinate alle compensazioni e con quali modalità saranno distribuite.

La conferma arriva dopo settimane di allarmi sul fabbisogno necessario a coprire gli extracosti dei lavori già eseguiti e a scongiurare nuovi blocchi. A inizio ottobre Salvini aveva chiesto circa 8 miliardi per pagare le lavorazioni già realizzate nel triennio 2024-2026. La partita non aveva trovato una copertura esplicita nello scostamento di bilancio, concentrato sulle misure per energia e difesa. Ora l’annuncio di un intervento nella Manovra riapre la prospettiva di un finanziamento. Bisognerà capire se i fondi basteranno a sciogliere il nodo della dimensione delle risorse rispetto alle richieste delle imprese e dei concessionari.

Il tema è diventato particolarmente urgente sul Terzo Valico dei Giovi, dove il caro-materiali si somma ai maggiori costi legati alle varianti e alle difficoltà incontrate negli scavi. Nelle scorse settimane i sindacati hanno denunciato il fermo delle attività in alcuni cantieri e il ricorso alla cassa integrazione per centinaia di lavoratori, facendo emergere il rischio che le tensioni economiche si traducano in ritardi nella conclusione dell’opera. Mentre da Webuild è arrivata la conferma dell’apertura di un canale con Rfi per il pagamento dei lavorii eseguiti.

Sulla questione Salvini ha ribadito la volontà di arrivare al completamento. «L’obiettivo è di finirla. Siamo al 97,6%, quindi non mi fermo quando manca il 2,4% del lavoro da fare», ha detto il ministro.

 

Gronda, Salvini apre al confronto con i territori
Sul fronte della Gronda di Genova, il ministro ha invece rinviato a un confronto con gli amministratori locali. Interpellato sul rischio che il progetto debba ripartire da zero con nuove ipotesi progettuali, Salvini ha risposto: «Ne parlerò con il sindaco, con il governatore, perché ci sono alcune idee diverse, alcune proposte diverse, le voglio condividere coi territori». Il futuro dell’intervento resta dunque legato a un confronto tra le diverse soluzioni sul tavolo e alla ricerca di una convergenza con Comune e Regione. Per ora, nessuna indicazione definitiva sulla possibilità di confermare l’impostazione progettuale esistente o di avviare un nuovo percorso.

 

 

 

FONTI         Mauro Salerno         “Edilizia & Territorio”

Categorized: News