Alla Camera il disegno di legge delega va avanti senza modifiche
Non sarà la legge delega di riforma del codice degli appalti la sede dove intervenire per recepire, se sarà necessario, i rilievi della commissione Ue contenuti nella seconda lettera di messa in mora. È questa la posizione che matura a Palazzo Chigi che considera prioritaria l’approvazione della legge attualmente all’esame della Camera, in seconda lettura, nei termine del 30 giugno previsto dal Pnrr. La delegazione della commissione Ue giunta a Roma la scorsa settimana per valutare lo stato di attuazione del Pnrr aveva infatti molto apprezzato il lavoro svolto sulla riforma degli appalti. Sulla procedura di infrazione 2018/2273 sarà anzitutto necessario capire quali siano i rilievi: la lettera di Bruxelles non è stata ancora resa pubblica e mercoledì la commissione si è limitata a un comunicato piuttosto stringato.
Tre le considerazioni fatte nella nota di Bruxelles: l’Italia ha fatto notevoli progressi nell’allineare la propria legislazione alle direttive europee del 2014; sul subappalto, che era il cuore della prima lettera di messa in moro del 24 gennaio 2019, sembrerebbe restare, dopo la riforma varata dal governo con il decreto legge 77/2021, la sola obiezione relativa al divieto di «subappalto dei subappaltatori»; intervengono nuovi profili critici nella legislazione varata con i decreti legge semplificazioni 76/2020 e 77/2021, soprattutto in merito alle «procedure negoziate senza gara d’appalto». La risposta italiana dovrà arrivare entro sessanta giorni.
Non si può non notare, però, un elemento paradossale nel fatto che Bruxelles sembrerebbe contestare le norme di semplificazione adottate per accelerare gli appalti del Pnrr. Su questo punto la stessa commissione dovrebbe essere sensibile. Se il governo sarà costretto a intervenire, non lo farà con la riforma del codice appalti relativa alla disciplina a regime degli appalti, ma eventualmente correggendo il regime straordinario degli affidamenti collegato proprio all’attuazione del Pnrr.
FONTI Giorgio Santilli “Edilizia e Territorio”
