Nei primi 75 giorni di vigenza del codice appalti solo 4 gare su 42 prevedevano il criterio del prezzo fisso. Per tutte le altre è stato scelto il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa
Tra i bandi di progettazione pubblicati nei primi 75 giorni dall’entrata in vigore del codice appalti (il 1° luglio scorso) solo due stazioni appaltanti hanno scelto la tipologia di gara a prezzo fisso (con ribasso sulle sole spese), per un totale di 4 procedure su 42; le restanti 38 gare di progettazione sono state emesse in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (cioè con un ribasso unico su corrispettivi e spese) e un peso assegnato al prezzo di massimo 30 punti su 100. I numeri arrivano dall’Oice, associazione delle società di ingegneria, da sempre critica circa le modalità di applicazione al sistema degli appalti pubblici delle recenti norme sull’equo compenso (legge 49/2023).
«Le gare di progettazione a prezzo fisso – commenta in una nota il presidente dell’Oice Giorgio Lupoi – possono essere definite una boutade che non ha riscontro sul mercato, ma che intanto in due mesi e mezzo ha contribuito a rallentare la domanda». «Si parla in più occasioni e su diversi tavoli, anche istituzionali – aggiunge Lupoi – delle criticità indotte dalla legge 49 nei rapporti pubblici e privati; si indicono e poi si rinviano riunioni e tavoli di lavoro, si annunciano “battaglie” sostenendo la legittimità delle gare a prezzo fisso a tutela dei professionisti, senza porsi neanche la domanda se la legge si applichi agli appalti pubblici di servizi o invece ai soli contratti d’opera professionale. Tutto questo con un solo apparente risultato: creare ulteriore confusione e quindi indurre una brusca frenata del mercato pubblico».
Vale la pena di ricordare che, da una lettura condotta da alcuni esperti, sembrerebbe emergere (come peraltro sostenuto anche da Assonime) che il perimetro applicativo della legge 49 sia limitato ai contratti tra privati senza estensione alla sfera della contrattualistica pubblica. Quanto al rallentamento del mercato della progettazione pubblica la nota dell’Oice ricorda che nel bimestre luglio/agosto 2023 si è verificato un calo dell’82% in valore e dell’87,1% in numero di bandi rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Proprio sulla base di questi numeri l’Oice addita le norme sull’equo compenso come una «ulteriore concausa della brusca frenata estiva» dei bandi.
FONTI M.Fr. “Enti Locali & Edilizia”
