Skip to content
Close
Hit enter to search or ESC to close

Ingegneri contro la circolare Mit sul sottosoglia: rischia di creare confusione

 

Il presidente del Cni Perrini: il codice è chiaro nel prescrivere solo affidamenti diretti e procedure negoziate sotto certe soglie, il provvedimento interviene con un’interpretazione forzata e pone i Rup in una condizione di incertezza.

 

La circolare Salvini sulle gare sottosoglia va oltre la lettera del nuovo codice e rischia solo di creare incertezze all’attività dei Rup. È la posizione del Consiglio nazionale degli ingegneri sulla circolare pubblicata dal ministero delle Infrastrutture nel tentativo (evidentemente poco riuscito) di chiarire l’applicazione delle novità del Dlgs 36/2023 per gli affidamenti di piccolo importo. Il riferimento, in particolare, è all’art.50 del Codice che prevede l’applicazione di affidamenti diretti e procedure negoziate senza bando per i lavori pubblici di importo inferiore al milione e per servizi e forniture al di sotto delle soglie Ue.

Gli ingeneri hanno notare che sul punto, per alcuni, era rimasto aperto un quesito: nel sottosoglia è possibile applicare le procedure ordinarie? «Secondo il Mit la risposta è affermativa. Il provvedimento, dunque, prevede che per gli affidamenti sottosoglia è possibile scegliere, per le amministrazioni aggiudicatrici, tra l’applicazione di procedure aperte o ristrette, come disposto dalla Direttiva 2014/24/ UE», dicono gli ingegneri. Che però esprimono tutta la loro perplessità sulla presa di posizione del ministero. Sulla quale è intervenuta anche l’Anac, che ha apprezzato la «marcia indietro del governo» in favore della concorrenza, segnalando che però la circolare non basta e che sarebbe servita una legge.

«La circolare – segnala il Consiglio nazionale degli ingegneri – , infatti, fornisce un’interpretazione del Codice dei Contratti che va oltre la lettura del testo che sul tema appare piuttosto lineare. L’articolo 50 del nuovo Codice che regola le procedure per i piccoli appalti prevede chiaramente l’utilizzo di affidamenti diretti e procedure negoziate senza bando. D’altra parte, questo tipo di procedure sono state espressamente pensate per velocizzare e semplificare i processi. Senza contare il fatto che, come si evince anche dall’osservazione dell’Anac, una circolare non può cambiare una legge. Infine, nonostante la circolare si proponga di chiarire dei dubbi, dopo una sua attenta lettura questi permangono.

«La circolare – afferma Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI – nasce da buoni propositi ma rischia di generare confusione e rallentamento delle procedure. Il Codice predica semplificazione e accelerazione dei processi e definisce gli affidamenti in maniera chiara e inequivocabile. La circolare ministeriale, invece, interviene con un’interpretazione forzata della norma che rischia di porre i RUP in una condizione di incertezza».

«Accettiamo e applichiamo qualsiasi regola dettata dal legislatore – prosegue Perrini – ma abbiamo necessità di regole chiare e stabili, evitando il ripetersi dell’isteria legislativa sul Superbonus. Il Codice può senz’altro essere migliorato, anche attraverso la Cabina di Regia, ma questo va fatto attraverso un Correttivo concertato con le rappresentanze di categoria, che sono enti pubblici con professionalità e competenze che applicano la materia quotidianamente e si mettono a disposizione del legislatore».

«Su questo tema – conclude Perrini -, così come sui requisiti professionali limitati all’ultimo triennio e sulla perfetta armonizzazione dell’Equo compenso nel Codice, è necessario intervenire al più presto».

 

 

 

FONTI   Mauro Salerno     “Enti Locali & Edilizia”

Categorized: News