Occorre intervenire sull’usura delle strutture e pensare interventi su larga scala
Una delle caratteristiche dell’epoca che stiamo vivendo è avere perso la capacità di analisi e di riflessione. Ogni giorno dobbiamo fare i conti con una valanga d’informazioni, senza che ci siano le condizioni per contestualizzarle, per inserirle in scenari di più ampia portata che permettano di capire verso quale direzione si sta andando, qual è la meta da raggiungere e quali sono le priorità da affrontare. Questo vale a tutti i livelli e per tutti gli aspetti della quotidianità: dalle scelte di vita alla geopolitica.
È un peccato grave, che si traduce anche nell’avere sostituito il confronto basato sulla ricostruzione dei fatti e sulla loro analisi critica agli scontri che hanno come caratteristica l’insulto più gridato o la rissa a uso e consumo dei social network. Così è stata persa la capacità di affrontare per tempo i problemi veri del Paese e dell’umanità. Il risultato è che l’attenzione diventa alta solo quando eventi catastrofali lo impongono. E la storia si ripete inesorabile. Il significato di questo libro è un contributo affinché cresca la consapevolezza su un aspetto chiave per il Paese: l’efficienza
La rivoluzione della mobilità sostenibile parte dalle autostrade della rete autostradale, collegata con la rivoluzione della mobilità e la necessità inderogabile di una transizione energetica e della decarbonizzazione della mobilità. Una transizione che non passa solo per l’elettrico a batteria, ma richiede anche di far leva su vettori alternativi come i biocarburanti e, più a lungo termine, l’idrogeno. La necessità è di considerare una priorità gli interventi da realizzare perché la natura stessa dell’Italia lo richiede. Siamo un Paese lungo e stretto, di cui il trasporto su gomma resta l’architrave. Può piacere oppure no, ma certamente continua a essere così.
Non a caso un simbolo dello sviluppo economico degli anni Sessanta, seguito al dopoguerra, è proprio l’autostrada del Sole, che accorciò drasticamente tempi di collegamento e prezzi di consumo delle merci, con la prima parte inaugurata nel dicembre 1958 e l’apertura definitiva nell’ottobre 1964. Il problema però è che l’intera rete autostradale italiana, che anche i Paesi più avanzati dell’Occidente ci invidiano, è ormai un’anziana signora che festeggia il centesimo anno di età. Continua a rappresentare il cardine dello sviluppo economico, ma sente il peso degli anni.
Due aspetti, in particolare, vanno considerati: l’usura delle strutture e l’opportunità d’interventi su larga scala che tengano conto della progressione tecnologica dell’era moderna. A partire dalle rivoluzioni della sostenibilità, della sicurezza, del contrasto all’inquinamento ambientale. Sono sfide epocali, da cui dipende il futuro del Paese. Da una parte occorre intervenire per allungare la vita delle strutture esistenti evitando disastri provocati dall’usura dei ponti, delle gallerie, del manto autostradale. Anche considerando che devono essere adattati alle caratteristiche dei nuovi veicoli alimentati da vettori energetici alternativi. Dall’altra sono necessari nuovi progetti in grado di supportare volumi di traffico che negli ultimi trenta anni sono aumentati in misura esponenziale ma che aumenteranno ancora di più. E dobbiamo sperare che sia davvero così perché rappresentano l’indicatore di uno sviluppo economico adeguato, unico rimedio all’indebitamento elevato dei bilanci pubblici.
Una variabile chiave della rivoluzione dei trasporti su strada è rappresentata dalle scelte europee sull’ambiente e per contrastare i cambiamenti climatici. Gli obiettivi in alcuni casi sono ampiamente condivisibili, in altri lasciano qualche dubbio per la mancanza di neutralità tecnologica e le tempistiche. Di sicuro pongono l’urgenza d’interventi adeguati per l’aggiornamento delle reti infrastrutturali.
I sette capitoli del libro documentano e forniscono dati preziosi sulla fotografia dei trasporti in Italia e in Europa, su limiti e peculiarità delle autostrade italiane, sui contributi delle innovazioni tecnologiche, sugli obiettivi di sostenibilità ambientale, sui nuovi modelli di mobilità. È una documentazione che come Sole 24 Ore siamo orgogliosi di pubblicare e promuovere perché rappresenta prima di tutto uno strumento di riflessione e di lavoro su una realtà, la rete dei trasporti autostradali, con cui facciamo i conti quotidianamente e di cui diamo per scontata l’adeguatezza. Troppo spesso senza renderci conto che, al contrario, richiede interventi urgenti e progettualità adeguata.
FONTI Fabio Tamburini “Enti Locali & Edilizia”
