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Caos gare digitali, raffica di emendamenti al Milleproroghe per escludere i microappalti

 

Dalla maggioranza (ma anche dal Pd) correzioni in serie al Dl 215/2023 per evitare l’uso di piattaforme certificate agli affidamenti sotto 5mila euro. Spuntano anche le richieste di proroga dell’obbligo di pubblicazione dei bandi sui giornali

 

Approda in Parlamento il tentativo di risolvere la crisi del mercato degli appalti legata all’obbligo di bandire le gare solo attraverso piattaforme certificate dal 1° gennaio scorso. Dopo le proteste e gli allarme lanciato dai funzionari degli enti locali (sui social, ma anche tramite le associazioni dei piccoli comuni e da ultimo anche tramite l’Anci) l’Anac è intervenuta consentendo di utilizzare per altri nove mesi (dunque fino al 30 settembre 2024) la propria piattaforma web per avviare i microaffidamenti sotto 5mila euro (di fatto ripristinando il vecchio sistema SmartCig). Una parziale marcia indietro che ha aiutato i Rup a evitare l’accumulo di adempimenti nell’immediato e che ora in molti vorrebbero rendere strutturale.

La richiesta è arrivata alla Camera dove, durante l’esame delle commissioni riunite Affari costistuzionali e Bilancio, si è tramutata in una serie di emendamenti di maggioranza (e in qualche caso anche del Pd) per correggere i passaggi del nuovo codice degli appalti riferiti all’avvio del sistema di gestione interamente digitale delle commesse pubbliche, dalla programmazione all’esecuzione, passando dunque anche dalle gare che si sono finora dimostrate l’anello più sensibile della catena.

Uno dei primi emendamenti arriva da Fratelli d’Italia (primo firmatario Fabrizio Comba) con la richiesta di esentare gli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro dall’obbligo di usare le piattaforme certificate fino al 31 dicembre 2024. Una modifica che di fatto si tramuterebbe nella proroga di tre mesi della deroga già concessa dall’Anac e che si ritrova anche in altri emendamenti simili proposti dalla Lega (con prima firmataria Simona Bordonali in un caso e Vanessa Cattoi in un altro). Un effetto simile avrebbe l’approvazione dell’emendamento proposto da altri esponenti di Fratelli d’Italia (prima firmataria Monica Ciaburro) per garantire «fino al 31 dicembre 2024 il regolare accesso al servizio SmartCig relativo alla gestione semplificata dei codici identificativi di gara, presente sulla piattaforma Simog, unicamente per la gestione dei lavori e delle opere non collegate al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) presentati al 31 dicembre 2023».

Si spinge più in avanti la modifica richiesta sempre da Fratelli d’Italia (prima firmataria Cristina Almici) con lo slittamento al 1° luglio 2025 della data di applicazione delle norme sugli appalti digitali (articolo 25 del Dlgs 36/2023) per gli affidamenti sotto 5mila euro. Un

Prova ad andare ancora più a fondo l’emendamento proposto da due rappresentanti del Pd (Maria Cecilia Guerra e Silvia Roggiani). La correzione punta innanzitutto a spostare di un anno, dunque al 1° gennaio 2025, l’entrata in vigore delle norme sugli appalti digitali, spingendosi fino a rendere strutturale la deroga all’uso delle piattaforme certificate per gli affidamenti diretti sotto 5mila euro. Un altro emendamento Pd (firmato solo da Marco Lacarra) punta a spostare di sei mesi, fino al 1° luglio 2024, l’entrata in vigore dell’obbligo di gare digitali.

 

Bandi sui giornali
Non passa inosservata neppure la serie di proposte avanzate da esponenti della maggioranza e dell’opposizione mirate a prorogare l’obbligo di pubblicazione dei bandi sui giornali che, con la crisi di questi giorni e il conseguente svuotamento di Gazzette Ufficiali e piattaforma Anac, rischia di provocare un grave deficit di trasparenza (e concorrenza). Il primo emendamento è firmato da Federico Mollicone (Fdi) e punta a mantenere in vita fino al 31 dicembre 2024 il sistema in vigore fino a fine 2023 che includeva appunto la pubblicazione dei bandi su Gazzette e giornali. Una modifica dello stesso tenore si ritrova all’interno dell’emendamento proposto dagli esponenti Pd Guerra e Roggiani segnalato prima sul fronte degli appalti digitali. Obbligo dei bandi sui giornali prorogato fino a tutto il 2024 anche in un emendamento di Fratelli d’Italia (prima firmataria Carmen Letizia Giorgianni) in due emendamenti di Forza Italia con primi firmatari Mauro D’Attis e Annarita Patriarca).

L’esame in commissione, con le votazioni degli emendamenti, riprenderà a metà della prossima settimana. Il decreto è atteso in Aula a Montecitorio per il 12 febbraio.

 

 

FONTI       Mauro Salerno    “Enti Locali & Edilizia”

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