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Pagamenti, illegittimo il bando che indica il saldo fatture a 120 giorni invece di 30

 

Anac: la stazione appaltante non può modificare la legge

 

È illegittimo il bando che indica un termine di pagamento a 120 giorni invece dei 30 stabiliti dalla legge. Lo ha stabilito l’Autorità Anticorruzione con il parere di funzione consultiva n.4/2024 rispondendo a una richiesta di parere sul i tempi di saldo delle fatture.

Per l’Anac le stazioni appaltanti non possono indicare nel contratto di un appalto di servizi l’intenzione di pagare le fatture a centoventi giorni, perché i margini di autonomia dell’ente non lo autorizzano a discostarsi dalla norma che stabilisce la scadenza massima a 30 giorni. Per questo l’Anac ha ritenuto che la disciplina di gara nel caso di specie potesse essere etero integrata dalla normativa di riferimento, processo attraverso cui il riferimento ai «centoventi giorni» di pagamento deve essere inteso quale «trenta giorni». Tale eterointegrazione deve ritenersi applicabile ai sensi dell’articolo 1339 anche al contratto, la cui clausola sulle tempistiche di pagamento, che ne costituisce elemento essenziale, non può essere apposta in violazione di una norma imperativa.

Oltre ad avere indicato i termini di legge di riferimento, Anac «ha richiamato la stazione appaltante ad una più attenta formulazione della documentazione di gara, in linea con il quadro normativo e gli indirizzi interpretativi».

 

 

FONTI     Mau.S.         “Enti Locali & Edilizia”

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