Il fenomeno denunciato da imprese e associazioni di settore ha radici profonde ma se ne può uscire spingendo sull’innovazione
La cronica mancanza di professionalità nel settore dell’edilizia rappresenta un problema significativo che influisce negativamente sulla qualità dei progetti e sulla sicurezza sul lavoro. Questo fenomeno, ampiamente diffuso, ha radici profonde in una formazione spesso inadeguata, nella scarsa certificazione delle competenze e nella mancanza di aggiornamenti professionali continui che abbiano come elemento centrale la produzione del dato e la digitalizzazione.
Cause principali della mancanza di professionalità
1. Formazione inadeguata: molti professionisti nel settore edile non ricevono una formazione adeguata che risponda alle esigenze moderne. Spesso, i programmi educativi non sono aggiornati alle ultime tecnologie e metodologie, lasciando i lavoratori impreparati ad affrontare le sfide attuali. Gli Istituti tecnici superiori (Its Academy) in Italia rappresentano un tentativo di colmare questo gap, offrendo corsi specializzati che mirano a fornire competenze avanzate in vari settori tecnologici.
2. Scarso appeal verso le giovani generazioni: mancano i giovani che abbiano intenzione di affrontare la libera professione ma ancor di più giovani e donne che desiderino intraprendere la carriera di cantiere. Abbiamo bisogno di riportarli in cantiere e negli ordini professionali, ma come fare?
3. Mancanza di aggiornamenti professionali: in un settore in continua evoluzione come quello edile, è essenziale che i professionisti si aggiornino regolarmente. Tuttavia, spesso mancano incentivi e obblighi che spingano i lavoratori a seguire corsi di aggiornamento.
Negli ultimi vent’anni, gli Istituti tecnici per geometri Itg trasformati in Cat Costruzione, ambiente e territorio dal 2010 della Riforma Gelmini del 2010 hanno subito una drammatica decrescita di iscrizioni. Tuttavia, a partire dall’anno scolastico 2022/2023, questa tendenza sembra essersi invertita, segnando un aumento delle iscrizioni. Oggi, si osserva una crescente inclinazione verso una carriera professionale o imprenditoriale, favorita da percorsi post-diploma che si avvicinano sempre più ai principi del «Learning by Doing». La carenza di personale qualificato si traduce in una mancanza di tecnici capaci di gestire e produrre dati con competenza.
Il mercato del lavoro attualmente richiede figure ad esempio come contabili lavori, responsabili ufficio acquisti e assistenti di cantiere da formare e avviare alla professione di capi cantiere. Questa evoluzione riflette un cambiamento nel panorama educativo e lavorativo, dove la formazione pratica e l’esperienza sul campo stanno diventando sempre più cruciali per soddisfare le esigenze del settore delle costruzioni.
Alcune possibili soluzioni
Per affrontare efficacemente questo problema, è necessario implementare una serie di misure mirate. Adottare programmi di formazione standardizzati è fondamentale, sviluppati e adottati a livello nazionale o internazionale. Questi programmi devono essere aggiornati regolarmente per riflettere le ultime innovazioni e tecniche nel settore. Gli Its Academy, ad esempio, che ad oggi sono 146 e offrono percorsi di formazione avanzata per tecnici superiori, cercando di colmare la distanza tra domanda e offerta di lavoro altamente specializzato. Spesso tali istituti si appoggiano anche alle scuole edili espressione di Ance che ha denunciato più volte, per voce delle due presidenti nazionali Federica Brancaccio e per Ance Giovani Angelica Krystle Donati tale problema. Non da ultimo si sta verificando un altro fenomeno che è da diversi anni proprio dei grandi gruppi industriali che operano in altri settori. Iniziano a sorgere le prime scuole o Academy interne alle aziende edili, prima fra tutte il grande player nazionale Webuild ed a seguire il Gruppo Medil di Benevento e altri ancora si stanno aggiungendo.
I cantieri in particolare sono ambienti complessi e ostili, complessità notevolmente accentuata dalla presenza dei fattori ambientali come caldo, freddo e rischi sul lavoro. Vi sono tante possibili soluzioni per far riavvicinare i giovani in cantiere, ed una di queste potrebbe essere quella della digitalizzazione. Produrre progetti in Bim, usare metodi e pratiche di management innovative, usare software gestionali adeguati (anche gli GLLM ci possono essere utili se ben usati) per elaborare dati porta ad una migliore qualità del lavoro ed a un risparmio di tempo considerevole. Tempo che può e che anzi dovrebbe essere speso per la vita privata. Stare con i propri cari, fare attività fisica, insomma creare quello che viene definito «Work Life Balance» e che le nuove generazioni apprezzano moltissimo al di là della retribuzione economica. Inoltre, incentivare corsi di aggiornamento continuo è essenziale, offrendo incentivi per la partecipazione a tali corsi. Questi incentivi possono includere sconti fiscali, riconoscimenti professionali o persino obblighi legali di aggiornamento periodico.
Affrontare la cronica mancanza di professionalità nel settore dell’edilizia che abbia la cultura del dato è essenziale per migliorare la qualità dei progetti e garantire la sicurezza sul lavoro. Attraverso una formazione adeguata, aggiornamenti professionali continui, è possibile elevare il livello di competenza e professionalità nel settore. Solo con un graduale ricambio generazione e attraverso un impegno concertato all’ approccio sistematico volto alla digitalizzazione si potrà superare questo problema cronico, costruendo un futuro più sicuro e sostenibile per l’edilizia e per l’intera filiera.
FONTI Antonio Ortenzi “Enti Locali & Edilizia”
