Ance ha già pronta una piattaforma con 21 proposte prioritarie, per Oice suscita forti perplessità la disciplina transitoria contenuta nel comma 11 dell’articolo 100
Lo andavano invocando da un anno ormai, da quando cioè il nuovo Codice degli appalti era entrato in vigore con il suo carico di novità, non tutte gradite agli operatori. Ma ora con l’apertura di un tavolo di consultazione al ministero delle Infrastrutture le associazioni che rappresentano il variegato mondo che ruota attorno agli appalti hanno voce in capitolo nell’aprire la strada ai correttivi del testo. Online. Perché il ministro Salvini ha deciso di accelerare con i giri di tavolo e svolgere le consultazioni virtualmente invitando Ance, Oice, Legacoop e le altre 77 sigle chiamate a raccolta a esprimersi suggerendo ciascuno la propria ricetta.
L’associazione nazionale dei costruttori guidata da Federica Brancaccio ha già pronta una piattaforma con 21 proposte prioritarie. Tra queste la richiesta, ribadita ancora una volta durante l’assemblea di giugno, di un «manuale operativo dedicato esclusivamente ai lavori pubblici utile alle stazioni appaltanti, per un’ordinata conduzione del processo di realizzazione delle opere». Ma l’associazione guarda con preoccupazione anche alla concorrenza e chiede da tempo di «ridurre la soglia entro la quale attuare la procedura negoziata senza bando, nel sottosoglia»
Altro cavallo di battaglia quello della revisione dei prezzi: qui l’Ance non è sola a chiedere di «fissare le percentuali in 2% dell’importo complessivo del contratto, come soglia oltre la quale scatta la revisione dei prezzi, e 90%, come misura della variazione dei prezzi che viene riconosciuta, riferita all’intera variazione». Tra le altre questioni c’è poi quella dell’illecito professionale: l’associazione propone di «superare, ai fini della rilevanza, le misure cautelari e il rinvio a giudizio per tutti i reati (art. 98) e applicare tale disciplina anche ai settori speciali, eliminando la possibilità per gli enti che operano in tali settori di individuare autonomamente le condotte che costituiscono gravi illeciti professionali (articolo 169)».
Secondo Oice «suscita forti perplessità la disciplina transitoria contenuta nel comma 11 dell’articolo 100, la quale prevede esclusivamente due requisiti (fatturato globale e servizi analoghi) per la qualificazione alla gara e impone la limitazione temporale a 3 anni ai fini della dimostrazione degli stessi». Per questa ragione l’associazione di Confindustria propone «di ripristinare la disciplina precedente e fissare a 10 anni il limite temporale per la comprova dei requisiti di partecipazione di capacità tecnico-professionale e ai migliori tre anni dell’ultimo quinquennio quelli di capacità tecnico-economica».
Oice guidata da Giorgio Lupoi, interviene anche sull’equo compenso definendolo «incompatibile» con lo svolgimento di una gara «se non nei limiti di un principio-guida ai fini della valutazione della congruità delle offerte». Per l’associazione è quindi cruciale «intervenire sull’articolo 8 del decreto 36, per chiarire la portata del riferimento al principio dell’equo compenso che non può essere applicato disgiuntamente dagli altri di cui all’articolo 1 e chiarire che l’equità del compenso deve essere valutata dalla stazione appaltante all’interno del procedimento di verifica delle offerte».
Per Legacoop Produzione e servizi è indispensabile rendere chiare ed esigibili le norme in materia di revisione prezzi, superando la soglia del 5%, che ad oggi rischia di non garantire appieno il mantenimento dell’equilibrio contrattuale, soprattutto dei contratti a più bassa marginalità». Le cooperative chiedono anche che vengano reintrodotti «limiti stringenti al peso dell’offerta economica per tutti i contratti e posti divieti all’utilizzo di formule di valutazione che attribuiscono peso eccessivo all’offerta economica, a discapito dell’offerta tecnica». Un richiamo poi anche a questioni identitarie quando si chiedono «alcuni chiarimenti interpretativi in materia di consorzi di cooperative, storico strumento di aggregazione tra imprese, nonché principale strumento per l’accesso al mercato di numerose piccole e medie imprese italiane».
FONTI “Enti Locali & Edilizia”
