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Alta velocità ferroviaria, Rfi e Regione Lazio scommettono sul nuovo scalo di Frosinone

Presentato il progetto di fattibilità. Costo stimato 125 milioni. Salvini: sarà chiesto un contributo a comuni e Regione. Isi (Rfi): il modello si ispira alle stazioni «gemelle» di Reggio Emilia e Afragola. Rocca: oggi siglato un patto

 

La nuova stazione dell’Alta velocità ferroviaria Frosinone MedioLatium potrebbe essere avviata nel 2028 con la pubblicazione del bando di gara, ed essere aggiudicata entro l’anno successivo. Lo prevede il cronoprogramma del progetto di fattibilità della nuova infrastruttura da realizzare in ciociaria – esattamente nel territorio del comune di Ferentino – presentato oggi a Roma, alla presenza, tra gli altri, dell’ad di Rfi Aldo Isi, del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Sempre secondo le stime del cronoprogramma, i lavori dovrebbero durare tre anni per concludersi nel 2033. Il costo stimato, in questa fase progettuale, è di circa 125 milioni di euro, ha riferito Salvini, aggiungendo che per la realizzazione dell’opera sarà chiesto un contributo alle amministrazioni locali del territorio e alla Regione Lazio. «Se tutto va come deve andare – ha auspicato il ministro – nel 2033 ci sarà la fine dei lavori». «Tra il 2032 e il 2033 – ha aggiunto Salvini – il primo treno dovrebbe unire Torino e Lione, il primo treno veloce attraverserà il tunnel del Brennero e poi il primo treno e la prima auto attraverseranno in 10 minuti lo Stretto».

Il progetto di fattibilità sviluppato da Rfi d’intesa con il Mit deriva dall’approfondimento di una delle soluzioni progettuali indicate nel documento di fattibilità delle alternative progettuali (DocFap) della nuova stazione (in attuazione di un protocollo d’intesa dell’aprile 2020 tra Regione Lazio e Fs). La nuova stazione interesserebbe un’area di oltre 110 comuni per una popolazione di oltre un milione di abitanti.

«Per il progetto – ha spiegato l’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana Aldo Isi – abbiamo preso spunto da qualcosa che già esiste e funziona: la stazione di Reggio Emilia dell’Alta velocità perché insiste su un territorio analogo per estensione e area di interesse». Isi ha ricordato che la stazione di Reggio Emilia «è partita nel 2013 con 30 treni al giorno e oggi viaggia a oltre 90 treni al giorno e che l’altra “gemella”, Napoli Afragola, è partita nel 2017 con 30 treni al giorno e che oggi viaggia con 100 treni al giorno. L’obiettivo è di fare con Frosinone lo stesso percorso».

Il progetto della nuova infrastruttura è stato accolto con estremo favore dal presidente della regione Lazio Francesco Rocca, in quanto si tratta di «un’opera attesa dalla regione», per il contributo che potrebbe arrivare per la crescita economica dell’intera regione. «Oggi sigilliamo questo patto con l’avvio della Tav a Frosinone», ha commentato Rocca, ricordando che «questo si accompagna a tutto il lavoro che abbiamo fatto per il territorio» in tema di mobilità e logistica. Tra le infrastrutture stradali Rocca ha citato lo sblocco della Cisterna-Valmontone, la Orte-Civitavecchia e l’avvio del raddoppio della Salaria.

 

Le slide del progetto

 

 

 

FONTI     Massimo Frontera        “Enti Locali & Edilizia”

Categorized: News