Per l’Autorità il caso sollevato dall’associazione riguarda una stazione appaltante che ha condotto procedure di gara pur non essendo qualificata e ha utilizzato deroghe ingiustificate
Nonostante gli allarmi e le proteste di stazioni appaltanti e imprese per l’Autorità Anticorruzione «la digitalizzazione degli appalti funziona». Il sistema introdotto dal nuovo codice degli appalti diventato obbligatorio dal 1° gennaio, per l’Anac «ha superato le prime settimane di rodaggio, e ora è quasi regime, a vantaggio di tutti, in particolare dei Comuni e dei piccoli Comuni». L’Autorità cita una serie di dati per sostanziare la presa di posizione. «In tre mesi di attività – si legge in una nota – sono state avviate attraverso la piattaforma digitale oltre un milione e centomila procedure di affidamento di contratti pubblici per un valore di circa 78 miliardi di euro».
L’Autorità coglie l’occasione per rispondere alle critiche sollevate dall’associazione Asmel in una lettera aperta indirizzata al presidente Giuseppe Busìa. «Anac è quotidianamente a fianco delle amministrazioni pubbliche in maniera fattiva, per aiutarle e supportarle in questo passaggio storico – scrive l’Autorià in una nota -. Nell’attività di vigilanza che le è propria, stabilita dalla legge, Anac verifica che le pubbliche amministrazioni svolgano al meglio tale compito a cui sono chiamate, richiedendo informazioni se necessario, e evidenziando criticità, se vi sono». «Il caso sollevato da Asmel, che in passato è stata soccombente in giudizio in più occasioni nei confronti dell’Autorità – si legge sempre nella nota – riguarda esattamente questo: una stazione appaltante che ha condotto procedure di gara superiore alle soglie di qualificazione, pur non essendo qualificata per farlo. Inoltre, ha utilizzato ipotesi derogatorie non giustificate, e nei suoi confronti sono state riscontrate ulteriori, svariate illegittimità. Eventuali sanzioni che dovessero essere comminate alla singola stazione appaltante sono a garanzia di tutto il sistema e a tutela delle migliaia di stazioni appaltanti che, al contrario, hanno agito correttamente e nel pieno rispetto della legge, valorizzando al meglio le opportunità fornite loro dal processo di digitalizzazione».
FONTI Mauro Salerno “Enti Locali & Edilizia”
