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Appalti Ue, insieme al mercato unificare anche il sistema di qualificazione delle imprese

INTERVENTO. Uno studio rilancia il modello Soa in vista della revisione delle direttive europee: verifica ex ante dei requisiti per ridurre i costi amministrativi e favorire la partecipazione alle gare transfrontaliere

 

L’aspetto economico della qualificazione degli operatori è un tema ancora poco trattato, ma centrale nel dibattito sugli appalti pubblici europei. Circa il 14% del Pil europeo deriva dagli appalti pubblici. Allo stesso tempo, gli investimenti pubblici sono destinati a crescere per sostenere le due grandi transizioni in atto: quella verde e quella digitale. In questo contesto, il modo in cui selezioniamo e qualifichiamo gli operatori economici diventa una questione non solo amministrativa, ma profondamente economica.

La questione assume una dimensione ancora più ampia se la guardiamo nel contesto europeo. In un sistema altamente frammentato, diventa difficile anche solo immaginare strumenti comuni come il debito europeo. Se esiste un debito comune, infatti, esso deve necessariamente tradursi in progetti e investimenti comuni. E affinché questi investimenti possano essere realizzati in modo efficiente e competitivo, è indispensabile disporre di meccanismi credibili di qualificazione degli operatori economici.

Per questa ragione, la qualificazione non può più essere considerata una semplice procedura amministrativa. Al contrario, è destinata a emergere come uno dei temi centrali nelle future direttive europee sugli appalti pubblici.

Di questo tema si discute nel paper «Completing the puzzle of european public procurement teform: towards a european system of supplier qualification?», patrocinato da Soa Cqop con il supporto della Johns Hopkins University, del Politecnico di Torino e della Ghent University. L’obiettivo della ricerca è riportare il dibattito europeo verso una questione spesso trascurata: la qualificazione degli operatori economici come infrastruttura del mercato unico degli appalti.

Nel paper viene analizzato in particolare il sistema Soa in Italia, che da oltre 25 anni regola il mercato degli appalti pubblici di lavori. La qualificazione viene ottenuta dalle imprese prima di partecipare a una gara ed ha validità quinquennale. Con la Soa l’impresa dimostra alla stazione appaltante di possedere i requisiti economici, finanziari e tecnici necessari per partecipare alla gara.

Questo sistema di qualificazione produce diversi effetti economici diretti. In primo luogo, migliora la qualità delle imprese che partecipano alle gare. La presenza di requisiti strutturati crea un incentivo permanente per le imprese a investire in organizzazione, capacità tecnica e solidità finanziaria, perché tali elementi diventano condizioni necessarie per accedere al mercato.

In secondo luogo, la qualificazione riduce i costi amministrativi per le pubbliche amministrazioni. Se i requisiti delle imprese vengono verificati ex ante da organismi specializzati, le amministrazioni non devono ripetere ogni volta le stesse verifiche in ogni singola gara. Questo comporta una significativa riduzione dei costi di transazione e una maggiore velocità nelle procedure.

Questi effetti hanno un impatto diretto sulle finanze pubbliche e, se estesi ad altri settori e contesti, possono generare un moltiplicatore economico rilevante, aumentando l’efficienza complessiva della spesa pubblica e, di conseguenza, contribuendo a tutta l’economia italiana.

Una prima osservazione che emerge dall’analisi dei dati è purtroppo piuttosto chiara: gli appalti transfrontalieri sono quasi del tutto assenti. Solo pochissime imprese partecipano attivamente a gare al di fuori del proprio paese.

Questo dato suggerisce una riflessione importante. Prima ancora di concentrarci sui criteri di aggiudicazione, dovremmo chiederci come ridurre l’onere amministrativo che oggi scoraggia la partecipazione delle imprese ai mercati pubblici di altri Stati membri. Partecipare a una gara transfrontaliera deve diventare vantaggioso ed economicamente sostenibile per le imprese.

Un altro elemento interessante che emerge dalla ricerca è la netta preferenza delle imprese per un sistema di qualificazione ex ante, volto alla verifica dell’idoneità («eligibility stage») a livello di impresa («firm level»), piuttosto che a livello di singolo prodotto o durante la fase di aggiudicazione della gara. Questo dato rafforza ulteriormente la potenziale efficienza e l’impatto sul mercato di un’eventuale estensione di meccanismi simili alle Soa.

Notiamo infatti che, alla domanda diretta su quale modello preferirebbero, il 73% delle imprese intervistate si è espresso con un forte favore verso l’adozione di meccanismi di qualificazione simili al modello italiano delle Soa a livello europeo.

Questa osservazione diventa particolarmente rilevante nel contesto delle recenti discussioni sul rafforzamento del mercato unico europeo. Se l’obiettivo è creare un vero mercato europeo degli appalti, non basta armonizzare le regole di gara: è necessario costruire un sistema credibile e interoperabile di qualificazione degli operatori che riduca l’incertezza, aumenti la fiducia tra amministrazioni e imprese e faciliti la la partecipazione transfrontaliera.

In altre parole, la qualificazione non è solo una questione tecnica. È un’infrastruttura istituzionale del mercato unico.

Con le nuove direttive europee sugli appalti pubblici attese nei prossimi anni, si apre una finestra di opportunità importante. L’Europa dovrà decidere se continuare a operare con sistemi frammentati o se costruire meccanismi di qualificazione più armonizzati, capaci di ridurre gli oneri amministrativi e favorire la partecipazione delle imprese nei diversi Stati membri.

In questo contesto, l’esperienza italiana delle Soa, maturata in oltre venticinque anni di applicazione, rappresenta un modello già testato di qualificazione ex ante che ha contribuito a strutturare il mercato dei lavori pubblici e a ridurre i costi amministrativi delle procedure.

Valorizzare questa esperienza nel dibattito europeo non significa solo esportare un modello nazionale, ma contribuire alla costruzione di un mercato unico degli appalti più efficiente, trasparente e competitivo, capace di sostenere gli investimenti pubblici necessari per le grandi transizioni che attendono l’Europa.

 

 

 

 

FONTI      Domenico Berdini (*)        “Enti Locali & Edilizia”

(*) Consigliere di amminstrazione e Chief innovation officer Soa Cqop

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