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Appalto delegato, l’aggiudicazione compete solo alla stazione appaltante qualificata

Il Consiglio di Stato ribadisce che i Rup degli enti privi di qualificazione non possono emettere i provvedimenti di assegnazione dei contratti

 

Nell’appalto delegato da stazione appaltante senza qualificazione a stazione appaltante qualificata, l’aggiudicazione compete solo al dirigente/responsabile di servizio dell’ente delegato. In questo senso, il Tar Piemonte, Torino, sez. I, sentenza n. 993/2026.

 

Il caso
Il ricorrente impugna l’avvenuta aggiudicazione dell’appalto delegato, da stazione appaltante senza qualificazione a stazione appaltante delegata (con qualificazione), per difetto di competenza. In pratica, ha costituito oggetto di contestazione il fatto che il provvedimento di aggiudicazione sia stato adottato dal responsabile dell’ufficio appalti della stazione appaltante delegata mentre, secondo il ricorrente, avrebbe dovuto essere adottato dal Rup, che nel disciplinare veniva individuato nel responsabile del servizio del comune delegante.

La fattispecie analizzata, anche per l’ovvio epilogo, risulta di particolare attualità considerato che la recente deliberazione dell’Anac n. 148/2026 che ha “ricalibrato” il bando tipo n. 1 – relativo agli appalti di servizi e forniture nel sopra soglia – richiede nelle premesse che venga individuato, oltre al Rup della stazione appaltante delegata anche di quella delegante creando (come nel caso esaminato dal giudice piemontese) un potenziale equivoco (visto che la stazione appaltante senza qualificazione non può avere un Rup ma solo responsabili di fase/di procedimento).

 

La sentenza
Il giudice ha ritenuto infondata la censura considerato che la stazione appaltante delegante, evidentemente, non possedendo la qualificazione non avrebbe mai potuto aggiudicare l’appalto. Nell’appalto delegato (per assenza di qualificazione o, negli altri casi, previo accordo) è alla stazione appaltante delegata che «deve ritenersi attribuito il potere di disporre l’aggiudicazione (…) ai sensi dell’art. 62 d.lgs. n. 36/2023».

Non a caso la stazione appaltante senza qualificazione è dovuta ricorrere al primo per poter svolgere le fasi dell’affidamento.

In sentenza si spiega come depongano in tal senso anche i principi giurisprudenziali espressi in tema di legittimazione passiva al ricorso proposto avverso gli atti emanati da una centrale di committenza, per i quali «i Comuni che aderiscono alla convenzione che istituisce la centrale unica di committenza sono meri beneficiari della procedura indetta ed espletata dalla centrale di committenza e sono vincolati alle vicende anche giudiziarie della gara».

Pertanto, mentre gli effetti e i risultati della procedura delegata «sono imputati ai Comuni, l’imputazione formale degli atti, rilevante ai fini della notifica del ricorso impugnatorio, non può che ricadere sulla centrale di committenza, contraddittore necessario dello stesso, in quanto competente in via esclusiva all’indizione, regolazione e gestione della gara e responsabile della stessa (cfr. Cons. di Stato. n.3402/2012)».

Il giudice, inoltre, rileva anche l’esigenza di fornire una lettura corretta delle norme considerato che il Rup, se non coincide con il responsabile del servizio (ovviamente di una stazione appaltante o ente con qualificazione) si limita a predisporre il provvedimento di aggiudicazione ma non può adottarlo (non può sottoscriverlo).

Quanto appena espresso si legge chiaramente nell’ambito dell’allegato I.2, art. 7, comma 1 lett. g) del Codice. bene annotare, e lo si evidenzia nella sentenza, che il comma 5 dell’articolo 17 del Codice chiarisce perfettamente lo «spettro/riparto» delle competenze per la fase dell’aggiudicazione.

La disposizione in parola, infatti, dispone che «l’organo competente a disporre l’aggiudicazione esamina la proposta, e, se la ritiene legittima e conforme all’interesse pubblico, dopo aver verificato il possesso dei requisiti in capo all’offerente, dispone l’aggiudicazione, che è immediatamente efficace».

L’organo competente, evidentemente, è il responsabile del servizio ed il Rup, come detto, potrà adottare l’atto solo se coincide con il primo e dispone di poteri a valenza esterna in grado di impegnare l’ente (adottando la decisione di aggiudicazione) altrimenti è tenuto semplicemente a predisporre la proposta di aggiudicazione.

 

 

 

 

FONTI       Stefano Usai        “Enti Locali & Pa”

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