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Caos gare digitali, dall’Anac nuove istruzioni per le Pa e la domanda di partecipazione-tipo

 

Dall’Autorità una nuova serie di risposte ai quesiti posti dalle stazioni appaltanti sulla digitalizzazione. Ok anche a una tabella sulle procedure per i microappalti sotto 5mila euro

 

Nuovo intervento dell’Autorità Anticorruzione sul tema della «digitalizzazione» che dal 1° gennaio sta turbando i sonni dei funzionari delle stazioni appaltanti. La mancata preparazione allo «switch off» del 1° gennaio, annunciato con mesi di anticipo dal nuovo codice dei contratti ma poi non sostenuto da investimenti e formazione negli uffici delle amministrazioni, continua a creare problemi di gestione delle gare. A gennaio, come abbiamo segnalato in questo articolo, la difficoltà di gestione degli adempimenti con le nuove procedure digitali ha causato il crollo del mercato dei grandi lavori pubblici, con bandi in caduta dell’89 per cento.

Nel tentativo di dare una risposta alle tante questioni ancora aperte l’Anac ha pubblicato oggi una serie di risposte di dettaglio alle questioni (tutte molto operative) sollevate dalle stazioni appaltanti, alcune delle quali redatte in collaborazione con Consip. Domande e risposte sono contenute in questo documento frutto di uno dei tavoli di lavoro che l’Autorità sta portando avanti con i soggetti interessati dall’«uragano digitalizzazione».

In un altro documento, diffuso sempre oggi, l’Anac riepiloga in una tabella le procedure da seguire per gestire gli appalti di importo inferiore a 5mila euro che, fino al 30 settembre 2024, possono godere della corsia alternativa della piattaforma Anac. Sempre che non arrivino novità dal decreto Milleproroghe in discussione in questi giorni alla Camera.

La «digitalizzazione» resta nel frattempo un nervo scoperto. Per questo, si legge nella nota dell’Autorità che accompagna il documento, «l’Autorità prosegue con gli incontri periodici con tutti i soggetti interessati dalla digitalizzazione, compresi i gestori delle piattaforme ai quali è stato messo a disposizione un canale diretto dedicato al fine di garantire un supporto alle attività svolte». «Inoltre , si aggiunge – sono stati calendarizzati incontri dedicati con i gestori delle piattaforme dei soggetti aggregatori per analizzare congiuntamente eventuali criticità nella prima fase di avvio e fornire supporto e soluzione alle criticità emerse».

 

Arriva anche la domanda di partecipazione-tipo
Oltre alle nuove istruzioni operative per le Pa e alla tabella con le domande e risposte sulle procedure per i microappalti sotto 5mila euro, l’Autorità ha appena diffuso anche la nuova domanda di partecipazione-tipo alle gare. Il documento è la naturale conseguenza della pubblicazione del bando-tipo n.1 dello scorso luglio con l’obiettivo «di standardizzare la modulistica da utilizzare per la partecipazione alle procedure di gara, semplificando l’attività delle stazioni appaltanti e degli operatori economici e riducendo il rischio di errori e omissioni».

La domanda di partecipazione-tipo è stata preparata tenendo conto di una serie di criteri. L’Anac spiega innanzitutto che nel documento «sono riportate le sole dichiarazioni non previste nel Dgue, al fine di evitare inutili duplicazioni e il proliferare di errori». Va poi tenuto conto che «la domanda tipo è un documento di carattere generale». Per questo «la stazione appaltante dovrà adeguarlo alle proprie esigenze, eliminando le parti non pertinenti e integrando con le informazioni ulteriori richieste in base alla particolare natura del contratto da affidare». «Con riferimento alla documentazione a comprova dei requisiti di partecipazione – spiega sempre l’Autorità – è stato previsto l’inserimento nel Fvoe dei documenti assoggettabili a riuso e, invece, l’allegazione alla domanda dei documenti utilizzabili in una sola gara, quali ad esempio la polizza fideiussoria e il contratto di avvalimento».

 

 

 

FONTI        Mauro Salerno         “Enti Locali & Edilizia”

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