Skip to content
Close
Hit enter to search or ESC to close

Caro materiali, altri 320 milioni per gli aumenti

Dal Mit aperture anche sulla proroga per il 2026 da inserire nella manovra. Restano da evadere richieste relative al 2024 e al 2025. Governo al lavoro anche su questo

 

Arrivano altri 320 milioni di euro per compensare una nuova fetta di aumenti dei materiali relativi al 2024. E parte l’interlocuzione con il ministero dell’Economia per garantire le altre compensazioni in coda e per prorogare, all’interno della manovra, il meccanismo dedicato alle oscillazioni nei costi delle opere pubbliche anche per il 2026. Il Governo, insomma, è a caccia di soluzioni per garantire il completamento dei lavori in corso di esecuzione. Sono le molte, e importanti, novità emerse nella risposta data dal ministero delle Infrastrutture, attraverso il sottosegretario Tullio Ferrante, a un’interrogazione (la n. 5-04555) presentata da Erica Mazzetti (Forza Italia). Una risposta salutata con favore dall’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili.

Il Mit nella sua risposta ha riepilogato il lavoro fatto finora in questo settore. Ricordando che per gli interventi legati al Pnrr, il Fondo opere indifferibili «ha già consentito l’assegnazione di risorse aggiuntive pari a circa 5,4 miliardi di euro, proprio per fronteggiare l’aumento dei costi delle materie prime». Oltre a questo, in riferimento alle richieste di accesso al Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, «tutte le domande presentate nelle finestre temporali del 2023 e nelle prime due del 2024 sono state regolarmente evase. Le risorse disponibili sono state interamente erogate alle stazioni appaltanti che risultavano ammesse». Per quanto riguarda la successiva finestra temporale del 2024, «è stato possibile procedere con l’erogazione dei contributi solo a una parte delle stazioni appaltanti ammesse, fino al completo utilizzo dei fondi disponibili in cassa, avvenuto nel mese di agosto 2025».

Per far fronte alle altre domande ritenute ammissibili, «a seguito di apposita richiesta di integrazione di cassa, formulata al ministero dell’Economia e delle finanze, con decreto del Ragioniere Generale dello Stato, n. 206861 del 16 ottobre 2025, è stata acquisita la disponibilità di 320 milioni di euro. Tali risorse saranno erogate alle stazioni appaltanti nel più breve tempo possibile». Insomma, l’assegno per l’erogazione materiale di questa nuova parte di fondi è stato staccato da pochi giorni.

Restano, però, altre richieste da evadere: mancano all’appello l’ultimo trimestre del 2024 e i primi cinque mesi del 2025 per circa 1,5 miliardi di euro. «Specifiche esigenze in tal senso – dicono dal Mit – sono state rappresentate al ministero dell’Economia e delle finanze nell’ambito delle interlocuzioni funzionali alla predisposizione della manovra di bilancio». Non solo: «Sono state trasmesse al ministero dell’Economia e delle finanze proposte volte a sostenere la continuità delle opere pubbliche in esame a decorrere dal 2026». In questo modo, il Mit conferma il suo impegno «a sostenere l’equilibrio contrattuale degli investimenti pubblici».

 

 

 

FONTI       Giuseppe Latour     “Enti Locali & Edilizia”

Categorized: News