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Caro-materiali, l’allarme dei costruttori milanesi: forniture introvabili, costretti a comprare all’estero

Assimpredil Ance: ai rincari si aggiunge la carenza di materie prime, con costi di approvvigionamento in aumento. «Si deve scegliere se fermare i cantieri o lavorare in perdita». A rischio anche i lavori finanziati dal Pnrr

 

Non bastano più i prezzi in continua crescita. Nei cantieri edili cominciano a scarseggiare anche le materie prime e alcune imprese sono costrette a cercarle all’estero, con un ulteriore aggravio dei costi di approvvigionamento. È l’allarme lanciato da Assimpredil Ance, l’associazione dei costruttori di Milano e provincia, che segnala un peggioramento dell’emergenza caro-materiali e mette in guardia sul rischio di nuovi stop ai lavori.

«La carenza delle materie prime, con conseguente continua impennata dei prezzi, sta portando le imprese a un punto di non ritorno: si deve scegliere se fermare i cantieri o lavorare in perdita», denuncia l’associazione. Una situazione che, secondo i costruttori, è diventata ancora più difficile perché le forniture sono sempre meno disponibili sul mercato italiano. Alla volatilità dei prezzi si sommano così le difficoltà di reperimento dei prodotti necessari per proseguire le lavorazioni, con tempi e costi di approvvigionamento sempre più incerti.

Da mesi Assimpredil Ance richiama l’attenzione sulle conseguenze dei rincari per la regolare prosecuzione dei lavori in corso e di quelli già programmati e aggiudicati. La nuova emergenza rischia di incidere anche sull’ultimazione degli interventi finanziati dal Pnrr, proprio mentre le imprese devono fare i conti con condizioni di mercato difficili da prevedere e con contratti pubblici che non si adeguano alla stessa velocità.

Il nodo, infatti, non riguarda soltanto l’entità degli aumenti, ma anche la rapidità con cui i prezzi delle forniture cambiano da un giorno all’altro e la possibilità stessa di reperire i materiali. Una volatilità che, denuncia l’associazione, si scontra con la rigidità dei contratti pubblici, costruiti su prezzi e tempi che il mercato ha ormai ampiamente superato. In queste condizioni, le imprese rischiano di non riuscire a sostenere i maggiori oneri necessari per completare opere già affidate.

L’allarme arriva mentre resta aperta la partita delle compensazioni per il caro-materiali. Come emerso anche nelle ultime settimane sul fronte delle grandi infrastrutture (vedi Terzo Valico), l’aumento dei costi può tradursi in tensioni sulla continuità dei cantieri e sull’equilibrio economico dei contratti. Sul versante dei ristori, però, le risorse per le imprese restano ancora da individuare: lo scostamento di bilancio varato dal governo non ha previsto una dotazione specifica per finanziare le compensazioni.

«Servono strumenti concreti e misure straordinarie, subito, per riequilibrare contratti squilibrati dal mercato prima che a saltare siano i cantieri stessi, insieme alle imprese e i loro lavoratori», rilanciano ora i costruttori.

 

 

 

FONTI           Mauro Salerno            “Edilizia & Territorio”

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