Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, con la sentenza 7136/2020, con la quale viene rievato che la partecipazione alle gare delle reti di impresa è disciplinata dagli art. 45, comma 2, lett. f) e 48, comma 14, del Codice dei contratti pubblici, che attribuiscono a tali soggetti la qualifica di”operatore economico”, e in merito al possesso dei requisiti rinviano alla disciplina prevista per i raggruppamenti temporanei d’imprese “in quanto compatibile”.
Gare, in caso di parità delle offerte illegittimo far prevalere quella pervenuta prima
La maggiore tempestività nella proposizione dell’offerta non costituisce un valido criterio per l’affidamento di contratti pubblici, sicché nelle ipotesi in cui i concorrenti abbiano proposto il medesimo ribasso la stazione appaltante non può procedere all’aggiudicazione privilegiando l’offerta presentata per prima.
Dl Semplificazioni al palo, arriva la circolare Mit. De Micheli a Fs, Anas e Comuni: applicatelo
«Il combinato disposto tra risorse disponibili e strumento normativo per spenderle rapidamente, può produrre un balzo in avanti per la nostra economia; perché ciò avvenga è necessario che le stazioni appaltanti applichino la legge in tutte le sue potenzialità». Si chiude così la lettera/circolare sull’applicazione del decreto legge semplificazioni che la ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, ha inviato a Regioni, Province, Comuni, Provveditorati, Anas e Rfi.
Gare, Anac: no all’applicazione retroattiva del decreto Semplificazioni
No all’applicazione retroattiva delle norme del decreto semplificazioni che permettono di accelerare le gare. A precisare i limiti temporali di operatività delle misure del decreto entrato in vigore lo scorso 17 luglio è l’Autorità Anticorruzione, rispondendo a una richiesta di parere avanzata da un’impresa.
Sottosoglia, l’esclusione automatica del Dl Semplificazioni vale anche se non prevista dal bando
La normativa derogatoria prevista dall’ art. 1 c. 3 del decreto semplificazioni si applica «automaticamente» in ragione del verificarsi dei presupposti prescritti, a prescindere dalla formulazione della lex specialis e dalla “autoqualificazione” della procedura fornita dalla stazione appaltante.
Il 2021 proclamato Anno Europeo delle Ferrovie
Il 2021 sarà l’Anno europeo delle Ferrovie, iniziativa promossa dalla Commissione UE volta a sostenere il treno come mezzo di trasporto innovativo, sostenibile, e sicuro. Ferrovie e treni sono infatti la sola modalità di trasporto che ha progressivamente ridotto le emissioni di CO2 dal 1990 a oggi, continuando a fornire un contributo decisivo per raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. […]
A Palermo Rfi pubblica bando da 17,7 milioni per lavori al passante ferroviario
Rete ferroviaria italiana pubblica il bando per completare una galleria e le strutture per le fermate Lolli e Giustizia, nell’ambito del raddoppio elettrificato della tratta ferroviaria Palermo centrale-Carini, passante di Palermo. L’appalto, in lotto unico, vale oltre 17,7 milioni (esattamente 17.723.720,10 euro).
Appalti pubblici: la certezza del diritto alla ricerca del conforto dei giudici superiori
Nel pieno della gestione dell’emergenza sanitaria in corso, che sembra aver oramai affidato i contratti pubblici alla cura di una legislazione in (quasi) totale deroga al Codice, il caos normativo non sembra destinato a trovare un suo nuovo equilibrio. A riprova di questo, è la circostanza, non del tutto casuale, di una concentrazione di statuizioni giurisprudenziali che, in questo periodo di pandemia, hanno chiesto l’intervento – a vario titolo – di supporti interpretativi superiori.
Ance, subappalto: è caos normativo
Norme in ordine sparso, ogni stazione appaltante applica ormai una disciplina diversa. Per le imprese impossibile organizzare il lavoro.
“Il subappalto è ormai vittima di una visione asfittica e priva di strategia, con gravi ripercussioni economiche e sociali”, denuncia il Presidente Ance, Gabriele Buia.
Le mani dei casalesi sugli appalti di Rfi
Anche la Dda di Napoli sta indagando su una controllata delle Ferrovie dello Stato, la Rfi, che gestisce la rete ferroviaria italiana. L’indagine è iniziata due anni fa: i carabinieri di Caserta e i magistrati campani ipotizzano che numerosi subappalti della società pubblica sarebbero stati vinti da ditte riconducibili a imprenditori molto vicini al boss Francesco Schiavone, l’ex capo dei clan mafioso dei casalesi finito in carcere al 41 bis.










