Prorogata a tempo indeterminato la semplificazione che permette di richiedere i Codici di gara senza le Pad. Busìa: andiamo incontro ai piccoli enti
L’Anac anticipa il Parlamento e decide di prorogare subito e senza scadenza la semplificazione che permette di richiedere il Cig (Codice identificativo gara) tramite l’interfaccia web dell’Autorità, senza passare da una piattaforma digitale certificata (Pad). Proprio ieri avevamo dato notizia su questo giornale dell’emendamento bipartisan proposto con lo stesso obiettivo in sede di conversione del decreto Infrastrutture (Dl 73/2025) all’esame della Camera. Oggi arriva la notizia che l’Anac è già andata per conto suo nella stessa direzione, con una proroga che permette di superare la scadenza del 30 giugno lasciando in vigore a tempo indeterminato la semplificazione attualmente in vigore.
La decisone è contenuta in un Comunicato del presidente approvato dal Consiglio dell’Autorità il 18 giugno 2025, che dà seguito alle numerose richieste giunte da Comuni, scuole e enti pubblici per rendere strutturale la possibilità di ricorrere alla Piattaforma contratti pubblici (Pcp) dell’ Anac per i microaffidamenti. L’ultima proroga – introdotta dal Comunicato del Presidente del 28 dicembre 2024 – prevedeva la scadenza del regime agevolato il 30 giugno 2025. Ora il termine che sarebbe scaduto tra pochi giorni viene superato di slancio, e la semplificazione resta valida fino a nuova disposizione. Anac, infatti, specifica che il provvedimento non ha un termine finale, ma potrà essere superato solo da eventuali futuri interventi normativi o regolatori.
Busìa: risposta alle difficoltà operative
«Con questo provvedimento, abbiamo voluto ancora una volta andare incontro alle esigenze dei comuni e delle amministrazioni, specie quelle di dimensioni più ridotte, favorendo la semplificazione», commenta il presidente di Anac, Giuseppe Busìa. «Da più parti, dagli stessi comuni e dall’Anci, sono giunte richieste ad Anac di prorogare l’uso in via transitoria della piattaforma web messa a disposizione dall’Autorità».
Il presidente non manca di sottolineare che alla base della decisione c’è la constatazione che «persistono difficoltà operative nell’uso delle Piattaforme di approvvigionamento digitale per affidamenti diretti sotto i 5.000 euro». Di qui la scelta di intervenire con un provvedimento che «va incontro alle esigenze di istituti scolastici, piccoli comuni ed enti pubblici in caso di impossibilità o difficoltà di ricorso alle Piattaforme dei contratti pubblici, al fine di consentire l’assolvimento delle funzioni ad essa demandate, ivi compresi gli obblighi in materia di trasparenza», spiegano dall’Autorità. Che però non rinuncia al controllo della situazione con l’obiettivo di superare lo stallo in futuro.
«L’Autorità si riserva di monitorare il buon esito dell’attività per stabilire la definitiva dismissione della scheda per gli affidamenti in parola dalla PCP web», si legge nel comunicato firmato da Busìa. Che, allo stesso tempo, all’interno del provvedimento lancia un messaggio chiaro ai fornitori di Pad richiamando «le piattaforme a porre in essere ogni misura idonea a favorire la semplificazione del procedimento digitale per l’affidamento dei contratti richiamati, nel rispetto delle regole tecniche del Codice». In sostanza, Anac chiede che le piattaforme evolvano e offrano anche per i microappalti interfacce agili, intuitive e rapide. Solo allora – con un ecosistema digitale maturo per tutti – si potrà superare la scheda web semplificata.
Una semplificazione usata e apprezzata
Nel corso del 2024, sono stati rilasciati ben 3,4 milioni di Cig relativi ad affidamenti di importo inferiore a 5.000 euro, per un valore medio di appena 1.480 euro. Una mole di affidamenti significativa, che mostra quanto la misura sia utilizzata quotidianamente dalle amministrazioni più piccole. Per queste, la possibilità di accedere direttamente alla piattaforma dell’ Anac, e di compilare la cosiddetta «scheda semplificata», al posto delle piattaforme digitali, rappresenta ancora un supporto essenziale per garantire continuità operativa. Di qui la decisione della proroga: una scelta di equilibrio, che lascia aperta la strada all’evoluzione dell’ecosistema digitale ma che, nel frattempo, tutela la l’attività delle piccole stazioni appaltanti.
Ora bisognerà vedere se arriverà anche la copertura parlamentare con l’approvazione dell’emendamento bipartisan destinato a tradurre la semplificazione in una norma stabile. O se invece ci si continuerà ad appoggiare alle indicazioni dell’Autorità. In ogni caso, fino a nuova decisione, i Cig sotto i 5.000 euro potranno continuare a viaggiare sul canale diretto Anac.
FONTI Mauro Salerno “Enti Locali & Edilizia”
