La proposta EY Infrastructure Barometer. Tra le priorità del governo: transizione energetica, reti ferroviarie e comparto salute
Cura shock da 447,8 miliardi per le infrastrutture italiane: è la spesa più alta nella storia del Paese, da attuare nell’arco dei prossimi 5 anni. Un valore che rappresenta circa il 3,5% del Pil. Nei piani del governo, le infrastrutture sono una priorità per lo sviluppo dell’Italia. Mobilitato un mix consistente di risorse: bilancio nazionale, fondi del Pnrr e finanziamenti europei. Ma anche gli investitori privati sono pronti a scendere in campo. Le priorità riguardano: transizione energetica, trasporti e sanità. Il settore telecomunicazioni, media e technology (Tmt) torna a essere al centro delle strategie di investimento, in particolare per i fondi di private equity, come evidenziato dalle operazioni relative alla rete infrastrutturale di Tim e alle torri telecom di Inwit. Il nemico da battere è quello di sempre ed è comune a tutti i progetti: incertezze normative e complessità burocratiche.
Queste, in sintesi, le conclusioni dell’EY Infrastructure Barometer aggiornato a settembre 2024, che Il Sole-24 Ore è in grado di anticipare. Il sondaggio annuale condotto da EY, che coinvolge dirigenti di grandi aziende, investitori infrastrutturali, istituti finanziari e private equity attivi a livello mondiale nel settore delle infrastrutture e con una radicata presenza anche in Italia, ha l’obiettivo di valutare la fiducia degli investitori e degli operatori del settore. A tal proposito, il 66% degli interpellati prevede un incremento dei potenziali investitori e degli operatori finanziari nelle infrastrutture italiane nei prossimi 12 mesi. Dice Marco Daviddi, Strategy and Transactions Managing Partner di EY in Italia: «Il 35% degli investitori intervistati, in aumento del 3% rispetto al 2023, ha espresso l’intenzione di investire nel comparto energetico nei prossimi 12 mesi, focalizzando l’attenzione sulle energie rinnovabili e sull’efficientamento energetico, seguito dal comparto dei trasporti. L’interesse degli investitori si concentra sulle aree dove sono previsti i più significativi investimenti pubblici, a sottolineare come sia determinante una collaborazione tra pubblico e privato per progetti che inevitabilmente sono complessi, dimensionalmente rilevanti e con tempi di realizzazione di medio-lungo periodo».
Nei trasporti, il principale obiettivo del governo è lo sviluppo di linee ferroviarie ad alta velocità (111,9 miliardi di euro dei 183,3 miliardi già stanziati per tutta la rete ferroviaria). Inoltre, grande attenzione è rivolta alle infrastrutture stradali. Le aspettative sono favorevoli anche per l’evoluzione del comparto della salute. Tra i piani di finanziamento dell’Italia, circa 20 miliardi di euro entro il 2026 puntano a soddisfare l’urgente bisogno di modernizzazione. Questo investimento, secondo EY, dovrebbe avere un impatto positivo sui diversi segmenti del comparto sanitario italiano, tra cui la tecnologia medica, la sanità digitale, le biotecnologie e i prodotti farmaceutici. Saranno investiti 300 milioni in infrastrutture tecniche e sistemi informatici, per il monitoraggio e la prevenzione, compreso il rilevamento precoce delle pandemie. Inoltre, 520 milioni sono destinati alla ricerca biomedica, con investimenti e agevolazioni fiscali a sostegno delle start up innovative nel settore biofarmaceutico.
Il giudizio degli operatori e investitori sulle infrastrutture italiane è mediamente positivo: il 67% degli interpellati le considera in linea con la media europea, seppure vengano evidenziati dei margini di miglioramento. Tra i principali motivi per investire in infrastrutture in Italia vi è l’opportunità di colmare i gap di servizi o di mercato riscontrati (lo afferma il 55% degli intervistati, +2% rispetto al 2023). Capitolo sostenibilità. Gli investitori sono sempre più orientati verso i requisiti Esg (Environmental, Social and Governance) nella selezione dei propri investimenti, dando maggiore importanza ai progetti che privilegiano la transizione energetica, i cambiamenti climatici, la sostenibilità sociale e l’etica aziendale. Secondo il 60% degli intervistati, i criteri Esg sono stati i principali driver nella selezione degli investimenti o delle opportunità di finanziamento in Italia. Solo il 5% dichiara di non considerarli nella selezione e analisi degli asset. Infine, l’intelligenza artificiale è vista da oltre il 30% come la tecnologia che porterà i maggiori benefici nel settore delle infrastrutture, in particolare nei comparti dell’energia e dei trasporti.
FONTI Marco Morino “Enti Locali & Edilizia”
