Via libera della commissione Bilancio al testo. Ok all’emendamento bipartisan chiesto dalle imprese: su richiesta dell’appaltatore le stazioni appaltanti potranno sospendere fino al 31 dicembre il recupero dell’anticipazione nei lavori in corso (escluso il Pnrr). Disco verde anche al commissario per il nuovo Policlinico Umberto I e alla proroga della Soprintendenza speciale Pnrr fino al 2029
Il decreto Infrastrutture compie un nuovo passo verso la conversione in legge e porta a casa una delle modifiche più attese dal settore delle costruzioni. La commissione Bilancio della Camera ha concluso l’esame del Dl 107/2026 approvando gli emendamenti e conferendo mandato alla relatrice a riferire favorevolmente all’Assemblea, dove il provvedimento è atteso già da questa sera, con possibile ricorso alla questione di fiducia.
La novità di maggiore impatto per il mercato riguarda l’approvazione dell’emendamento bipartisan, nella versione riformulata, che consente di sospendere temporaneamente il recupero dell’anticipazione del prezzo nei contratti pubblici di lavori in corso di esecuzione, misura sollecitata da mesi dalle imprese di costruzione e sulla quale «Edilizia e Territorio »aveva già dato conto in occasione della riapertura dell’esame degli emendamenti.
La norma autorizza le stazioni appaltanti, «su richiesta dell’appaltatore», a sospendere il recupero dell’anticipazione previsto dall’articolo 125 del Codice dei contratti pubblici «per il tempo strettamente necessario» e «comunque non oltre il 31 dicembre 2026». La misura viene motivata con la necessità di fronteggiare le persistenti difficoltà di approvvigionamento e gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione, dei carburanti e dei prodotti energetici connessi ai conflitti in corso nell’area del Medio Oriente. Resta esclusa la possibilità di applicare la sospensione agli interventi finanziati, anche solo in parte, con risorse del Pnrr.
Per il settore delle costruzioni si tratta della risposta più attesa dopo le richieste avanzate dall’Ance, che aveva evidenziato come l’attuale meccanismo di recupero dell’anticipazione rischiasse di comprimere la liquidità delle imprese proprio in una fase ancora caratterizzata da forti tensioni sui costi.
Tra gli emendamenti approvati spicca anche quello della relatrice che introduce un commissario straordinario per accelerare la realizzazione del nuovo Policlinico Umberto I di Roma, maxi-intervento atteso da anni, per un investimento stimato in un miliardo di euro. L’incarico viene affidato al presidente pro tempore della Regione Lazio, che resterà in carica fino al completamento degli interventi e comunque non oltre il 31 dicembre 2030.
Il commissario potrà operare attraverso ordinanze in deroga, nel rispetto dei vincoli europei, della normativa antimafia e delle disposizioni di tutela paesaggistica e culturale. L’emendamento introduce inoltre un procedimento unico autorizzatorio, con effetti di variante urbanistica, e una serie di misure acceleratorie anche sul fronte delle gare, tra cui l’avvio anticipato delle verifiche antimafia, la consegna d’urgenza dei lavori e la possibilità di ricorrere alle modifiche contrattuali per lavori supplementari nei limiti consentiti dal diritto europeo.
Via libera anche alla proroga della Soprintendenza speciale per il Pnrr. L’emendamento estende infatti dal 31 dicembre 2026 al 31 dicembre 2029 la durata della struttura istituita per accelerare le autorizzazioni sugli interventi finanziati con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, prorogando anche il personale e rafforzando la segreteria tecnica.
Sul fronte degli appalti, invece, resta fermo uno dei dossier più attesi. Contrariamente alle indiscrezioni circolate nelle settimane scorse, Governo e relatori non hanno presentato alcun emendamento per riscrivere la disciplina del project financing dopo la sentenza della Corte di giustizia Ue che ha bocciato il diritto di prelazione del promotore. L’assenza di iniziative legislative conferma che il lavoro tecnico sulla nuova disciplina del partenariato pubblico-privato non è ancora approdato a una soluzione condivisa. Un segnale che lascia intendere come la revisione dell’articolo 193 del Codice dei contratti richiederà ancora tempo ( forse anche alla luce delle novità maturate in Europa con la proposta di un regolamento unico al posto delle direttive che non contempla più ipotesi di operazioni di Ppp su proposta privata ).
Nella stessa direzione va anche la sorte di un subemendamento dell’opposizione, che puntava proprio a intervenire sulla disciplina del project financing modificando l’articolo 193 del Codice: la proposta è stata dichiarata irricevibile e non è quindi entrata nel merito del confronto parlamentare.
Con il voto della commissione Bilancio si chiude così l’esame in sede referente del decreto. Ora la partita si sposta in Aula, dove il Governo punta a rispettare i tempi della conversione, facendo leva, se necessario, anche sul voto di fiducia. Il capitolo del project financing, invece, resta ancora aperto.
FONTI Mauro Salerno “Edilizia & Territorio”
