È una delle operazioni più strategiche dell’anno. Addio alla gestione isolata dei rilievi topografici: la flotta aerea si integra con il software per monitorare in tempo reale avanzamento dei lavori, difformità e sicurezza. Opportunità a catena anche per l’Italia
Nel panorama globale della tecnologia applicata alle costruzioni è stata annunciata una delle operazioni di fusione e acquisizione più rilevanti dell’anno. Procore Technologies, colosso statunitense della gestione informatizzata dei progetti edili, ha siglato l’accordo definitivo per l’acquisizione di DroneDeploy per un controvalore di circa 845 milioni di dollari.
L’operazione, la cui chiusura è prevista entro la fine dell’anno previa approvazione degli organi regolatori, va ben oltre una semplice operazione di M&A o di consolidamento finanziario: rappresenta la consacrazione strategica di un nuovo paradigma in cui il dato visivo e tridimensionale abbandona la condizione di supporto accessorio per diventare componente nativa, continua e automatizzata dei processi gestionali di cantiere.
Big Data per addestrare l’intelligenza artificiale
Fondata nel 2013 DroneDeploy si è affermata su scala globale come la piattaforma di riferimento per la cattura e l’analisi di dati aerei e spaziali. Capace di trasformare immagini scattate da droni, robot terrestri, telecamere fisse e dispositivi wearable in digital twin, mappe orografiche e modelli 3D ad alta precisione, la società gestisce oggi oltre 3 milioni di cantieri in 180 Paesi. In Europa DroneDeploy ha progressivamente consolidato una presenza capillare con hub strategici in Regno Unito e nei Paesi Bassi, erogando servizi ad alto valore aggiunto a imprese di costruzione, sviluppatori, aziende energetiche e studi tecnici. L’integrazione di questi strumenti con il patrimonio informativo di Procore – che nell’ultimo anno ha registrato nei propri sistemi oltre 400 milioni di foto, 126 milioni di elaborati grafici e 10 milioni di richieste di informazioni e ispezioni – costituisce un database proprietario unico al mondo per addestrare algoritmi di intelligenza artificiale applicati al settore edile.
Dal dato isolato al confronto predittivo in tempo reale
“L’aggiunta della tecnologia di DroneDeploy alla piattaforma Procore ci permetterà di accelerare la nostra strategia di intelligenza artificiale e di fornire veri e propri colleghi di lavoro digitali in grado di tracciare ciò che accade in un cantiere, comprenderne il significato e agire di conseguenza per migliorare il risultato finale”, ha commentato Ajei Gopal, Presidente e ceo di Procore, sottolineando il valore industriale dell’operazione.
Dal punto di vista operativo e metodologico la vera rivoluzione risiede nel superamento della frammentazione software. Fino ad oggi i rilievi aerofotogrammetrici e le nuvole di punti sono stati gestiti come silos verticali isolati, utilizzati sporadicamente dai topografi o dalla Direzione Lavori per verificare specifiche contestazioni. L’integrazione nativa tra la piattaforma di Project Management di Procore e l’infrastruttura di analisi visiva di DroneDeploy consentirà ai General Contractor e ai project manager di effettuare un confronto predittivo e in tempo reale tra lo stato effettivo del cantiere, i modelli Bim e le cronoprogrammazioni (Gantt 4D e 5D).
Prevenzione dei rischi con la Reality Capture nativa
La presenza di “co-worker digitali” basati su intelligenza artificiale permetterà di rilevare in modo autonomo e tempestivo difformità geometriche, ritardi operativi e potenziali rischi per la sicurezza sul lavoro prima che si trasformino in extracosti o in contenziosi bloccanti.
Mike Winn, ceo e fondatore di DroneDeploy, ha ribadito come i clienti del settore chiedano da tempo un’evoluzione strutturale: “Nel corso dell’ultimo decennio chi costruisce ci ha ripetuto costantemente la stessa cosa, desiderano che la Reality Capture sia una parte nativa del loro modo di lavorare, non un altro strumento isolato e innestato a posteriori”.
Le opportunità per l’Italia
Per l’Italia la notizia dell’operazione arriva in una fase di estrema delicatezza del mercato. Il nostro Paese sta affrontando la messa a terra della fase cruciale delle opere finanziate dal Pnrr e dalla programmazione del Fondo Complementare, caratterizzata da cantieri ad altissima complessità e da scadenze temporali perentorie. Al contempo il Nuovo Codice dei Contratti Pubblici ha sancito la digitalizzazione obbligatoria e vincolante per tutto il ciclo di vita dell’appalto, imponendo l’adozione di piattaforme di condivisione dati interoperabili e l’uso progressivo del Bim per le stazioni appaltanti.
Procore è già ampiamente utilizzata da molte grandi imprese di costruzione italiane, società di ingegneria e developer che operano su progetti complessi. L’introduzione della Reality Capture automatizzata risponde a esigenze inderogabili del mercato nazionale: la certificazione oggettiva dell’avanzamento lavori ai fini della contabilizzazione e del pagamento; la tracciabilità e trasparenza a prova di audit nei confronti delle Stazioni appaltanti pubbliche; la drastica riduzione dei contenziosi tra impresa e committenza grazie a una storicizzazione visiva e georeferenziata indiscutibile delle opere eseguite.
La possibilità di effettuare sopralluoghi digitali certificati riduce inoltre la necessità di ispezioni fisiche ad alto rischio o ad alta intensità di manodopera, offrendo una risposta concreta anche al drammatico problema della carenza di personale specializzato e di tecnici di cantiere che affligge il settore in Italia ed Europa.
FONTI Mila Fiordalisi “Edilizia & Territorio”
