Trenta ettari saranno destinati al terminal ferroviario, gli altri settanta saranno al centro del progetto di un hub intermodale
Lo sviluppo della logistica nell’area Nord Ovest del Paese, tra Terzo Valico e corridoi europei – Reno-Alpi e Corridoio Mediterraneo – passa attraverso Alessandria e guarda all’intermodalità e alle attività di retroporto. Al progetto per il nuovo scalo di Alessandria sta lavorando Rfi, capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo Fs: l’intervento avrà un valore stimato intorno ai 250 milioni di euro e sarà una infrastruttura al centro dello sviluppo dell’intera area che si estende su cento ettari. «Oggi Alessandria – spiega Umberto Lebruto, ceo di Fs Sistemi Urbani, società capofila del Polo Urbano del Gruppo Fs – rappresenta uno snodo strategico per il suo posizionamento rispetto a infrastrutture strategiche. Inoltre a livello europeo si è andati decisamente verso l’interoperabilità, con la possibilità per le merci trasportate, ad esempio, su treni in Francia di attraversare anche il nostro Paese».
L’area dello scalo merci si estende su 100 ettari di terreno dentro il tessuto cittadino, «un tesoretto da sfruttare» come lo definisce Lebruto. I tempi dunque sembrano maturi per scaricare a terra un progetto capace di sfruttare le nuove infrastrutture in fase di realizzazione e creare un hub intermodale che colleghi ferro e strada.
L’intervento ha sostanzialmente due anime: trenta ettari saranno destinati al terminal ferroviario, gli altri settanta saranno al centro del progetto di un hub intermodale, con una parte attinente alla riqualificazione urbana, che vedrà coinvolti i player privati. Due settimane fa è stato presentato il Progetto di Fattibilità Tecnico Economica del nuovo terminal, a cura di Rfi, con l’obiettivo di aprire i cantieri a partire dalla fine del 2025. Contestualmente Fs Sistemi Urbani ha aperto il bando di gara – si chiuderà il 3 giugno prossimo – del Masterplan per la realizzazione dell’hub intermodale e del polo di interscambio, dove saranno gestiti i flussi merci che arrivano su strada e su gomma, con una particolare attenzione al tema della rigenerazione urbana e un valore complessivo che potrà raggiungere il miliardo di euro.
A lavorare al primo progetto ci sono Regione Piemonte, Città e Provincia di Alessandria, il ministero dei Trasporti, il commissario straordinario di Governo, Calogero Mauceri, oltre al mondo Fs. «L’obiettivo è realizzare uno scalo ferroviario innovativo, che sarà collegato anche al sistema delle autostrade e garantirà tempi veloci di smistamento delle merci» spiega Lebruto. L’infrastruttura sarà realizzata dal pubblico, con fonti di finanziamento che arriveranno dal ministero grazie all’Accordo di programma con Rfi.
Per la parte ferroviaria serviranno 200 milioni, con una prima tranche disponibile per il progetto esecutivo e l’avvio dei lavori a partire dalla fine del 2025, altri 50 milioni serviranno all’adeguamento dell’infrastruttura autostradale, visto che Alessandria si trova all’incrocio tra A21 e A26. Le nuove infrastrutture ferroviarie – 4 binari da 750 metri, 3 gru a portale di movimentazione merci di 45 metri da 40 tonnellate e aree per la movimentazione delle merci – occuperanno 30 ettari. Gli altri 70 ettari saranno destinati alla realizzazione di uno spazio operativo destinato alla logistica e allo smistamento delle merci, che possa però integrarsi con il tessuto cittadino offrendo nuovi servizi come un parco o aree destinate all’innovazione. Tutto questo accanto a funzioni attinenti la logistica e l’accessibilità, oltre ad un autoparco per i trasportatori. Per quanto riguarda la trasformazione dello scalo, al fianco delle funzioni per la logistica, la rigenerazione si integra con il tessuto cittadino attraverso un mix di nuove funzioni urbane, commerciali, terziario e residenziale.
È in questa cornice, dunque, che prende piede l’idea di aprire al mercato con una manifestazione d’interesse per i player privati. La prima tappa è la presentazione di un concept, entro giugno. Quello selezionato sarà messo a base della gara che sarà aperta successivamente e che vedrà nei 18 mesi successivi lo sviluppo del progetto vero e proprio. Con variante urbanistica connessa, entro il 2026. «Alla fine di questo percorso Ferrovie metterà in vendita le aree che saranno state valorizzate nel frattempo e pronte per il rilancio, il privato che ha contribuito alla progettazione, avrà il diritto di prelazione» aggiunge Lebruto. Quello di Alessandria è il progetto più avanzato in Italia per la realizzazione di un polo intermodale innovativo, con il coinvolgimento dei privati.
FONTI F.Gre. “Enti Locali & Edilizia”
