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Infrastrutture, aggiornato il contratto di programma Mit-Rfi: risorse per 3,97 miliardi

I nuovi fondi destinati agli investimenti sulla rete ferroviaria nazionale

 

Si è completato l’iter di aggiornamento per il 2025 del Contratto di programma 2022-2026 nella parte investimenti tra il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e Rfi (la controllata del gruppo Fs che gestisce l’infrastruttura ferroviaria): circa quattro miliardi di euro (3,973) di nuove risorse contrattualizzate per una procedura che ha richiesto tempi lunghi considerando che l’informativa del Cipess, uno dei passaggi previsti dalle regole semplificate introdotte nel 2021, era arrivata solo il 10 dicembre 2025 e che il contratto era stato sottoscritto il giorno successivo da Mit e Rfi. Il decreto interministeriale Mit-Mef è del 25 maggio 2026 ed è stato registrato alla Corte dei Conti il 30 giugno.

L’aggiornamento prevede nuove risorse destinate al finanziamento degli investimenti sulla rete ferroviaria nazionale. In particolare, sono stati stanziati 1,727 miliardi di euro di risorse vincolate, destinate a specifici interventi, da disposizioni normative: nel dettaglio Decreto Alluvioni, Fondi A22, fondi destinati alla prosecuzione delle opere pubbliche e all’adeguamento dei prezzi, Por Sicilia e Calabria, convenzioni con enti locali. Ci sono poi 2,254 miliardi di euro di nuove risorse non vincolate previste dalla Legge di Bilancio 2025. Di queste ultime, 1,158 miliardi di euro destinati al finanziamento degli interventi in corso di realizzazione e alla prosecuzione dei programmi, mentre 1,096 miliardi finanzieranno i fabbisogni residui e i maggiori oneri connessi agli interventi ferroviari previsti dal Pnrr.

L’aggiornamento 2025, si legge in nota di Fs, «conferma l’impegno condiviso del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e di Rete ferroviaria italiana nel proseguimento del piano di sviluppo, potenziamento tecnologico e modernizzazione dell’infrastruttura ferroviaria nazionale».

«Con le risorse non vincolate – aveva spiegato il sottosegretario con delega al Cipess Alessandro Morelli in occasione del via libera all’aggiornamento Comitato interministeriale per la Programmazione economica e lo sviluppo sostenibile – vengono finanziati, tra gli altri, interventi prioritari su ferrovie, direttrici di interesse nazionale»: gli esempi citati erano il nuovo collegamento Palermo-Catania (162 milioni di euro più 145 milioni di euro), la velocizzazione della direttrice Salerno-Taranto (58 milioni di euro), la velocizzazione della linea Milano-Genova (30 milioni di euro), il nodo di Genova e il Terzo valico dei Giovi (13 milioni di euro), la linea Battipaglia-Potenza-Metaponto – Taranto (20 milioni di euro).

Nell’ultimo mese il gruppo Fs è stato investito da forti turbolenze per l’uscita anticipata dell’amministratore delegato Stefano Donnarumma che ha rimesso il suo mandato il 30 giugno. Dopo meno di due settimane è arrivata la nomina del nuovo capo azienda che il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha voluto fosse un “interno”: la scelta è caduta sull’ad di Trenitalia Gianpiero Strisciuglio che andrà ora sostituito alla guida della controllata del gruppo per i servizi di trasporto. Per Rfi, invece, è attesa la conferma per l’ad Aldo Isi ma, secondo alcune indiscrezioni, si starebbe valutando anche il nome dell’attuale Ad di Fs Engineering, Dario Lo Bosco.

 

 

 

 

FONTI      Riccardo Ferrazza       “Edilizia & Territorio”

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