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Ingegneria, corre la produzione: 3,7 miliardi nel 2022 ma salirà a 4,5 miliardi quest’anno

 

Indagine Oice sulle imprese associate: difficoltà a trovare addetti, crisi russo-ucraina assorbita, il Pnrr sta aiutando ma non è centrale. La vera preoccupazione è il rialzo dei tassi

 

Il fatturato 2022 delle società di ingegneria e architettura aderenti all’Oice ammonta a 3,7 miliardi di euro, il 22% in più rispetto all’anno prima. Ancora migliore la stima per il 2023, che vedrà il fatturato complessivo attestarsi a 4,5 miliardi (+17,1% sul 2022), con un 30% di fatturato dovuto all’export. Sono i principali numeri che si leggono in un report presentato l’11 luglio a Roma dall’Oice in un incontro dal titolo “Dal Pnrr al Green Deal passando per il Ponte – le sfide dell’Ingegneria e dell’Architettura”. Più precisamente, il mercato italiano vede una crescita del 25,6% nel 2022 (da 2,164 miliardi a 2,719 miliardi di euro), mentre la produzione estera è stata di oltre 1,1 miliardi circa (+13,6% sul 2021) ed è prevista a 1,4 miliardi nel 2023. Il mercato domestico arriva a rappresentare oltre il 70% del totale della produzione nel 2022, per poi arretrare lievemente nel 2023, scendendo al 68,5%. Per quel che riguarda l’occupazione, l’indagine mostra una crescita del 17,9% tra 2021 e 2022 e una prevista espansione del 15,1% nel 2023. Il numero di lavoratori impiegato presso le imprese oggetto dell’indagine sarebbe quindi salito a 27.929 unità nel 2022 (+17,9% rispetto ai 23.686 del 2021) con previsione di aumentare ancora nel 2023, arrivando a 32.153 unità. Tuttavia, la difficoltà di trovare personale – denunciato dall’85% degli intervistati, con un picco superiore all’88% per le imprese fra 26 e 125 addetti – “costituisce un limite all’espansione delle imprese Oice”.
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Il dato secondo cui per oltre il 50% delle imprese oggetto dell’analisi i contratti Pnrr coprono il 25% del fatturato indica, secondo il report, che «il Pnrr non sembra essere un elemento centrale per le prospettive delle imprese Oice». Inoltre, secondo le imprese intervistate, «sono complessivamente ritenute limitate le ripercussioni del conflitto in Ucraina». Piuttosto, le società di ingegneria sono preoccupate per le tensioni finanziarie: «oltre la metà delle imprese – si legge infatti nel report – evidenzia impatti importanti derivanti dall’aumento dei tassi di interesse, dall’inflazione e dai costi di produzione derivanti dall’aumento dei prezzi energetici». «Il nostro settore ha risposto in termini molto dinamici alle sfide che il mercato ha lanciato», chiosa il presidente dell’Oice Giorgio Lupoi, segnalando che «le proiezioni per il 2023 evidenziano ulteriori incrementi, +15% addetti e +17% fatturato, e rappresenterebbero il terzo anno consecutivo che registriamo una forte crescita del nostro settore, in risposta alla crisi durata oltre un decennio».

 

 

FONTI            M.Fr.         “Enti Locali & Edilizia”

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