Bollinato il decreto Infrastrutture-Economia per il monitoraggio di obiettivi e indicatori di performance
Con un decreto Mit-Mef bollinato dalla Ragioneria è pronto per la pubblicazione il nuovo sistema di controllo sugli investimenti affidati a Rete ferroviaria italiana (Rfi), destinato ad essere calato e applicato nel Contratto di programma 2027-2031, lato investimenti e anche servizi. Il provvedimento firmato dai ministri Salvini e Giorgetti introduce più rigore sui costi, sui tempi di realizzazione e sui risultati degli investimenti ferroviari. Con verifiche semestrali, penali in caso di inadempimento e una parte della remunerazione variabile dei dirigenti Rfi legata agli obiettivi raggiunti.
Il primo passaggio riguarda la trasparenza finanziaria e procedurale. Entro il 31 gennaio di ogni anno Rfi dovrà trasmettere a Mit e Mef il cronoprogramma degli interventi, firmato dall’amministratore delegato e costruito sulla base degli stanziamenti di bilancio. Il documento costituirà un «presupposto essenziale per la predisposizione e sottoscrizione del Contratto di programma», oltre che per i suoi aggiornamenti annuali. Per ogni opera dovranno essere indicati il Cup, la localizzazione e le diverse fonti di finanziamento. Il prospetto dovrà riportare «l’importo dei finanziamenti disponibili», le somme ancora da reperire, il quadro economico, il costo a vita intera e il suo eventuale aggiornamento. Dovranno essere specificate anche «la percentuale di variazione» e le cause dello scostamento, insieme agli impegni assunti, al piano dei costi e ai pagamenti effettuati. La ricognizione riguarderà anche i tempi: Rfi dovrà indicare, per ogni progetto, «lo stato di avanzamento procedurale e fisico, previsto ed effettivo», seguendo tutte le fasi: progettazione, affidamento, apertura e conclusione dei cantieri, collaudo ed entrata in esercizio.
Stretta sui costi e sulle variazioni in corso d’opera. Il decreto stabilisce un controllo più rigoroso sui conti stabilendo che «ai fini delle valutazioni da adottare, le variazioni di costo che eccedono il 20% del Quadro economico approvato, al netto degli adeguamenti tariffari, sono tempestivamente comunicate al Mit e al Mef con apposita relazione recante le cause dello scostamento, gli effetti sul programma di investimento, le eventuali proposte di copertura e le conseguenze sul cronoprogramma».
L’altro capitolo riguarda i risultati. Ogni sei mesi Rfi dovrà rendicontare l’avanzamento «fisico, procedurale, finanziario e prestazionale» degli interventi, accompagnando i risultati raggiunti con l’attestazione dell’ad. All’Autorità di regolazione dei trasporti spetterà il monitoraggio degli indicatori di performance e dei criteri di qualità, tra cui «livello dei guasti, puntualità, tempi di primo intervento» e parametri orientati agli utenti. In caso di scostamenti o ritardi Rfi avrà almeno trenta giorni per presentare controdeduzioni o un piano correttivo. Se il mancato risultato sarà accertato e ingiustificato, scatteranno penali fisse o proporzionali, la cui entità sarà definita nel Contratto di programma e alle quali potranno aggiungersi anche altre misure correttive. Anche gli incentivi dei dirigenti saranno legati per metà al raggiungimento degli obiettivi e per metà ai risultati ottenuti sul fronte della qualità.
FONTI Dario Immordino “Edilizia & Territorio”
