La bozza del provvedimento approvato in Consiglio dei ministri allarga l’obbligo di verificare la congruità della manodopera in tutti gli appalti pubblici e in quelli privati oltre 70mila euro
Neanche il tempo di mandare in Gazzetta il decreto Pnrr con la patente a punti in edilizia e l’obbligo di verificare la congruità della manodopera prima di emettere il saldo finale dei lavori pubblici (sopra 150mila euro) e privati (oltre 500mila euro) che il Governo punta già a una nuova stretta per combattere il lavoro nero nei cantieri.
La novità è contenuta nel decreto lavoro approvato dal Consiglio dei ministri il primo maggio. Secondo quanto segnalato dalle agenzie, le sanzioni in caso di esito negativo della verifica della congruità della manodopera scatteranno per tutti gli appalti pubblici e per lavori da 70mila euro nel privato. Per gli appalti pubblici viene infatti eliminata la soglia di 150mila euro prevista dal decreto Pnrr 4. Mentre rimane il fatto che in caso di violazione, il responsabile del progetto, possa essere segnalato all’ Anac. Negli appalti privati la soglia scende da 500mila a 70mila euro, il valore di una ristrutturazione di un’abitazione: in caso di verifica negativa scatta una sanzione da 1.000 a 5.000 euro per il committente.
La norma inserita nel decreto Lavoro modifica quanto previsto dall’ultimo decreto Pnrr (pubblicato per l’appunto oggi in Gazzetta Ufficiale), che stabilisce, per gli appalti pubblici e privati di realizzazione dei lavori edili, che, prima di procedere al saldo finale dei lavori, il responsabile del progetto, negli appalti pubblici, e il committente, negli appalti privati, verifichino la congruità dell’incidenza della manodopera sull’opera complessiva.
Per gli appalti pubblici, in mancanza di esito positivo della verifica o di previa regolarizzazione della posizione da parte dell’impresa affidataria dei lavori, la violazione viene segnalata all’Anac ai fini della valutazione della performance del responsabile del progetto. Negli appalti privati, in assenza di esito positivo della verifica o di previa regolarizzazione della posizione da parte dell’impresa affidataria dei lavori, scatta la sanzione amministrativa da 1.000 a 5.000 euro a carico del committente.
Di fatto le sanzioni non cambiano rispetto a quanto già previsto dal Dl Pnrr 4, ma ora arriva l’annuncio della nuova stretta che allarga il campo di applicazione della misura a tutti gli appalti pubblici e anche nei piccoli cantieri privati.
FONTI Mauro Salerno “Enti Locali & Edilizia”
