Conversione del Dl Infrastrutture: proposta di modifica al codice appalti firmata da esponenti di maggioranza e opposizione a favore dei piccoli enti in difficoltà con la transizione digitale
Arriva un emendamento bipartisan al decreto Infrastrutture (Dl 73/2025) per stabilizzare una misura di semplificazione molto attesa dalle stazioni appaltanti, soprattutto quelle di piccole dimensioni: la possibilità di richiedere il Cig, il codice identificativo di gara, direttamente tramite la piattaforma gestita dall’Anac (Pcp) anche per gli affidamenti sotto i 5mila euro, senza passare obbligatoriamente da una piattaforma digitale certificata (Pad).
L’emendamento – firmato da esponenti della Lega, del Partito Democratico, di Azione e di +Europa – punta a rendere strutturale una possibilità oggi prevista solo in via transitoria fino al prossimo 30 giugno, come stabilito da un provvedimento dell’Anac alla fine del 2024.
Nel testo dell’emendamento, si prevede l’inserimento all’articolo 23 del Codice dei contratti pubblici (Dlgs 36/2023) di un nuovo comma 5-bis che attribuisce a un provvedimento dell’Autorità Anticorruzione il compito di definire la questione una volta per tutte con un proprio provvedimento che consenta di acquisire i Cig degli appalti sotto cinquemila euro «oltre che attraverso la piattaforma di approvvigionamento digitale certificata utilizzata per la gestione dell’affidamento, anche tramite l’interfaccia web messa a disposizione direttamente» dall’Anac.
Un passaggio che se approvato darebbe copertura normativa stabile a una deroga che finora era regolata solo da atti amministrativi, destinata a decadere senza un nuovo intervento.
La questione non è nuova, tanto che la misura è stata già oggetto di numerose proroghe per aiutare i piccoli enti alle prese con le difficoltà di adeguamento ai nuovi obblighi digitali. Una semplificazione motivata dalla difficoltà di moltissimi Comuni piccoli e piccolissimi nel dotarsi rapidamente di strumenti adeguati. Il punto è che, senza una norma che stabilizzi la deroga, dal 1° luglio anche per i microacquisti più che ordinari per un’amministrazione sarà necessario usare una Pad, con un costo gestionale fuori scala per le amministrazioni con meno risorse umane e digitali.
L’interfaccia web offerta da Anac – semplificata, gratuita e più facilmente accessibile – ha finora rappresentato una valvola di sfogo per gestire questi piccoli affidamenti. Ma, senza una modifica normativa (o una nuova proroga) il suo utilizzo tra pochi giorni sarà negato.
FONTI Mauro Salerno “Enti Locali & Edilizia”
