Con un decreto legge verrà estesa la possibilità di chiedere la cassa integrazione ad ore in caso di eventi estremi non evitabili
Il governo corre ai ripari contro l’emergenza caldo: con un decreto legge verrà estesa la possibilità di chiedere la cassa integrazione ad ore in caso di eventi estremi non evitabili, escludendola dal computo delle settimane del biennio mobile. La novità che sarà contenuta in un Dl all’esame del prossimo consiglio dei ministri riguarda la Cigo per lavoratori edili e lapidei e la Cisoa per gli addetti a tempo indeterminato nell’agricoltura, i settori più esposti alle alte temperature. Inoltre per la Cisoa è prevista una comunicazione semplificata.
Lo ha annunciato il ministro del Lavoro, Marina Calderone alle parti sociali convocate a distanza, per un confronto con il ministro della Salute Orazio Schillaci, Inl, Inps, Inail, Anci, Upi e Conferenza delle Regioni sulla bozza del “Protocollo condiviso per l’adozione delle misure di contenimento dei rischi da esposizione ad alte temperature negli ambienti di lavoro”. Le parti sociali nel prossimo incontro si presenteranno con le proposte di modifica e integrazioni alla bozza, l’obiettivo del governo è quello di condividere il documento quadro di 11 pagine con indicazioni operative da declinare poi a livello settoriale e aziendale. Nello schema illustrato dal ministro Calderone sarà poi la contrattazione territoriale ad occuparsi dell’attuazione nel dettaglio delle linee guida nazionali.
La richiesta di facilitare il ricorso alla Cig era arrivata da aziende e sindacati, in edilizia come in agricoltura ad esempio se si richiedono 4 ore viene computata l’intera giornata. Critiche dalla Cgil: «Alla nostra richiesta di misure urgenti per far fronte subito all’emergenza caldo – ha detto Francesca Re David – il ministero del Lavoro ha risposto proponendo un Protocollo su misure normate dal Testo unico 81 e linee guida senza nessun elemento per renderle esigibili e vincolanti. Basta perdere tempo. Nel decreto ma nulla è previsto per i lavoratori non subordinati come i riders o gli stagionali».
Positivo il commento, invece della Cisl per voce di Giorgio Graziani che «apprezza il contenuto del decreto» ed ha rilanciato la proposta di «arrivare in tempi brevissimi alla definizione di un protocollo trilaterale per sostenere e supportare nei settori, nei territori e nelle aziende, una contrattazione che sappia rispondere al bisogno di lavorare in salute e sicurezza anche di fronte ad eventi climatici avversi». Forti critiche anche dal leader della Uil Pierpaolo Bombardieri e da Ivana Veronese: «La montagna ha partorito un topolino – dicono -. Nessuna risposta sulla nostra richiesta di emettere un decreto specifico con l’obbligo di interrompere le attività lavorative quando vengono superati i 32 gradi, nel caso in cui non venissero realizzati specifici accordi di rimodulazione orari o riorganizzazione del lavoro. Bene la Cisoa ad ore per i tempi indeterminati in agricoltura, ma serve una copertura anche per gli stagionali. Inoltre, anche partite iva, collaboratori, lavoratori a chiamata , autonomi e rider vanno protetti, sia per la salute sia per il reddito».
Confcommercio ha sottolineato «l’utilità di agire con interventi specifici come l’estensione della Cig per eventi oggettivamente non evitabili ai settori che ne sono sprovvisti», mentre «va evitato il ricorso ad adempimenti generalizzati dettati dall’emergenza, per come emergono dalla bozza di protocollo proposto dal ministro del Lavoro».
FONTI Giorgio Pogliotti “Enti Locali & Edilizia”
