Skip to content
Close
Hit enter to search or ESC to close

Patente a crediti, Ance: servono procedure snelle, non una proroga

 

L’Associazione dei costruttori si allinea al ministero del Lavoro e si smarca dalla rissa politica; ma avverte: «la patente è solo un passo verso la vera qualificazione del settore». Anche i sindacati Filca-Cisl e Fillea-Cgil fanno quadrato su Marina Calderone

 

«La previsione di una proroga dell’entrata in vigore della patente a crediti non è necessaria, ma servono procedure snelle per consentire alle imprese di adempiere rapidamente alle misure adottate dal Governo». Poche parole, affidate a un comunicato dell’Ance e attribuite alla presidente Federica Brancaccio, per esprimere la linea dell’associazione dei costruttori, il giorno dopo che il ministero del Lavoro, interpellato da questo giornale, aveva ribadito che sul tavolo non c’è alcuna proroga all’entrata in vigore della patente a crediti, fissata al 1° ottobre prossimo. Una presa di posizione che, spiega l’Ance, segue «alle ipotesi circolate negli ultimi giorni che prevedono uno slittamento in avanti dell’entrata in vigore della patente a crediti, fissata al primo ottobre». Ipotesi che effettivamente sono state valutate dai tecnici del ministero del Lavoro, anche per attenuare l’impatto di un sistema nuovo e ancora oggi sconosciuto in molti aspetti applicativi fondamentali. Ipotesi poi accantonate confermando l’appuntamento, e confidando che tutto sarà pronto per l’operatività, tra pochi giorni.

Anche due dei principali sindacati dell’edilizia si sono posizionati sulla stessa linea del ministero. Ieri la Filca Cisl – anche un po’ minacciosamente – ha ammonito il ministero a non cedere alle richieste di una proroga che si erano palesate in Parlamento sotto forma di emendamenti al Dl Omnibus firmati da senatori di maggioranza e opposizione. A distanza di 24 ore anche la Fillea-Cgil ha preso posizione, affermando che «un rinvio sarebbe inappropriato», dice il segretario generale Alessandro Genovesi, anche lui smarcandosi dalla polemica politica: «tutti gli emendamenti che chiedono un rinvio sono sbagliati e chiediamo siano ritirati».

Le principali parti sociali coinvolte fanno dunque quadrato intorno alla ministra Marina Calderone, e si smarcano dalle polemiche e scontri che farebbero solo danni a imprese e lavoratori. L’Ance chiarisce insomma che non sono e non saranno i costruttori ad alimentare il pressing sul ministero per allontanare l’adempimento. Piuttosto chiedono di fluidificarne il più possibile l’implementazione. Peraltro, anche su questo Ance e sindacati sono in sintonia. Federica Brancaccio ribadisce che «la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori è un obiettivo primario per Ance, per questo riteniamo da sempre fondamentale che si arrivi a una vera qualificazione del settore e la patente a crediti è un passo in questa direzione». Come a dire: una cosa è la patente a crediti, altra cosa la «vera qualificazione del settore». Dalla parte opposta, Fillea-Cgil, sembra dire qualcosa di simile quando afferma che «prima parte la patente e prima si potrà migliorarne portata e capacità».
La parola chiave è miglioramento: miglioramento di uno strumento che prima ancora di esistere imprese e lavoratori chiedono già di migliorare, negli adempimenti, nella portata e nella capacità.

 

 

FONTI    Massimo Frontera    “Enti Locali & Edilizia”

Categorized: News