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Per le gallerie stradali non Tern arrivano le prime norme per la sicurezza antincendio

Notificata alla Ue la regola tecnica sulla messa a norma di tunnel su strade comunali, provinciali, regionali e statali. Si parte dalle gallerie di oltre 500 metri

 

Sono in arrivo nuove regole per la sicurezza antincendio delle gallerie stradali. Il Viminale, di concerto con il ministero delle Infrastrutture, ha messo a punto una nuova regola tecnica antincendio per la sicurezza delle gallerie stradali che non appartengono alla rete Tern (Trans european road network), ossia che non fanno parte delle strade di interesse comune per i collegamenti tra le nazioni dell’Ue. Mentre le gallerie della rete Tern hanno norme di sicurezza ad hoc derivanti dagli indirizzi europei (direttiva 2004/54/Ce recepita nel nostro ordinamento con il Dlgs 264 del 2006), ad oggi non esistono delle norme antincendio dedicate alle gallerie non rientranti nel reticolo delle infrastrutture transeuropee. Così, per colmare la lacuna è stata predisposta una regola tecnica antincendio che, per la prima volta, assegna precise regole da rispettare alle gallerie urbane ed extraurbane di strade comunali, provinciali, regionali e statali. Anche le gallerie esistenti e in esercizio dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni, secondo scadenze prestabilite, che porteranno al completamento della messa a norma entro cinque anni. Bisogna tenersi già pronti, giacché per le gallerie esistenti di oltre 500 metri le prime misure, di tipo gestionale, devono essere completate già all’entrata in vigore del Dm e nei successivi sei mesi deve essere pronto il piano di emergenza da attuare in caso di incidente. Lo schema di Dm è stato notificato alla Commissione europea per avviare la verifica che serve ad accertarsi che dalla norma non derivino ostacoli alla libera circolazione delle merci. Il Dm “sosterà” in Commissione tre mesi, ossia fino al 28 aprile, ma se dovessero emergere osservazioni da parte degli Stati membri (è accaduto raramente per i decreti antincendio) i tempi di permanenza a Bruxelles potrebbero allungarsi. Lasciata la Commissione europea, il decreto inizierà il suo cammino verso la Gazzetta ufficiale per andare in vigore – come prevede lo schema di decreto – trenta giorni dopo la pubblicazione.

Gli obiettivi della progettazione
I nuovi progetti e quelli di adeguamento dovranno prefiggersi quattro obiettivi principali di prevenzione e di protezione: minimizzare le cause di incendio, garantire la stabilità delle strutture, limitare la propagazione di fumo e fiamme, assicurare la vita delle persone in caso di incendio e consentire alle squadre di soccorso di operare in sicurezza.

Adeguamento in quattro fasi per le gallerie esistenti
Per le gallerie di oltre i 500 metri di lunghezza, già in esercizio, nasce il piano quinquennale di adeguamento alle nuove norme, che prevede tre fasi. Già alla data di entrata in vigore del Dm vanno adottate misure gestionali per ridurre la probabilità di accadimento degli incidenti, da mantenere finché non si conclude il ciclo di “messa a norma”. Le precauzioni – che possono essere di diverso tipo come la riduzione del limite di velocità o l’introduzione dell’obbligo di mantenere una certa distanza di sicurezza – devono derivare da un’analisi del rischio di incendio basato sugli incidenti eventualmente accaduti almeno negli ultimi cinque anni nella galleria e nel chilometro che precede e segue i suoi portali.

Entro sei mesi dall’entrata in vigore del Dm vanno attuate misure per consentire l’intervento dei soccorsi, devono essere elaborati i piani di emergenza contenenti indicazioni specifiche sulla gestione degli incidenti e degli incendi in galleria, prendendo in considerazione almeno le ipotesi di incidente stradale senza incendio, di innesco dei veicoli e di incendio delle installazioni tecniche della galleria. Entro un anno dall’entrata in vigore è necessario installare la segnaletica insieme ad un impianto di sicurezza che consenta di illuminare la galleria in caso di incidente per facilitare l’esodo delle persone.

Le restanti prescrizioni vanno ottemperate entro cinque anni e prevedono misure calibrate in base alla lunghezza, alle caratteristiche funzionali e geometriche e al volume di traffico. Va previsto un sistema per diffondere l’allarme in caso di incidente che deve arrivare ad una sala di comando e controllo degli impianti oppure bisogna consentire l’attivazione automatica delle procedure di emergenza. In alcuni casi le prescrizioni prevedono adempimenti molto onerosi, specie per le gallerie particolarmente trafficate e lunghe. Già per estensioni superiori al chilometro e mezzo va valutata l’opportunità di aggiungere ulteriori uscite di sicurezza intermedie e scatta l’obbligo di dotarsi di un sistema di ventilazione longitudinale controllato che spinga l’eventuale fumo in direzione dei portali di ingresso e di uscita.

Inoltre, le strade extraurbane lunghe più di un chilometro, con traffico a partire dai 2mila veicoli al giorno per corsia, sono obbligate a dotarsi di un idoneo impianto idrico antincendio. Più severa la normativa per le gallerie urbane, queste devono installare gli idranti se raggiungono la soglia di 2mila veicoli al giorno per corsia e se superano i 500 metri di lunghezza. Per le gallerie più lunghe e trafficate la norma prevede, inoltre, l’obbligo di dotarsi di un impianto radio per assicurare la massima tempestività ed efficacia degli interventi delle squadre dei Vigili del Fuoco.

Prescrizioni più severe per i nuovi tunnel
Per le gallerie di nuova realizzazione le prescrizioni da osservare sono molte di più e vanno a regolare ogni aspetto della sicurezza antincendio come la reazione e la resistenza al fuoco, i requisiti impiantistici, i sistemi di drenaggio di eventuali liquidi infiammabili accidentalmente fuoriusciti da un veicolo in transito, le vie di esodo. In particolare, per le gallerie di lunghezza superiore a 3mila metri e con un volume di traffico superiore a 2mila veicoli/giorno per corsia vanno installati impianti di videosorveglianza e di rilevamento automatico degli incendi e deve essere realizzato un centro di controllo costantemente presidiato, nel quale devono confluire tutti i sistemi: di allarme, di comunicazione con i servizi di soccorso, di controllo dell’impianto di ventilazione da remoto e anche tutti gli apparati per il controllo, gestione e registrazione del sistema di videosorveglianza. Inoltre, tutte le gallerie urbane e quelle extraurbane di lunghezza superiore a 500 metri vanno dotate di un impianto idrico antincendio.

Per le nuove gallerie, i responsabili devono avere dipendenti addetti all’esercizio ed al pronto intervento, da attivare in caso di emergenza, che vanno adeguatamente formati e aggiornati. Il personale addetto alla sicurezza della galleria sarà coinvolto nelle esercitazioni (da svolgere almeno ogni quattro anni), in modo da essere pronto ad affrontare eventuali scenari di incidente definiti nel piano di emergenza. Per ogni nuova galleria deve inoltre essere predisposto un piano di manutenzione per preservare la funzionalità degli impianti.

 

 

FONTI     Mariagrazia Barletta    “Enti Locali & Edilizia”

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